Ripeto fino alla nausea o fino all’accusa di disfattismo: viva Caporetto!

L’orrore in essere non deve fuorviare il vostro giudizio e la ricerca dei complici oggettivi di tanto strazio.

Da anni vi invitiamo a riflettere su come sarebbe stato necessario scovare (attività semplice) tutti quei complici oggettivi dei finanziatori dei combattenti (ormai entrati nella fase successiva a quella che – disinformandovi – continuano a definirvi terrorismo) raccoltisi sotto le bandiere nere dell’ISIS. Niente. Non reagite. Anzi l’apatia si impadronisce della nostra gioventù. Ma come sarebbe possibile diversamente? Gli stessi che vorrebbero ora approfittare dello smarrimento in cui vi trovate (e ancora non è toccato alle nostre spiagge affollate, ai nostri hub, ai vostri luoghi sacri, ai nostri mezzi di trasporto anche se a Bologna, il 2 agosto del 1980, i morti furono 85 e negli anni precedenti sui nostri treni morirono orrendamente bruciati decine di compatrioti e a dare fuoco alle micce non furono certo i brigatisti che per semplicità sentivate sempre citare) sono “accatenati” da business e finanziamenti inconfessabili con l’Arabia Saudita, il Qatar e quegli ambienti finanziari internazionali che “a caval donato non guardano in bocca”. Né in bocca, né nello sfintere posteriore. Che sia un cavallo o un maiale. Fanno le mammolette turbate per le stragi ma i contrattoni con i sauditi non li avete firmati voi, ne, tantomeno, i redattori di Leo Rugens. Dice ieri Antonio de Martini che dietro ai terroristi ci sono degli Stati. Una volta tanto siamo arrivati stra-primi perché potete, da anni, leggere questa lapalissiana verità nei post di questo ininfluente e marginale blog. Nessuna azione di questa natura complessa può essere effettuata senza gli Stati schierati a sostegno. Prima viene quello che chiamano terrorismo e poi si passa alle attività propedeutiche all’insorgenza attività che precede un atto rivoluzionario. È sempre stato così e sempre lo sarà. Una cosa è lo spontaneismo di qualche petardone e una cosa, viceversa, sono ordigni di tale complessità, confezionati con modalità sofisticate e fatti pervenire sul luogo della deflagrazione, con le più diverse abilità. Solo dopo l’inquadratura vi rivela come sono stati trasportati fino all’ultimo metro le bombe ma, non me ne vogliate, questo avviene dopo. Sarebbe stato necessario pensare prima a tutto questo e invece stiamo perdendo tutte le partite, a tre a zero, perché non si è voluto/potuto pre-pararsi, in tempo, tecnologicamente ma soprattutto culturalmente.

Ho il ricordo di quando nei miei uffici si discuteva, era il triennio 2010/2012, con gli specialisti della NEC, di questi pericoli, considerati imminenti, e della necessità di organizzare i riconoscimenti facciali, nelle metro, negli aeroporti, ovunque si dovesse “passare” per arrivare “tra la gente”. Ne discutevamo prima del Convegno sui fondi europei (ma Bruxelles è in Europa?) destinati proprio a mettere al sicuro le nostre infrastrutture. Parlo di anni addietro. Ma, a quella data, il problema era togliere di mezzo Grani che voleva inaugurare procedure trasparenti di attribuzione dei fondi (330 milioni!) per mettere in sicurezza la nostra gente! Vigliacchi, traditori, doppiogiochisti prezzolati, pendagli da forca, se ci fossero le oneste forche finalmente erette. Quando penso a tutto il tempo che si è perduto, ho orrore oltre che per le attività degli “insorgenti”, per quelle, ugualmente gravi, dei sorci malefici che li hanno oggettivamente favoriti. Lavoravamo, con passione e intelligenza, in vista di quanto, anni dopo, sta avvenendo. Prima, non dopo. Prima è prima; e dopo è dopo. Altro che “reagire alla barbarie”, “non ci cambieranno i nostri stili di vita”, “sconfiggeremo il terrorismo”. Questi (e si sapeva) vi tolgono direttamente la vita, non gli stili di vita. Non sono giacchette di Armani o borsette di Fendi o profumi di Chanel quelle di cui si ragiona. Andavamo fermati perché parlavamo troppo chiaro e alla fine qualcuno ci avrebbe potuto ascoltare, capire, decidendo  di aiutare a snidare i sorci dal infetti dal formaggio. Cari ancora a me compatrioti, se commetterete l’errore epocale di farvi guidare attraverso il deserto che vi aspetta dagli stessi che sono in combutta con i vostri carnefici, potete solo meritarvi di fare la fine delle polpette sanguinolente. Come da mesi diciamo, questa è una “Caporetto” e come tale va interiorizzata. Solo dopo “Caporetto” potremo individuare una linea del Piave. Mai accettare di farvi guidare dagli stessi che si sono alleati oggettivamente e affaristicamente con i vostri aguzzini. Non possono essere gli stessi che vi vogliono imporre le politiche elaborate dai loro sodali e pupari (Valori, Carrai, Ledeen, Moncada) che fingono di piangere i vostri morti e la fine delle vostre speranze, a decidere per voi. Sono loro i complici degli assassini dell’ISIS, non chi si predisponeva a combatterli con intelligenza e strumenti culturali all’altezza. Dovete liberarvi dei collaborazionisti o potrete solo prepararvi a contare le salme e i ricoveri riabilitativi post trauma.Il vostro Capo del Governo parla di sciacalli (offendendo tale intelligente animale) e pensa alle imminenti elezioni. Parla di sciacalli e pensa che si deve sbrigare a piazzare Carrai in modo da controllare il controllabile, nel settore dove si faranno affari nei prossimi anni. Parla di sciacalli e di atteggiamenti coesi contro le polemiche e pensa che, se non si sbriga, l’arresto di Denis Verdini o l’ulteriore sputtanamento delle famiglie Renzi e Boschi, potrebbero spazzarlo via. La questione geopolitica in atto va ben oltre il tempo determinato di un vanesio, voltagabbana, smemorato, pugnalatore che accettate, tiranno non eletto, guida suprema dei Servizi Segreti e quindi, di fatto, delle Forze Armate. Se non è un Colpo di Stato questo, con il nemico alle porte, quale altro atto di imperio potrebbe essere così definito? Vogliamo aspettare che si alzino i toni al Quirinale (Antonio Segni docet!) e che Sergio Mattarella, durante un possibile colloquio tempestoso si senta male?

Ci sono mille modi intelligenti per evitare che l’Italia, a giorni, diventi l’anello debole dell’attacco dei seguaci del Califfo. Uno di questi è liberasi, subito, di Matteo Renzi. Liberasi di lui, con o senza autoambulanza, e, in emergenza, azzerare, seduta stante, tutte le nomine da lui fatte per impadronirsi del Paese e predisporsi alla “resistenza” contro i nemici fino a quel momento suoi oggettivi alleati. Perché il Mondo, come spesso dico agli amici più cari, è più complesso di come appare e dove arrivino i rizomi delle Ur-Lodges massoniche che affiliano sia Abu Bakr Al-Baghdadi che i Ledeen, nessuno lo sa. Certamente la tempesta imminente non può essere affrontata guidati dalla marionetta. La nostra gente, pur un po’ troppo arrendevole, si merita almeno il volto svelato del puparo. Potrebbe finalmente decidere, vedendone le fattezze orribili, che è ora di ribellarsi. Cominciate, da bravi sciacalli (viva lo Sciacallo!), a polemizzare con l’attuale imbelle, confuso, inquinato governo renziano e poi vediamo il da farsi. Ma tenete conto che (sono facile profeta), il tempo stringe.

Oreste Grani/Leo Rugens

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