Vieterei – per “regio decreto” – ai privati di cuccarsi il personale formato a spese dello Stato

Pirelli

Veramente vogliamo spacciare “farsi i cazzi propri” per servizio al Paese? Veramente vogliamo raccontare la favoletta dei “fedeli servitori dello Stato” schierati a difesa della Repubblica quando – viceversa – mestavano in combutta con agenti francesi, statunitensi, vaticani, facendolo senza altro fine che arrotondare i già lauti compensi che si percepivano nell’imprenditoria privata per decine di migliaia di euro al mese? Veramente vogliamo lasciare traccia nel web di una disinformazione tendente a descrivere, come eroi, militari un tempo addestrati a spese dello Stato perché difendessero tutti noi dalla minaccia terroristica rosso e nera e poi abilmente piazzatisi nell’industria a farsi i famosi “cazzi propri” di cui sopra? Vogliamo smetterla di favorire quello e quell’altro reclutato, selezionato, formato e promosso con evidente superficialità e senza salvaguardare gli investimenti dello Stato per farlo diventare ciò che è necessario che divenga e poi, una volta fatto tutto lo sforzo formativo consentire al “servitore” di appropriatisi del ruolo e fatti quei corsi (sic!), consentirgli di andare a vendersi al miglior offerente sul mercato? Percorsi di studio e di addestramento, in questo quadro generale di assalto alla diligenza e alle casse dello Stato, tutti destinati solo a costruirsi un curriculum “seduttivo” (ho fatto questo, ho fatto quest’altro, sono stato in quel reparto) e a cominciare una seconda vita al servizio di chi li paga meglio. Nel fine settimana mi voglio dedicare anche a queste riflessioni cercando di capire perché ad alcuni analisti/commentatori ben radicati nel web, tali mercenari doppiogiochisti sembrino leali “servitori” della Repubblica. Fattomi vecchio, vediamo se arrivo a capire cosa c’è sotto. Vediamo.

Oreste Grani che vieterebbe al privato di cuccarsi il personale che ha servito ed è stato formato a spese dello Stato.