Le braccia della burrosa Moana Pozzi mi ricordano quelle della ministra Boschi. Spero che non sia un reato scriverlo

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Ho conosciuto, una sera di secoli fa, a Trastevere, a Piazza della Malva, la mitica Moana Pozzi e la sorella di lei, meno famosa, più giovane, ma non meno vistosa e disponibile. Mi raccomando, leggete questo post-siparietto con la leggerezza che si merita mentre la Repubblica agonizza tenuta in ostaggio da una banda di avidi lestofanti. Piazza della Malva, in quegli anni, era un “postaccio”, frequentato da spacciatori e assuntori. Le Pozzi non erano due ingenuotte ma a me apparvero due provincialotte. Comunque, come potete supporre, fu un incontro che mi ha lasciato ricordi ancora vividi. Ad esempio, la pettinatura, le braccia tornite, l’incedere e la sfrontatezza nel difendere le proprie scelte della porno star ligure (la mia permanenza a Genova per 7 anni mi facilitò la superficiale conversazione con le due ragazze Pozzi, liguri, e le poche parole che riuscii a pronunciare di fronte a tanta estroversità mi ronzano ancora nella testa e furono tutte dedicate al pesto, alla cima e alla farinata di ceci) mi ricordano, in modo imbarazzante, i modi della ministra Boschi. L’ho detta grossa? Non certo per i comportamenti sessuali di cui non so nulla e a cui – lo dico per somma prudenza – non alludo assolutamente.

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Dei comportamenti della signora ministra, infatti, a differenza di quelli di Moana di cui, nei dettagli, sappiamo tutto e abbiamo potuto vedere tutto, nulla si sa se non quanto – improvvidamente – il gentiluomo siciliano Corradino Mineo volle alludere un giorno in cui era particolarmente incazzato con Matteo Renzi. Per cose di partito. Ricordo che alluse al fatto che il suo segretario se la godeva con la Boschi. Chissà se il parallelismo con il decisionista Craxi, la sua fine ingloriosa, le monetine (ieri, a Napoli, mi sembravano mazzate più che soldini) passerà anche dalla stretta via di una storia d’amore e di passione? Una vignetta comparsa ieri sul Il Fatto Quotidiano, con la didascalia “Tutti pozzi (ecco Moana Pozzi che mi era venuta in mente ndr!) per Mary”, me lo ha suggerito. Associazioni mentali, convergenze parallele, fini ignobili e tristezza istituzionale senza fine! Perché, questo è il problema: quando decidiamo di farla finita con queste donne e questi ometti?

Oreste Grani/Leo Rugens

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