Chi ha paura di Giulio Regeni?

 

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“Regeni è stato ucciso per mettere in crisi i rapporti tra Italia ed Egitto”

FALSO – Chi ha ucciso Regeni sapeva che il bottino, gli equilibri geopolitici e la fellonia di renzi sono tali che la morte di un “ricercatore embedded” non avrebbe pregiudicato in alcun modo il loro svolgimento. A oggi non risulta che alcun contratto sia stato congelato.

“Regeni è vittima di uno scontro tra apparati dello stato egiziano”

FALSO – Che vi sia uno scontro lo dichiarano in molti a cominciare da Carlo Bonini (La Repubblica); prendiamolo per vero. Ne consegue che chi ha ucciso Regeni volesse mettere in difficoltà al-Sisi gettandogli tra i piedi un gatto morto puntando sul fatto che l’Italia avrebbe alzato un polverone. Un rischio notevole, poiché al-Sisi potrebbe cogliere la palla al balzo ed eliminare gli avversari incassando il plauso dell’Italia. A oggi non pare che il generale si stia muovendo in tal senso. Tutt’altro, vista la brutta fine che ha fatto la banda di innocenti rapinatori.

“Regeni aveva lavorato per un’azienda britannica che fa attività di intelligence e svolgeva delle ricerche in campo socio politico per l’università di Cambridge”

AUTENTICO & OVVIO – Regeni era colto, preparato e sapeva l’arabo (peccato che qualcuno ne abbia cancellato il profilo in Linkedin) e tali attività sono delle ottime coperture per un agente che dovesse infiltrarsi; esiste una specie di piraña vegetariana (non è uno scherzo) identica a quella carnivora, i suoi membri si nascondono nel branco di quelli cattivi così nessun predatore li va a cacciare…

“Regeni è stato mandato allo sbaraglio dai suoi referenti (controllo) inglesi”

FALSO – Questa tesi implica: a) Regeni non era un agente italiano; b) Regeni era al soldo degli inglesi. Il punto a) non è dimostrato e si spera non sia dimostrabile, b) è una ovvietà e come precedentemente osservato è solo un fatto AUTENTICO. Certo è che il contro spionaggio egiziano funziona bene, visto il risultato, ergo andrà ripensato il tutto.

TESI 1 – Regeni era un agente italiano (Marco Gregoretti) che lavorava sotto copertura in una triangolazione italo-americano-britannica; Regeni, come evidenziato da Rights Reporter, frequentava ambienti di oppositori al regime sostenuto tra gli altri dall’editore di RR (Israele) o da Giuliano Ferrara; la “banda” che vede a capo della filiera in Egitto il generale al-Sisi decide di eliminare Regeni per interrompere le attività di intelligence di un’altra “banda” avversaria dello Stato di tortura. Regeni quindi è stato torturato non solo e non tanto per estorcergli informazioni – non credo che occorra così tanto tempo per far parlare un uomo anche molto addestrato – bensì per terrorizzare. Un effetto collaterale potrebbe ripercuotersi sulle nomine ai vertici dei servizi italiani o mettere in crisi gli accordi di collaborazione tra i servizi che sostenevano l’ipotesi Regeni.

NOTA BENE – Le Carré arriva a ipotizzare che all’interno dell’intelligence britannica si sia arrivati all’omicidio tra colleghi appartenenti a diverse cordate, pro o contro la gestione dei capitali degli oligarchi russi (Il nostro traditore tipo); siamo forse da meno?

TESI 2 – Regeni era uno scemo manipolato degli americani e dagli inglesi pericolosissimo per gli egiziani e noi siamo i nanetti di Biancaneve.

Dionisia

P.S. Quando sento invocare la Verità sulla morte di Giulio Regeni mi chiedo se l’unico tassello che manca non sia se stesse o meno maturando una pensione in quanto funzionario dello Stato; il resto è tutto chiaro.

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