Nel Regno Unito c’è chi evoca Hitler e chi ricorda che la Regina Elisabetta II non può essere “suddita” di un altro Stato

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Si fa centrale – nel dibattito mondiale – il referendum britannico sull’Europa come alcuni la vogliono e vorrebbero che continuasse ad essere.

Alcuni anni addietro, ben sei, l’antropologa Ida Magli, nel suo libro “La dittatura europea” – BUR Rizzoli, scrisse pagine dense di spunti e di informazioni intorno al “quesito” referendario tra pochi giorni al voto nel Regno Unito ma con conseguenze per tutti noi. A pagina 48 del volumetto citato si può leggere: “Perché, dunque, i sovrani d’Europa vogliono sembrare vuote marionette del potere e si attengono a questo ruolo al punto di non comparire mai di persona nelle cerimonie dell’Unione Europea, quelle appunto in cui, con la foto di gruppo, si esibiscono i capi di Stato e di governo dopo la firma dei trattati? Ebbene su quei trattati c’è la firma dei sovrani, alla pari di quella dei presidenti delle repubbliche, in qualità di capi di Stato. Se guardiamo i nomi di coloro che figurano all’inizio del trattato -cardine dell’Unione europea, del nuovo potere in europa quello di Maastricht, vediamo: “Sua Maestà il Re dei Belgi, Sua Maestà la Regina di Danimarca, Sua Maestà il Re di Spagna, Sua altezza Reale il Granduca  del Lussemburgo, Sua Maestà la Regina dei Paesi Bassi, Sua Maestà la Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, decisi a segnare una nuova tappa nel processo di integrazione europea…”. Dunque, guardiamo in faccia la realtà: i sovrani sono responsabili alla pari di tutti gli altri capi di Stato della distruzione dei loro stessi Stati, ma non sappiamo perché. E non sappiamo quale sarà il loro futuro, un futuro che certamente è previsto nel Progetto, che i sovrani conoscono e che li obbliga a questa finzione”.

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Cose serie più che Giachetti eventuale sindaco di Roma. Faccio mio il ragionamento e ripeto il quesito: qual’è il futuro delle monarchie e perché nessuno ne parla? Come possiamo parlare d’Europa Unita dove dovrebbero continuare a convivere repubbliche e regni? Possibile che a “Piazza Pulita”, o in un altro luogo telematico, con si debba mai parlare con serietà di questi fatti paradossali che rivelerebbero – evidentemente – patti segreti e macroscopiche contraddizioni? Che fine è previsto che facciano le prerogative della Regina Elisabetta II, capo della Chiesa anglicana di cui nomina, su proposta del governo, i vescovi e gli arcivescovi che fanno parte a tutti gli effetti del Parlamento? La Regina è capo delle forze armate inglesi. E che forze armate! Tenete conto che (altra cosa che nessuno vi dice) il Regno Unito non ha una costituzione scritta, ma “consuetudinaria”, e che anche il sistema giudiziario è basato sulla Common Law, cioè su giurisprudenza (sentenze emesse) e consuetudine anche in questo delicatissimo “luogo di convivenza tra la gente”. La UE ad oggi esercita un potere “non previsto” da nessuna legge inglese sui sudditi della Regina.

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Perché nessuno ci spiega cosa c’è sotto al mandato di cattura internazionale che dovrebbe unificare la mentalità tedesca rigidamente organizzata anche in campo giudiziario e la prassi duttile interpretativa dei giudici del Regno Unito?  Chi sta vendendo i propri popoli e a chi e in base a quali accordi segreti? Segreti massonici? Dico massonici perché – in realtà – il Capo della Massoneria, post 1717, a me risultava essere il Re di Inghilterra e quindi nella mia semplificazione (di cui mi scuso con i cultori) oggi dovrebbe essere la Regina Elisabetta II. Ma la Regina è una donna, per cui, come ci mettiamo? E noi dovremmo affidare il nostro futuro – già tanto incerto – a questo guazzabuglio contraddittorio? Io, comunque, secondo la tradizione di Leo Rugens, comincio a fare domande, in attesa che qualcuno risponda.

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Oreste Grani che è nato in Repubblica, si è fatto “repubblicano pacciardiano” sin da ragazzo e vivrà, fino alla morte, nemico della mostruosa pagliacciata monarchica.