Un carico di botte

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Certo sentire in TV Renzi dire che i dirigenti del M5S stanno difendendo le loro poltrone quando i troppo democratici e signorili parlamentari pentastellati indicano/evocano i pochi modi rimasti per fare l’opposizione ad un tipo come lui, è veramente il colmo. Uno che non ha mai fatto altro che stare seduto su poltrone pagate dalla collettività (anche quando sembrava lavorare, frodava in realtà l’INPS con artificiose posizioni lavorative dentro una società familiare che, se fossimo in una democrazia e non in una partitocrazia, sarebbe non solo da tempo dichiarata fraudolentemente fallita come è stato ma il nostro sommerso da tanta prova se ne sarebbe dovuto andare invece di stare lì ad indire plebisciti fascistoidi) che insulta i cittadini organizzatisi nel M5S sarebbe ovunque considerato lui stesso motivo sufficiente per menare le mani. In una situazione normale (parlo di un paese libero), i parlamentari del MoVimento, incontrando il Capo del Governo potrebbero, dopo un opportuno premonitore sputo in faccia, dare un carico di botte (tanto c’è l’immunità per i ladri vuoi vedere che per uno sputo si va in galera!) come nel miglior stile politicamente gagliardo post bellico. Anzi se si fosse in fase pre-repubblicana un bel duello, all’ultimo sangue, per il mendacio, ci stava bene. Invece, siamo in partitocrazia antidemocratica e non si può menare più nessuno, tanto meno sputargli in faccia o infilzarlo a singolar tenzone.

Oreste Grani/Leo Rugens