Cara Microsoft, basta con queste ipocrisie: le mail sono spiate! E allora?

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Sì, cara Microsoft, le mail sono spiate! Potevate chiederlo a me direttamente senza spendere soldi e disturbare il Governo Americano. O qualunque governo di qualunque paese evoluto. Il 6 novembre del 2006 scrivevamo in Kami che le moderne tecnologie, se si prestano a usi di vario tipo, sono tuttavia in grado, per le loro stesse potenzialità intrinseche, di sviluppare procedimenti di controllo consapevole, purché sostenuti da una adeguata volontà politica. Si tratta pertanto di coinvolgere le specializzazioni tecniche che definiscono i meccanismi necessari, finalizzati ai criteri d’ordine politico-morale che pervadono il mondo come oggi lo conosciamo. Il coordinamento con le attività dello Stato è insieme garanzia della legalità dell’azione a livello generale e della stessa legalità degli organismi a supporto dello Stato. Questo se lo Stato non è occupato da bande di faziosi espressione della degenerazione partitocratica e quindi nemici oggettivi della democrazia. Senza un legame inscindibile che si instaura e si legittima nel corso del tempo tra lo Stato e la società nulla sarà possibile senza prevaricazioni e violenze implicite. Si tratta di un principio che deve modificare profondamente il modo di gestire e amministrare aspetti sensibili (e nulla lo è più della corrispondenza!) delle collettività. È un fondamento di libertà e di democrazia che deve quanto prima tornare ad essere un punto di forza delle comunità.

Deve essere garantita a tutti la possibilità di cooperare al fine di ristabilire le condizioni che permettano alla persona e alle aggregazioni sociali di agire liberamente. Questo perché la persona e le altre componenti della società anticipano e contengono il concetto e l’idea della democrazia: l’uomo è principio, soggetto e fine della società e gli ordinamenti statali (o di maxi organizzazioni capitalistiche) devono essere al suo servizio. L’intervento sussidiario di agenti operanti nell’ambito della sfera pubblica che non sono semplicemente un organo ma “si fanno Stato” operando in settori sensibili (più della “posta”?) e particolari come le utility, deve interagire con l’intervento del potere pubblico e supportarlo in maniera attiva e costante. Mi sembra evidente che non ci si pone il problema dell’utilizzo consapevole della tecnologia ed in particolare della rete di trasmissione, ogni ora, minuto, istante avverranno violazioni e prepotenze invasive del “privato”. Ma cosa è privato nel tempo dell’infosfera? Nulla è privato e quindi cortesemente smettetela di romperci le scatole con queste ipocrisie.

Mettiamoci, quanto prima, a ragionare su come si possa mettere a punto una strategia per arrivare ad un “controllo responsabile” assumendo che il divenire straordinario delle tecnologie è un nostro patrimonio e, come dicevamo in quel lontano novembre del 2006, è un libro e, come un libro, lo scriviamo noi. Almeno così dovremmo saper fare.

Oreste Grani/Leo Rugens

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