I tre ombrelli di Aldo Giannuli

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La morte di Giulio Regeni, un italiano, rafforza in me l’idea che l’Italia abbia e debba rafforzare un ruolo di perno degli equilibri nel Mediterraneo e ciò nonostante gli sberleffi che tanti presunti patrioti o non so che, abituati a denigrare la propria stessa gente, pensino e ripetano ossessivamente da decenni: l’Italia non conta nulla.

È evidente che se una istituzione quale Cambridge sia ricorsa a una intelligenza italiana, Regeni non è l’unico, ciò significa che l’MI6 considera affidabile e preziosa l’intellettualità e la cultura e i valori dei giovani patrioti italiani, al contrario di quanto sembrano suggerire tanti ignobili o superficiali personaggi che tentano di ridurre Regeni a uno sprovveduto manipolato coglione al servizio dello straniero. Se così fosse, dovrete ammettere sciocchi connazionali, che gli “angli” stimano più di voi i nostri uomini e donne, affidandosi loro per capire la complessità del Vicino Oriente. O pensate che Regeni sia morto per trenta denari?

La brutale morte del giovane la considero dal primo momento quale atto intimidatorio, terroristico, volto a inibire e a stroncare ogni iniziativa volta a comprendere il fenomeno egiziano altro che messa in discussione degli interessi economici italo-egiziani. Tutte cazzate che i soliti eterni immarcescibili tramatori nazionali esprimono in odio a quanti onestamente e patriotticamente agiscono, in contrasto ai loro interessi che si chiamino: armi, petrolio, sigarette, acqua, algoritmi ecc.

Ammazzare Regeni significa solo interrompere un percorso che rafforzi l’Italia nel suo ruolo di perno della stabilità e prosperità nel Mediterraneo, lo ripeto, pensando anche agli onesti imprenditori che sudano sulla sponda nordafricana a loro rischio e pericolo nella assoluta solitudine e inconsapevolezza.

Che l’Italia sia un luogo indispensabile e insostituibile alla sicurezza dell’Europa, lo sanno benissimo anche a Gerusalemme, tanto è vero che israeliani ex appartenenti alla Unit 8200 ritengono proficuo e strategico “associarsi” agli Stefano e Marco Carrai o nella figura di un Gutgeld fare da consiglieri economici a renzi matteo; o pensate che scegliere di stare addosso al Presidente del Consiglio più pericoloso nella storia della Repubblica sia un passatempo come un altro? Gli intelligentissimi israeliani sanno benissimo e si comportano di conseguenza ciò che i nostrani tramatori negano ovvero che l’Italia conti così tanto negli equilibri del mondo che perderne il controllo significherebbe mettere a rischio l’esistenza stessa di Israele, posto che agire così, nel lungo periodo, non si riveli un boomerang…

Altro che paese che “non conta un cazzo” altro che “popolo incapace di fare la fila per prendere un autobus”; Regeni lo si è dovuto ammazzare perché la sua intellettualità, alleata a quella del MI6 – se vi piace crederlo–  avrebbe sconvolto, domani, i piani dei suoi assassini.

Regeni era destinato a diventare il raggio o il manico di un ombrello capace di dare all’Italia una coscienza, quindi un ruolo forte e alternativo a quello che oggi ha nel Mediterraneo, ovvero di nodo di giochi extra nazionali.

Dico “ombrello” in omaggio al prof. Aldo Giannuli che a “ROMA, VENERDÌ’ 1 APRILE ORE 9.30 presso il PALAZZO DEI GRUPPI via Campo Marzio, 78 ADIACENTE PALAZZO MONTECITORIO CAMERA DEI DEPUTATI Aula dei Gruppi” alla presenza dei vertici o ex vertici del DIS, SISMI e SISDE (prof Adriano Soi, prof Umberto Saccone, prof Alfredo Mantici) ha sostenuto che l’Italia possieda tre “ombrelli” che la proteggono, nell’ordine: il Vaticano, l’ENI e la malavita organizzata (sarà per questo merito che il figlio di Riina va da Vespa).

A questo punto uno si dovrebbe chiedere a che cazzo servano i servizi informativi nazionali dal momento che non fungono da “ombrello” a nessuno, salvo agli interessi propri… e la prova della loro ininfluenza è che nessuno dei tre “gatekeepers” sia sia alzato e se ne sia andato sbattendo la porta o pestando un pugno sul tavolo dopo avere ricevuto una carriolata di letame dal quel comunista oggi “grillino” di Giannuli.

Povera Italia.

Già, cari lettori, perché ciò che vi voglio raccontare è che il convegno menzionato vedeva uno straordinario “allineamento” degli ddetti ai lavori alle spalle dell’onesto Di Maio che salutava il pubblico minacciando la Turchia e quanti finanzino l’IS oltre ad annunciare il germe di una scuola di formazione dei quadri dirigenti del M5S con la promessa di procedere alla “specializzazione” dei suoi membri.

La risposta gattopardesca di Mantici (membro di G-Risk quindi collega di Valerio Morucci) è stata quella di scaricare intera intera la responsabilità della qualità dei servizi segreti italiani addosso alla classe politica, sostenendo che tanto più scadente è l’una, tanto scadente è l’altra. Fate le vostre valutazioni, io le mie le ho fatte da un pezzo, ammirando quanti hanno saputo dire di no all’idea di fare da reggi palle ai Prodi-Berlusconi-D’Alema-Dini-Letta e renzi.

Quando invocammo il tradimento della classe politica da parte dei funzionari dello Stato, chiedemmo anche la decenza di fare un passo in dietro, a lato o dove vi pare a voi, tutto tranne che cercare di saltare sul carro del vincitore. Ci rassicura in proposito la presenza del prof. Giannuli, la cui memoria e conoscenza prodigiosa saprà consigliare il futuro e auspicato governo a 5 Stelle.

Dionisia

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