Tra la P2 e il Cerchio Magico renziano, se giocassimo al Gioco della Torre, butterei di sotto il secondo

cock

Cari 18 lettori (lentamente aumentate), se vi siete qualche volta soffermati sulle farneticazioni di questo vecchio appassionato cultore di ciò che è e di ciò che andrebbe fatto nel campo della sicurezza della Repubblica, dovrebbe sapere che non risparmio certo critiche su quanto è – anche drammaticamente – accaduto in tale settore nevralgico della convivenza civile, politica, culturale del nostro già tanto “sgarrupato” Paese. Paese che ne ha viste di tutte a proposito di “servizi e sicurezza nazionale” ma mai ha corso il rischio che si prepara a correre. La perseveranza con cui Renzi Matteo, grazie al potere che scelleratamente gli viene conferito in quanto Presidente del Consiglio dei Ministri, si prepara a reiterare il tentativo di piazzare il suo sodale/amico/complice/puparo Marco Carrai in una posizione dominante nel campo della sicurezza nazionale, non ha precedenti. Dicevo che non posso certo essere preso per uno che non critica (aspettando la fine che spetta a tutti passo così il mio tempo!) quanto è avvenuto negli ultimi decenni. Eppure, mai si era vista tante spudoratezza e determinazione a vendere tale comparto della Repubblica al miglior offerente.In questo caso Israele o meglio una parte di essa. Meglio di me, come è naturale che sia, sanno scriverne quelli che vengono pagati per farlo e, in questo caso, sanno quel che dicono Antonio Massari e Davide Vecchi del Fatto Quotidiano:

Ecco la nomina di Carrai: sarà consulente del Dis

Un incarico da circa 70 mila euro per la cyber-security (con conflitto d’interessi)

Una consulenza per Marco Carrai firmata dal Dipartimento informazioni per la sicurezza (Dis). È di questo che si discute da giorni, tra la presidenza del Consiglio e il vertice del Dipartimento, per sistemare la partita che vede Renzi spingere, ormai da mesi, per affidare al suo amico un incarico nei servizi segreti italiani. La firma del direttore del Dis, Gianpiero Massolo, secondo i programmi, dovrebbe arrivare la prossima settimana per un incarico da circa 70 mila euro. E in queste ore il Dis, di concerto con Palazzo Chigi, sta studiando che tipo di consulenza affidare a Carrai, stabilendo se secretarla oppure no.

Tramontata l’idea di piazzare Carrai alla guida della cyber-security italiana, il 3 aprile, intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione In mezz’ora, Renzi aveva annunciato: “Carrai lavorerà con me a Palazzo Chigi, non ci vedo nulla di male, e il progetto della cyber-security andrà avanti ugualmente”. Evidentemente Renzi aveva in mente proprio il Dis, che dipende dalla Presidenza del Consiglio. Oggetto dell’incarico, ancora una volta, la cyber-security così cara all’amico del premier. Consulenza che gli viene affidata anche in virtù dei suoi ottimi rapporti con Israele, con la quale potrà collaborare ai futuri progetti di sicurezza informatica Il Fatto Quotidiano, con un’inchiesta pubblicata poche settimane fa, ha rivelato un’intricata matassa societaria che vede al centro Carrai e altri importanti uomini legati al premier, come il finanziere londinese Davide Serra, o il leopoldino Fabrizio Landi, poi nominato nel cda di Finmeccanica. E un progetto, quello appunto della cyber-security, che nasce già nell’estate 2012 quando Renzi scende in campo per la prima volta, candidandosi alle primarie del Pd, che lo vedranno soccombere a Bersani. In quell’estate Carrai vola in Lussemburgo per creare la Wadi Ventures management capital sarl, con il lobbista israeliano Jonathan Pacifici e Marco Bernabé. Poi in Italia crea la Cambridge management consulting labs, società che si occupa di consulenza per le aziende, mentre nelle società lussemburghesi iniziano gli aumenti di capitale, grazie agli ingressi di Serra e Leonardo Bellodi, già responsabile delle relazioni istituzionali di Eni, poi di Landi e Michele Pizzarotti, patron del quarto gruppo di costruzioni italiano, infine Reuven Ulmansky, veterano della unità 8200 dell’esercito israeliano, equivalente alla Nsa americana. Ecco, dopo l’inchiesta del Fatto, e i conseguenti malumori del Quirinale, Renzi abbandonò l’idea di affidare a Carrai l’intero comparto della cyber-securiry. In queste ore torna alla carica, con una consulenza firmata dal Dis, ma il problema resta identico: sarebbe il caso che Carrai, prima di essere nominato, lasci tutte le società e faccia chiarezza sui suoi rapporti privati.

D’altronde, è lo stesso Carrai ai vertici elle fondazioni che hanno finanziato, attraverso la ricerca di fondi, l’ascesa politica di Renzi. Ed è lo stesso Carrai che, a Firenze, metteva un appartamento a disposizione dell’ex sindaco e presidente di Provincia. Lo stesso Carrai poi nominato alla guida degli aeroporti toscani. E nel 2014, proprio nell’anno in cui Renzi diventa premier, fonda la CYS4, la cyber-security company, con tre sedi in Italia e una a Tel Aviv. Anche da consulente del Dis, insomma, Carrai si troverebbe in conflitto di interessi. Ma questo non sembra scoraggiare né lui, né Renzi, che aspetta nella prossima settimana di poter finalmente vedere l’ingresso del suo fidato amico all’interno dei servizi segreti. Se non è potuto entrare platealmente dall’ingresso principale, con la guida di un’intera agenzia, che possa farlo da un ingresso secondario, con una semplice consulenza.

Questo articolo lo pubblico grazie al cittadino Fabio ANGELETTI a sua volta sostenitore del M5S.

Cocktails-header

A questo allarme giornalistico (non sembra viceversa che – tranne pochissime eccezioni – la cosa interessi la politica partitica) va doverosamente aggiunto un minimo di informazione “istituzionale” su cosa sia i DIS e quanto conti per la vita stessa di tutti voi.

Il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) è l’organo di cui si avvalgono il Presidente del Consiglio dei ministri e l’Autorità delegata per l’esercizio delle loro funzioni e per assicurare unitarietà nella programmazione della ricerca informativa, nell’analisi e nelle attività operative di AISE e AISI.

Con l’approvazione da parte del Parlamento della legge 133/2012 di iniziativa del COPASIR, approvata all’unanimità dal Parlamento, questo ruolo di coordinamento è stato ulteriormente rafforzato, in particolare per quanto riguarda l’analisi strategica di intelligence e la gestione unitaria delle risorse umane e materiali a disposizione del Comparto, funzioni che sono state espressamente demandate alla responsabilità del Dipartimento.

La stessa legge assegna inoltre al DIS il coordinamento delle attività informative indirizzate alla protezione delle infrastrutture critiche e dello spazio cibernetico del Paese, un settore nel quale il Governo è attivamente impegnato sia sul versante della prevenzione sia su quello della gestione di eventuali atti ostili.

In breve, il DIS:

  • coordina l’intera attività di informazione per la sicurezza, compresa quella relativa alla sicurezza cibernetica e ne verifica i risultati

  • è informato costantemente delle operazioni di AISE e AISI e trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri le informative e le analisi prodotte dal Sistema

  • raccoglie informazioni, analisi e rapporti prodotti da AISE e AISI, da altre amministrazioni dello Stato e da enti di ricerca

  • elabora analisi strategiche o relative a particolari situazioni da sottoporre al CISR o ai singoli ministri che lo compongono

  • promuove e garantisce lo scambio informativo tra i servizi di informazione e le Forze di polizia

  • esercita il controllo sulle attività di AISE e AISI attraverso l’Ufficio centrale ispettivo

  • vigila sulla corretta applicazione delle disposizioni emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri in materia di tutela amministrativa del segreto di Stato e della documentazione classificata

  • impartisce gli indirizzi per la gestione unitaria del personale di DIS, AISE e AISI

  • gestisce unitariamente gli approvvigionamenti e i servizi logistici comuni a DIS, AISE e AISI

  • elabora con AISE e AISI il piano di acquisizione delle risorse umane, materiali e strumentali

  • cura le attività di promozione della cultura della sicurezza e la comunicazione istituzionale

Beautiful-Cocktail-Wallpapers

Tornate pazientemente alle righe, mai smentite, che Il FQ scrive; aggiungete quanto la nostra redazione da sempre sostiene in materia, mescolate leggermente e …avrete un cocktail esplosivo come mai si era visto perfino nel Paese dove un burinozzo ignorantone quale era Licio Gelli dominava, tramite la P2, i vertici dei Servizi Segreti. Dopo averli nominati lui stesso. Ma, tra la consorteria (il Giglio Magico!) che circonda il toscanello e la P2 (nonostante le azioni tragiche che furono messe in atto da quell’ibrido affaristico-massonico), saremmo costretti, nel Gioco della Torre, a buttare di sotto Renzi e tutto il Giglio Magico compreso Marco Carrai. Scatenando, o un’impari guerra guerreggiata italo-israeliana o, viceversa, dando inizio ad una stagione di riappropriazione della sovranità nazionale senza la quale nulla sarà possibile. Io proverei, quindi, se fossi il Presidente Mattarella (e per vostra fortuna non lo sono) a fare “qualcosa di nazionale” a favore della Repubblica Italiana e della maggioranza del suo popolo incolpevole. Popolo viceversa vicino ad essere definitivamente “incaprettato”.

Oreste Grani/Leo Rugens   

2086968714_fdc927b622_z

Annunci