Antonio Massari (Il Fatto Quotidiano) e l’indizio per approfondire il rizoma calabro-toscano

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Il Fatto Quotidiano, nel panorama depresso della stampa italiana, è un’eccezione che ha rischiarato le tenebre degli ultimi anni. Particolarmente attento, tra gli altri, è il giornalista Antonio Massari. Per questo mi permetto di segnargli un “refuso”, riscontrato nelle ultime righe del pezzo pubblicato, ieri 20 maggio (che riporto integralmente di seguito) che, se corretto, aumenterebbe il valore “investigativo ed informativo” dell’articolo, già ricco di spunti e di ricordi. Il refuso – in effetti – è del magistrato inquirente, evidentemente innocente. Se fossi stato in Massari, accorgendomi dell’errore, avrei aggiunto una nota, senza alcuna saccenteria, nei confronti dell’autorità preposta a cui, per i più diversi motivi, potrebbero essere sfuggiti alcuni dettagli impliciti nella eventuale correzione del refuso. Non si tratta dell’ICEB ma dell’ICEPS e basterebbe fare una visita (legittima) alla sede dell’Istituto per constatare che, in un ibrido inquietante rilevante complessità rizomiche profonde, ci si trova di fronte ad una atipica galleria di cimeli massonici. Calabro-Massonici. E da questa constatazione, il bravo Massari, potrebbe trarre spunto per comprendere fili rossi (in realtà, nerissimi) che uniscono il Brutium con l’Etruria, facendo così emergere chi pesa (e perché) in alcune compagini che di pensiero risorgimentale repubblicano latomistico non hanno più nulla ma di affaristico partitico tutto.

Etruria come Toscana verdiniana e Calabria ‘ndranghetista, unite nella lotta. Ripercorrendo a ritroso i fili neri (anzi, nerissimi) come la presenza (apparentemente inspiegabile) a Cosenza delle liste riconducibili al nerissimo pseudo massone Denis Verdini testimonia, si torna alla commistione pericolosissima della criminalità più potente del Mondo e, doverosamente, all’intuizione investigativa del magistrato Cordova e ai riscontri certi delle macchine autoapprendenti di Gioacchino Genchi. Dietro le quinte di un refuso, a saper guardare, si potrebbe scoprire un mondo che, a suo tempo, fu intuito a seguito del crack della compagnia aerea “Azzurra” in cui rimase appunto coinvolto il mancato ingegnere Fausto Capalbo. Amico e fratello, da decenni, di nomi quali Marcello ed Alberto Dell’Utri, la famiglia Fazio, il pokerista (sodale del brigatista Lanfranco Pace), Claudio Signorile e compagnia cantando. Una sigla (l’ICEPS) che andrebbe capita nella sua complessità e non semplicemente accostata alle Nazioni Unite. Comunque complimenti ad Antonio Massari che, coraggiosamente (non rimuovete che in queste stesse ore esponenti della Magistratura affermano che la ‘ndrangheta controlla e amministra l’intera Calabria) rende edotta l’opinione pubblica di questi grovigli putrescenti.

Grovigli putrescenti che non riguardano solo l’asse calabro-toscano ma il legame vitale tra l’inquisito infraquinquennale Denis Verdini e il vostro Capo del Governo. Che è, non lo dimenticate mai, anche il vero Direttore dei Servizi Segreti, nelle loro varie articolazioni. Sarebbe interessante sapere cosa si pensa di questa situazione di perdita di sovranità amministrativa, politica, sociale denunciata dalla Magistratura in riferimento al territorio calabrese in sede governativa. Non stiamo parlando ancora della fase insorgente dell’ISIS che, dopo il terrorismo, si è presa parte di stati sovrani e si è fatta “califfato” ma, poco ci manca. E se questa è la situazione, quando proviamo a ragionare “militarmente” (prima doverosamente in sede di Intelligence Culturale, cittadino Angelo Tofano!) di queste complessità? Ricordando, a me e a voi, che il responsabile politico delegato da Matteo Renzi a interpretare e coordinare quanto accade dentro e fuori i servizi segreti è l’esperto ex comunista (dei tempi di Pecchioli), Marco Minniti. Calabrese di Calabria.

Oreste Grani/Leo Rugens che sa di rischiare a scrivere queste cose “piccanti” sulla Calabria, sul catturando Denis Verdini e sui chi non custodisce i custodi della Repubblica. Ma, così mi piace fare, da uomo libero e senza paura alcuna!