Lionel Levha chi era costui e da quanto tempo la Total, in Basilicata, si fa i “cazzi nostri” e cioè i suoi?

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Com’è fatta e come funziona la Macchina del Tempo di cui sentite a volte parlare in questo blog di millantatori fantasiosi? Esempio, a prova di cretino: succede una cosa come quella che lega Gian Luca Gemelli alla Total e di conseguenza al Ministro Guidi e di conseguenza alla citata, nelle intercettazioni, Ministra Boschi? L’unica cosa “seria”, in questo schifo, è la Total. Si accende il potentissimo motore della “Macchina”, si digita nel display “Total e Basilicata”, si aggiunge l’ovvia sigla PD, e la Macchina ti invita, subito, a salite a bordo perché, autoapprendente e intelligente com’è, ritiene di aver capito a “quando” ti deve portare. E ti porta dentro a una pagina di un libro (o in una emeroteca di Stato) dove ti suggerisce di leggere un brano che ti servirà, se ne sei capace, ad incominciare il viaggio iniziatico ed informativo per capire di cosa si stia parlando quando si titola Total, francesi, petrolio, Basilicata, corruzione.

La pagina dove atterri è la 93 del “Il Termitaio” dell’immancabile Alberto Statera.

“C’è si il petrolio della Val d’Agri. Sul quale è scoppiato l’ultimo scandalo, che ha portato all’arresto dell’amministratore delegato della Total Italia, Lionel Levha, dei suoi collaboratori e del comitato d’affari (italiano ndr) accusato di aver truccato gli appalti.”

Cominciamo bene! Total chi era costei? Petrolio, chi era costui? Basilicata, di cosa stiamo parlando? Possibile che nessuno impari nulla in questo Paese di citrulli organizzati? Continua Statera:

“La richiesta d’arresto per Salvatore Margiotta, deputato del PD (!) e vicepresidente della commissione Ambiente di Montecitorio, cui sarebbe stata promessa una tangente di 200 mila euro, è stata annullata dal tribunale del riesame e negata dalla Camera. Beneficiario degli appalti l’imprenditore Francesco Rocco Ferrara, che avrebbe pagato tangenti per molti milioni di euro. Nell’ordinanza del gip di Potenza Rocco Pavese non poco spazio è dedicato al presidente della regione Vito De Filippo, a sua volta indagato, che avrebbe inizialmente favorito gli imprenditori, ma poi avrebbe cambiato rotta dopo aver saputo dell’indagine giudiziaria in corso. Non si fa mancare niente Potenza noir.”

Fin qui Statera.

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Questo per dire che solo degli imbecilli o arrogantissimi potevano pensare che, interessandosi di questioncelle inerenti il dio petrolio (una goccia di petrolio, una goccia di sangue), potevano non essere intercettati in modo costante e permanente. Da anni. Certamente da quando la Total si aggira sul mercato italiano trovando spesso e volentieri “vermi” pronti a servirla. Vermi come Gian Luca Gemelli che, mentre ti bacia, pensa a come farti fare ciò che il suo padrone francese gli ha detto di farti fare. Triste questa storia, anche dal punto di vista personale, del buon gusto e delle lenzuola. Questo è il vero sputtanamento in corso e, per una volta, la “puttana” è di sesso maschile. Come chiamare diversamente uno che strumentalizza la sua compagna per compiacere chi lo paga profumatamente?

Oggi, come vedete, Leo Rugens parte nel peggiore dei modi ma siamo fra quelli che amano l’Italia tutta e in particolare il nostro Sud di qualità e nel Sud di qualità ci mettiamo la Basilicata e la maggioranza della sua gente. Questa storia prevedibile ci fa incazzare particolarmente e per non arrivare a dire cose ancora più gravi la buttiamo sul terreno gossipparo che di seguito trovate.

Emergono, in tutta la loro chiarezza bituminosa, vicende di rifiuti (ma non era questione di appannaggio esclusiva della criminalità organizzata?) legati all’estrazione del maledetto petrolio. Oggi in Basilicata, domani chissà. Le trivelle a “go-go” non sembrano portare fortuna a quelli che si sono già venduti un pezzo di mare ai francesi (ma la Total non è principalmente francese?) e che pur di fare soldi si farebbero, metaforicamente, trivellare le budella.

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“A disposizione”…sembrano dire i vermi nostrani. Trasudano oscene (moralmente) disponibilità le sante (mai abbastanza troppo amate) intercettazioni effettuate nel “Caso Federica Guidi ed altri”.  A disposizione di chi e per cosa? Certamente non della Repubblica Italiana e del suo Popolo sovrano. Il “per cosa” temo, per loro e, viceversa, per fortuna della Repubblica Italiana, possa diventare movente e “corpo di reato”.  Certamente le signorine e i signorini sono a disposizione della Total, ambientuccio “francese” dove girano miliardozzi, morti repentine e un tantinello misteriose. Geopolitica seria e non furbate da assuntori/consumatori di ribollite toscane.

Veniamo all’effetto domino prevedibile ed auspicabile. Come vi diciamo da tempo, Renzi è al capolinea. E alcuni giorni addietro, dal Quirinale, è arrivato il ben servito. Dal Quirinale e da Mario Draghi che solo apparentemente pensa in proprio ciò che dice e fa. Draghi appartiene ad ambienti complessi che si sono ormai seccati di questo saccentello tra poco neanche più buono per la satira crozziana. A meno che non si finisca, per qualche puntata del “Il Paese delle Meraviglie”,  nel boccaccesco. Proviamo a fare qualche incursione nel futuro, zona temporale dove ci si consola e a volte ci si gratifica.

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Le dimissioni della Federica Guidi si porteranno dietro il disvelamento di altre trame e della prassi consolidata di malaffare che Matteo Renzi, in questa direzione, povera creaturella, mal consigliato da un giglio magico di veri “teppisti” della politica, attua da quando, facendo finta di lavorare nella ditta di famiglia, aveva cominciato a truffare lo Stato a danno del’INPS e degli onesti pensionati “al minimo”. Ma si può deliberatamente tollerare che uno così vi “Guidi”? Ma si può tollerare che uno che vinceva alla Ruota della Fortuna (anch’essa taroccata?) decida, per voi tutti, la Guerra e la Pace senza (azzardiamo?) neanche aver letto il capolavoro di Leone Tolstoj? Renzi aveva un destino segnato “da piccolo” circondato quale era da familiari scaltri e truffaldini. Come poteva crescere se non doppiogiochista, pugnalatore alle spalle, sleale (vedremo se ci sbagliamo!) anche nei sentimenti più intimi? Torniamo ai guai familiari e all’habitat toscano. Babbo Renzi, ad esempio, è ancora salvo, di fronte alla legge, solo in quanto parente stretto dell’usurpatore, a sua volta, comandante supremo del Ministro di Giustizia, dell’Interno e dei Servizi Segreti tutti.

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Solo l’effetto alone protettivo politico-mafioso combinato  ha evitato che venissero (per ora!) travolti i padri della coppia Renzi/Boschi e, con i padri, i figli “avvinti come l’edera”. Tempo al tempo. Cioè, a breve. E vediamo se la proverbiale capacità di pre-vedere (nello specifico pre-vederli – come detto – avvinti come l’edera) che aleggia da queste parti, ci induce a sbagliarci e a fare “pericolose” (per noi) affermazioni. Vediamo. Tanto non costa niente non avendo ormai noi nulla da perdere. Intendiamo beni al sole perché, se dobbiamo pagare pegno in termini di Libertà, siamo pronti ed orgogliosi di farlo non considerando questa “Libertà” ne, tanto meno, “Democrazia”. Se ci vogliono impedire di dire che ci troviamo di fronte a dei teppisti/farabutti che si spacciano per politici e che scelgono il 5 di Giugno per mandarvi a votare, quale estremo tentativo di salvare le loro regali chiappe, siamo pronti a pagare le conseguenze di tale nostre esternazioni. Perché è ora di alzare i toni e di far cadere il tiranno. Se dovesse “golparci” (come giorni addietro è stato ventilato, con la massima serietà, da Peppino Calderola) faremo “resistenza” fino a cacciarlo “a calci in culo” come uno così si merita. Ma forse, meno tragicamente, come nel caso di Berlusconi e di Veronica Lario, ci penserà prima quella santa donna della moglie “a sputtanarlo”. Forse.

Oreste Grani in versione gossippara.

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