‘A trivella – Una storia d’amore e di petrolio

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Gianluca e Federica tra una telefonata e l’altra avranno avuto almeno un quarto d’ora da dedicare all’amore? Immaginare la povera Ministro che deve lasciare il letto caldo alle quattro del mattino per correre in Senato ad aggiustare una legge così da consentire al suo trivellatore di portare a casa il pane quotidiano [il pane del tradimento del Paese a favore della francese Total] dispiace davvero. Eppure è successo che, tra una trivellata e l’altra, i due, chiaramente in combutta, agissero a favore di petrolieri e di appaltatori di lavori per i petrolieri, il tutto a pochi giorni da un referendum davvero particolare. La vedo male per i due piccioncini unti e bisunti di “olio”…

Per Gianluca Gemelli l’accusa è di traffico di influenze, perché – scrivono i giudici – “sfruttando la relazione di convivenza che aveva con il ministro allo Sviluppo Economico [Federica Guidi ndr], indebitamente si faceva promettere e quindi otteneva da Giuseppe Cobianchi, dirigente della Total, “vantaggi patrimoniali”. Ai domiciliari cinque funzionari dell’azienda petrolifera…

La Guidi riferiva in proposito: “E poi dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se… è d’accordo anche “Mariaelena” (il ministroMaria Elena Boschi, annotano gli investigatori) la… quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte, alle quattro di notte …! Rimetterlo dentro alla legge… con l’emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa. .. ehm ..dall’altra parte si muove tutto!”.

Alla domanda di Gemelli “se la cosa riguardasse pure i propri amici della Total”, si legge ancora nell’ordinanza, “clienti di Tecnimont (“quindi anche coso … anche … va be’, i miei amici de… i clienti di Broggi”), la Guidi replicava: “eh, certo, capito? … certo … te l’ho detto per quello!”). (Il Fatto Quotidiano)

Fa talmente schifo leggere l’articolo che la smettiamo qui di somministrarvelo, la vita è già abbastanza amara, per quanto la caduta del toscanello e della sua banda sia imminente e ciò non può che alleviare almeno un po’ le nostre pene.

Il ciuccio di Palazzo Chigi, il burattino di prima fila, ha le ore contate come annunciavamo pochi giorni fa, il 18 febbraio: FRATELLI-COMPAGNI URLOGISTI, CONTRORDINE: MATTEO RENZI È FINITO! e come più di recente ribadiva Rino Formica.

Ovviamente non si dimetterà e ciò consentirà a Verdini di alzare la posta, il che indebolirà ancor di più il governo fino a che il giuda di turno staccherà la spina. Non vediamo l’ora.

Credere che nel putridume partitocratico si possa trovare una soluzione al problema Italia è da pazzi o da delinquenti, e sarà per questo che i gattopardi di stato si stanno apprestando a salire sul carro del vincitore, sperando di salvare i propri privilegi e gli stipendi, soprattutto.

Assistere all’agonia del nostro Paese è terribile, lavorare perché gli onesti cittadini del M5S possano procedere serenamente nel lungo lavoro di pulizia il nostro dovere, e non in quanto sia la nostra parte, quanto perché la Repubblica, principio e fine del nostro agire, non potrà essere se il M5S non sarà la sua guida.

La redazione

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