Perché non sia dimenticata Giovanna Fatello e i nomi dei suoi assassini

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Ho già scritto della tragica morte della piccola innocente Giovanna Fatello, storia orribile per la famiglia e per la collettività tutta (A RICORDO DI GIOVANNA FATELLO, PERCHÉ LA SUA FINE INGIUSTA NON SIA VANA). Conosco alcune persone (parenti strettissimi della piccola mancata futura donna) direttamente coinvolte in questo dolore che sarà senza fine ma che almeno dobbiamo fare in modo serva a che non accadano mai più atti così violenti e arroganti, testimonianza del disprezzo della vita che alcuni ritengono di poter esercitare senza pagare pegno. Vi prego cortesemente di leggere con attenzione il post e fare quanto in vostro potere per approfondire la vicenda e renderla più possibile di pubblico dominio. Continuo a pensare che la tecnologia debba divenire alleata – in tutti i campi – dell’uomo e della amica Verità ma che questo debba avvenire in un clima di massima sicurezza e di selezione della risorsa umana che abbia nella meritocrazia la sua prima garanzia.

In tal senso richiamo la vostra attenzione sull’altro post (ROBERTO FORMIGONI, COMUNIONE E RACCOMANDAZIONE OVVERO COME E PERCHÉ ALLA MANGIAGALLI SIA MORTA UNA DONNA DI 37 ANNI INCINTA DI DUE GEMELLI) che Leo Rugens in queste ore pubblica dedicate ai comportamenti del sempre vivo e vegeto Roberto Formigoni e della coraggiosa G.V. che inutilmente, anni addietro, gli si oppose. Vi prego inoltre di pesare l’espressione, senza possibilità di equivoco, che i carabinieri del Nas, attivati dalla magistratura inquirente, hanno usato per descrivere l’anestesista fantasma (in quanto non risulta nella cartella clinica incriminata): “SANTILLI FEDERICO, PERSONA DA TEMPO PESANTEMENTE DIPENDENTE DA SOSTANZE STUPEFACENTI; DEDITA IN MANIERA PERSISTENTE ALLA BUGIA”. Della serie tutti hanno diritto a lavorare ma cortesemente, se uno è tossico, evitiamo di fargli fare l’anestesista! E questo a proposito di meritocrazia! E non venite a dirci che, in un ambiente medico, nessuno sa guardare una pupilla e la ritualità di un assuntore abituale! La verità che certamente è un poveraccio anche il Santilli che alla fine risulterà una vittima di delinquenti avidi che lo facevano lavorare, pur in quelle evidenti condizioni, perché costava poco e, costando poco, lasciava, nella costruzione della struttura dei costi e dei ricavi della Clinica Villa Mafalda, bei margini alla proprietà e alle equipe mediche. A proposito, di chi è Villa Mafalda?

Oreste Grani/Leo Rugens

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