Quel 36% in Austria suona a “morto”

Bundesarchiv_Bild_102-10541,_Weimar,_Aufmarsch_der_Nationalsozialisten

Dopo 71 anni, a saper interpretare il 36% per cento di voti dati, proprio ieri, ad una certa parte politica estremista negli atteggiamenti xenofobi nella “per bene” (molti soldi – ben coperti – oltre che a Panama sono giacenti anche da queste parti), linda e pulita, Austria, il significato della “lotta di Liberazione dal nazifascismo” torna ad avere un valore strategico. Speriamo di sbagliarci ma temo che fra non molto saremo “mediterraneamente” schiacciati tra gli estremisti tagliagole emergenti dal Sud e gli eredi dei bruciatori dei “diversi da loro” (che fossero ebrei, omosessuali, comunisti, massoni, anarchici, minorati psichici o portatori di handicap) austro-germanici. Se a voi non dice niente quanto sta accadendo in Ungheria, Polonia, Serbia, Russia, Germania, Olanda, Ukraina e ora anche – incontrovertibilmente – in Austria, fatti vostri.  Noi stanche e vecchi ancora ci badiamo e quel 36% ci suona a morto.

Oreste Grani/Leo Rugens