Ma quale questione morale? Sono sciacalli che si aggirano tra le macerie e come tali vanno trattati

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Isaia Sales, ex segretario regionale della Campania ai tempi del PCI, ex consigliere regionale, ex deputato ed ex sottosegretario al tesoro con il Governo Azelio Ciampi, ex amico personale di Antonio Bassolino (ma quanti di voi sapevano chi fosse stato prima di leggermi?) ha fatto per qualche anno il consulente della Regione Campania. Nel 2005 (oltre dieci anni addietro!) smise di ritirare il compenso, gesto considerato subito folle e di una persona instabile. Poi, per giustificare la sua follia, spiegò ad Antonello Caporale, all’epoca giornalista di “Repubblica”: “Non mi piaceva più l’aria, non mi piacevano più le persone. Ho preso atto e ho salutato“. Nel salutare, Sales diede a tutti una lezione di “questione morale” (ma a che serve dare perle ai porci affamati?) e descrisse la mutazione del sistema che venendo dalla preponderanza dei partiti degenerati in dittatura partitocratica, era approdato a quella dei faccendieri sempre indaffarati, come suggeriva un capostipite (Mario Chiesa) della mondo corrotto e corruttore, nelle intercettazioni a supporto (che non si dovrebbero divulgare per opinione di troppi amici e complici dei lestofanti) del suo secondo arresto, quando fu ascoltato dire: “Qui dobbiamo rubare a tutta manetta (l’intercettato non era Valentino Rossi! ndr), altrimenti non rientriamo più!”. Grande il pensiero strategico del mariuolo che Anna Craxi definirebbe una vittima dell’accanimento contro i collaboratori di quel grande statista che fu suo padre Bettino. Di questa gente diceva Giorgio Bocca, già molti anni addietro: “Ci sono provincie in cui il ceto dirigente al potere, negli uffici e nelle industrie, invece di combattere le associazioni malavitose, diventa mafia, crea la nuova società capovolta dove sono premiati i delinquenti e puniti gli onesti”. Ma tutto questo lo dobbiamo a quei delinquenti di Casaleggio e Grillo ed ora ai Di Maio, Raggi, di Battista, Barillari e ai grillini tutti?

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Il quadro generale di corruzione sistemica, con regole prestabilite a determinare l’andamento degli appalti pubblici in quasi tutti i settori, dagli asili pubblici alle autostrade, è figlio di un accordo bipartisan favorito da tutta la normativa abilmente messa a punto sulle grandi opere e sulle infrastrutture. Ci sono giornate e giornate che alcuni, nel segreto delle commissioni, hanno dedicato a fare in modo che si potesse saccheggiare la collettività e le  sue faticate risorse. Ci sono i nomi e i cognomi e queste sono le vere liste da approntare senza farsi condizionare da chiacchiere su estremismi o meno forcaioli. Le forche del diritto vano innalzate e i responsabili della devastazione della Repubblica, vanno appesi. Da Lodi a Milano dove la canzone cantava che qualcuno andava a piedi pur di seguire un amore. La questione morale è una chiacchiera che va trattata senza ipocrisie: sciacalli che rubano approfittando del momento in cui, straziate dalle bombe, le persone, frastornate si allontanano attonite dalle macerie, vanno puniti con la massima severità. In una situazione di guerra verrebbero passati per le armi. L’aggravante è che sono loro stessi che bombardano e che poi vanno a saccheggiare i beni dei morti e dei sopravvissuti. Ma quale “questione morale” (sembra una storia di caramelle che, quando si è un po’ cicciottelli, non si devono mangiare), si tratta di alto tradimento e come tale va capito e trattato. Questi hanno trasformato la fede di milioni di poveri ignoranti ottenebrati da un sogno ideologico (ma non è una colpa aver sognato un mondo di eguali e sono i Giorgio Napolitano che inneggiavano ai carri armati sovietici e non i lavoratori sfruttati) prima in una brodaglia del “politicamente corretto” e poi alla corsa ad avere potere senza il quale è difficile corrompere ed essere corrotti. Esattamente come era capitato alla vecchia onesta destra del vecchio MSI (ma che mi tocca scrivere?) risucchiata nel conglomerato affaristico prima di Alleanza nazionale e in fine nel “Tempio dedicato alla Pappata” di Forza Italia o Popolo della Libertà. A destra quindi e a sinistra.

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E questo sarebbe populismo/qualunquismo? Considerare i ladri, ladri non è politicamente corretto? E sti’ cazzi? Ve ne aggiungo io un’altro “ismo”: sarebbe lass-ismo non sbarazzarci di tutti, in un solo momento. Questa è la funzione (a tempo determinato?) del MoVimento a 5 Stelle. E questo dobbiamo saper fare. Continuando, dopo l’azzeramento, a vigilare sulla natura umana. Ezio Mauro qualche anno addietro, dalle colonne di Repubblica, per spingere elettoralmente il PD, puntava su una formula che si appoggiava sulla moralità pubblica (ma mi faccia il piacere!) e l’innovazione politica (ma non ci fate ridere!). La via fiorentina al socialismo è fallita sotto i colpi dell’affarismo ed è rimasto un puro e semplice esempio di cinismo di potere. Di cui Matteo Renzi, Carrai, Ledeen, Boschi, Verdini e quel rincoglionito/pugile suonato di Berlusconi sono i massimi colpevoli esponenti. Sciacalli che si aggirano tra le macerie che loro stessi hanno provocato. E come tali vanno trattati.

Oreste Grani/Leo Rugens

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