Onestà!

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Onestà, onestà, onestà inutilmente mesi addietro hanno gridato nelle piazze d’Italia milioni di nostri compatrioti. Inutilmente, in quel momento. Oggi, alle ore 11:50, a Milano, davanti al feretro del fondatore del MoVimento a 5 Stelle, un solo grido risuonava, più forte che mai: Onestà, Onestà, Onestà, Onestà, Onestà.

Le lacrime di Di Battista e gli occhi determinati di Di Maio NON LASCIANO SPAZIO ALCUNO SU COME FINIRÀ QUESTA GUERRA DI LUNGA DURATA.  TE LI DO IO IL “GU-RU” E IL “COMICO”! BUON LAVORO A TUTTI, CARI RAGAZZI NOSTRI.

ORESTE GRANI/LEO RUGENS, DIONISIA E LA REDAZIONE TUTTA.


O N E S T À, O N E S T À SCANDIVANO, IN PIAZZA S. GIOVANNI, QUEGLI SCALMANATI TEPPISTI SFASCISTI DEL M5S. A COSA MAI SI RIFERIVANO?

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La super “so tutto io”, Debora Serracchiani dichiara ovunque che il fenomeno delle tangenti in Veneto non riguarda il PD. Ad un tale tentativo di offendere la verità e l’intelligenza ci sono più modi di rispondere: uno è sicuramente quello che compare nella rete (lo riproduco) a opera di un ironico commentatore che si dedica alle “cazzate” che, senza pudore, la Governatrice del virtuoso Veneto spara. Il cybernauta affida all’immagine devastante di Rocco Siffredi e al suo rapporto disinibito con le donne, l’analogia per descrivere l’attrazione per le tangenti che da decenni pervade il PCI (vedi Greganti) e successivamente il PD (vedi Greganti). Il cybernauta che bolla la Serracchiani, sostiene che al PD gli fanno schifo le tangenti così come al Rocco nazionale gli da il vomito la f..a.

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Veniamo alle cose serie.

La prendo alla larga, soffermandomi all’interno di uno dei soliti cerchi concentrici che uso disegnare per avvicinarmi al “cuore” di una questione delicata o ad un tema sensibile. L’anello, questa volta passa per Vicenza. Scelgo Vicenza non per la nota vicenda della base americana e di come gli appalti in questo caso addirittura condizionino la politica estera. C’è tempo per tornare sui raddoppi di spesa che riguardano la super “fortezza” e a chi si è sporcato le mani in questa impresa ciclopica. Gli amici affettuosi, oltretutto, preoccupati che mi possa capitare qualcosa, mi dicono di non esagerare nelle mie sottolineature indirizzate ad evidenziare le troppe ingerenze che alcuni cittadini statunitensi (non proprio definibili “democratici” e ammiratori del Presidente Barak Obama) continuano ad ordire nei confronti della nostra malandata Italietta. Parlo dei troppi “Michael Ledeen”, degli esuberanti e tardo-ciarlieri “Steve Pieczenik”, dei criminali diffusori di droghe pesanti massacratori della nostra gioventù alla “Ronald Stark” e, soprattutto, i tipi alla Henry Kissinger che, come avevo con largo anticipo annunciato (ne ho scritto il 12 maggio 2014) è tornato a Roma; è andato a far visita ai suoi amici, Giorgio Napolitano compreso, ma nessuno, come mi ero permesso di suggerire, ha colto l’occasione per chiedergli chi sia in realtà questo signor Michael Ledeen e perché si dichiari amico di Matteo Renzi. Come è accaduto per l’organizzatore di attività camuffate, nel mondo e nella nostra comunità, Mister Steve Pieczenik, dovremo aspettare 35 anni e l’onestà di un altro Presidente Obama per sapere cosa cazzo vuole questo destabilizzatore della nostra già tanto fragile realtà? Fra quanti anni qualcuno vi verrà (vi, perché io, nel frattempo, sarò morto) a raccontare come hanno fatto a manovrare il burattino di turno? Questi loschi individui sono realmente temibili (come voi, amici cari, giustamente, temete che siano) ma solo se uno non li conosce e non ne ha studiato le modalità operative. Modus operandi sempre uguali e sotto tutti i cieli. Ed io, invece, li ho, per tutta la vita, studiati.

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Ho scelto di parlare del Veneto corrotto partendo da Vicenza (non per il Mose) perché questo ennesimo luogo capolavoro della nostra bellissima Italia, è la città roccaforte, piazza d’armi, di tale Amalia Sartori, detta Lia, antica pasionaria marxista, socialista lombardiana quando i socialisti si occupavano ancora degli operai di Porto Marghera. La oggi settantenne (manca poco) donna politica fu folgorata – come dice l’insuperabile Alberto Statera – dopo Tangentopoli sulla via di Arcore. Dalla sinistra estrema passò a destra, proponendosi, novella Madame Richelieu (come la chiamano) quale mente strategica al “servizio” di Giancarlo Galan (proprio lui, l’innocente di turno), ex liberale allievo di Alfredo Biondi, ex venditore di Pubblitalia (avete capito dove molti politici hanno imparato a fare i “viaggiatori e piazzisti”?) non troppo amato da Berlusconi, banalmente per una questione di centimetri, perché il veneto è alto mezzo metro più di lui. I centimetri potrebbero tornare nuovamente a vantaggio di Galan in quanto personaggio apprezzato dal genere femminile e soprannominato il “Colosso di Godi” proprio dal gentil sesso. Più che Debora Serracchiani sarebbe opportuno sentire Amalia Sartori (fresca inquisita) se ci spiega, come esperta del territorio, come funzionava tutta la questione degli affari “veneti” e dell’acronimo super complicato SMIAGG.

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Dove S sta per Sartori; M per Mantovani, società di costruzioni e anche per Marchi, come Enrico Marchi, finanziere e presidente dell’aeroporto di Venezia; I come Ingui, come Gaetano Ingui, titolare di un’altra impresa di costruzioni e azionista del “Giornale di Vicenza”; A per Altieri, studio di progettazione di Thiene che porta il nome del compagno di Madame Richelieu, Vittorio, deceduto qualche anno addietro; una G per Galan (l’innocente con residenza veneta disposta su 26 ambienti, in prevalenza sgabuzzini) e l’ultima per Gemmo. Trattasi di Irene Gemmo, al tempo stesso presidente della finanziaria regionale Veneto Sviluppo, dove è stata nominata dall’amico Galan, e, con i fratelli, titolare della Gemma Spa, azienda impiantistica che ha vinto con lo Studio Altieri l’appalto di 67 milioni di euro per l’ampliamento della Fiera di Vicenza. E qui viene il bello! E qui viene il paradosso! E qui viene quello che da anni tutti gli addetti ai lavori sapevano e quindi la Serracchiani avrebbe dovuto sapere: è stata vinta la gara per l’ampliamento della Fiera di Vicenza con il massimo ribasso? No, udite-udite, con il massimo rialzo: 4 milioni in più rispetto al secondo classificato. Il sistema infatti qui è congegnato in modo che gli appalti possano essere vinti da chi offre il prezzo meno vantaggioso per l’ente pubblico, inserendo nel bando un punteggio altissimo per la valutazione estetica del progetto. Così per la Fiera, di cui Irene è socia sia con Gemmo che con Veneto Sviluppo, la valutazione estetica ha pesato per 19,59 punti su un massimo di 20 ottenuti dalla vincitrice e 7,57 dalla perdente. Una volta a me; una volta a te. L’importante è sempre spennare la pubblica amministrazione e cioè fare fessi i veneti che sono anche italiani e anche europei. Ma cosa dico mai, italiani/europei? Questo racconto ha quasi 5 anni! Questo racconto e ciò che segue è di dominio pubblico da quasi 5 anni! Leo Rugens, da quando ha visto la luce parla e scrive, di “alto tradimento” (Attanasio cavallo Vanesio Matteo Renzi, da buon copione, arriva, in queste ore, ipocritamente secondissimo) e della necessità di chiamare a rispondere questa gentaccia di tradimento al dettame costituzionale. Peggio se sei un militare, per queste connivenze e grovigli bituminosi, devi essere punito con il codice di guerra. Anche perché a differenza del “Colosso di Godi” e dei suoi amici uniti nel sistema veneto, da queste parti, di piccoli imprenditori che si sono suicidati, se ne contano a decine. E del tradimento della nostra gente devono rispondere questi imboscati di merda. Il nord – est è la terra di Caporetto ma è anche la terra del Piave.

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Come al solito andiamo indietro con la nostra fantascientifica macchina del tempo (in questo caso useremo un motoscafo) e rivediamo le pappate che il “Sistema Amalia Sartori detta Lia” ha imbandito, in queste terre ed acque, per gli amici. Siete sicuramente seduti e quindi potete tenere botta all’elenco che segue. Sono tutti lavori fatti in sub appalto da aziende che, grazie alle targhe dei mezzi pesanti da lavoro riscontrate nella prossimità dei cantieri, è stato possibile ricondurre al noto urlatore, volgare insultatore, un poco stalinista, un poco nazifascista, sicuramente sfascista, Giuseppe Grillo da Genova, in associazione a delinquere con i noti pregiudicati Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. Tutti, si ritiene, frequentanti la rete di covi denominata M5S. Torniamo alle cose serie e come direbbe qualcuno scherziamo con i fanti ma lasciamo stare i santi. Gli appalti vinti dal sistema Sartori sono, tra gli altri: nuovo ospedale di Mestre (220 milioni); Master Plan acquedotti (300 milioni); nuovo ospedale dell’Alto Vicentino (143,5 milioni); nuovo ospedale Bassa Padovana (120 milioni); piattaforma al largo di Porto Levante – come promesso…terre e mari – (250 milioni); il solito degassificatore da 300 milioni. Che pappate, mentre la gente si uccideva!

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Dice, mai smentito ne querelato, Alberto Statera nel suo libro “Il termitaio – I signori degli appalti che governano l’Italia” Rizzoli Editore: “Come sempre in questi casi, gli schieramenti sono trasversali. Un bel pezzo di sinistra ci sta.” Queste cose e questi intrecci, cara ingenua Debora Serracchiani, si conoscono da anni, tanto è vero che nell’affare macroscopico del MOSE, ritroviamo la destra, il centro e la sinistra tranne il M5S che non è di destra, ne di sinistra o di centro. Se poi i veneti, in uno slancio masochistico, hanno deciso di votare la sinistra PD, rappresentata dalla immacolata Debora, sono meandri dell’animo umano e delle sue perversioni che non ci è dato di conoscere. L’elenco degli orrori “cantieristici” perpetuati, dedotto dalle documentate affermazioni dell’amico Alberto Statera (che ci siamo permessi di saccheggiare), suggerisce che nel Veneto, o Triveneto che sia, nel Nord Est o più realisticamente in tutto il Nord (già che ci siamo, direi “in tutta l’Italia”) la stagione venatoria ai traditori della Repubblica sia cominciata. Questo blog rivendica documentandolo di aver per primo parlato di alto tradimento a proposito di corrotti e corruttori. Matteo Renzi arriva molto dopo a invocare l’alto tradimento ignorandone evidentemente fino in fondo il significato e le implicazioni per chi si dovesse trovare ad operare, sostanzialmente, contro l’interesse delle Nazione. E questo danno lo si può determinare in tanti modi. La caccia porterà inevitabilmente a scoprire che i ladri di Pisa sono insediati stabilmente in tutta la penisola e che, soprattutto, in periferia, la situazione è quanto mai infetta. Siamo alla cancrena ed è ora di amputazioni traumatiche. Altro che lasciare soli a scandire nelle piazze “onestà, onestà”, i pochi (solo il 10,5% degli aventi diritto al voto) cittadini  italiani organizzati nel M5S. Domani continua l’approfondimento del sistema Madame Richelieu e del suo amico “Colosso di Godi”. Sui giornali per bene, “Corriere della Sera” per primo, con i soliti Rizzo e Stella, troviamo il canuto Beppe Severgnini che, evidentemente non aveva mai scoperto in libreria il lavoro letterario investigativo di prima qualità intitolato “Il Termitaio – I signori degli appalti che governano l’Italia” scritto dal suo collega Albero Statera. Tutto quanto accade, che si chiami Expò 2015 o Triveneto, era esplicitato, senza tema di smentite e querele nel libro citato che è in libera vendita a 17,00 da giugno 2009. Pari, pari cinque anni. La dama nera che accusa il vecchio re (cioè Claudia Minutillo), caro Gian Antonio Stella, era già indicata a pagina 64 de “Il Termitaio”.

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Le malefatte della banda organizzata intorno al Mose, erano ampiamente e dettagliatamente descritte da pag. 59 a pag. 72, nel capitolo intitolato “La sindrome del Palladio”. Così, ciò che sorprende chi vuol essere sorpreso da quanto accade intorno alla Milano da “mangiare”, veniva descritta da pag.137 a pag.158, sotto l’arguto titolo del capitolo “Il Formigone, l’Expò 2015, gli uccelli e le aringhe rosse”. Basta ipocrisie: tutti sapevano tutto e solo alcuni lo denunciavano. A proposito di scienza dell’alimentazione e di grandi pappate, rimane il problema (gravissimo!) del grano saraceno e di dove venga coltivato! Se quei pezzenti, un poco terroristi in quanto nemici dei grandi cantieri TAV o MOSE, a volte nazifascisti, spesso stalinisti, sempre populisti, seguaci di quell’invasato di Giuseppe Grillo da Genova, non la smettono di gridare nelle piazze “Onestà, onestà” la Repubblica è perduta. Passato il Bicentenario forse è ora di organizzare una bella retata, all’alba, snidando, casa per casa, quei malfattori degli esponenti del M5S che pretendono e millantano stima tra i ranghi dell’Arma, delle Forze Armate, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza. Mi scuso, deve essere l’età: volevo dire che è ora di un brusco risveglio per i personaggi/termiti che si stanno divorando l’Italia e che risultano, negli elenchi predisposti (bastava spendere, cinque anni addietro, 17,00 euro e comprare il libro citato), appartenenti a tutti gli ambienti politici tranne che a quei delinquenti annidati nel M5S.

Leo Rugens

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