Onore a Silvio Mirarchi e a chi ancora ritiene che le mafie esistono e governano larghe porzioni del Paese

maria

L’USO DELLA MARIJUANA E DELLE ALTRE DROGHE COSIDETTE “LEGGERE” DANNEGGIA LA CONCENTRAZIONE, LE REGISTRAZIONI MENTALI E IL RICORDO DI IMMAGINI PRECEDENTEMENTE REGISTRATE. Sono banali test che lo confermano. Non c’entrano giudizi moralizzeggianti. QUESTE DROGHE POSSONO FAR SVANIRE IL SENSO DI TIMIDEZZA, POSSONO FAR SENTIRE DISINIBITA la persona inibita, far sentire forte la persona debole soprattutto nei confronti del sesso. Anche questo è un risultato oggettivo: si “va a letto” più facilmente. La persona che fa uso di queste droghe ha un radicale cambiamento di personalità e potrebbe, con l’uso sistematico delle sostanze, perdere la necessaria ambizione nella vita; certamente perde il controllo dell’ambiente e delle persone che la circondano, soffre di particolare assenza dal reale.  Il che a volte, passatemi l’espressione, non sarebbe male visto l’orrore che ci circonda. Alla cessazione dell’effetto seguono alterazioni comportamentali, come alimentazione sovrabbondante (ne ho conosciuti tanti), falsata percezione del senso del tempo (ne ho conosciuti tanti), e dello spazio (guidare l’auto sotto effetto della droga è pericolosissimo), alterazione dell’udito, ansia, panico, paranoia, aumento della frequenza cardiaca, sbalzi di pressione arteriosa che possono portare a collassi cardiocircolatori, decadenza dei valori morali (dove ne esistano) e di conseguenza dell’ordine sociale stesso. Dove esistesse. La tossicità letale (morire durante l’uso) è bassa. Non vi sono casi precisi di morte, ma come detto un numero altissimo di incidenti stradali, sul lavoro con esiti mortali. Cioè, anche di queste droghe ci si muore. E questo è dato.

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In Italia la coltivazione industriale è consentita dietro speciale permesso, limitato a varietà di canapa certificata, appositamente selezionate per un contenuto trascurabile di THC che ne costituisce il principio attivo farmacologico e psicotropo. Non era quindi il caso dell’appezzamento di terreno che era stato individuato dagli investigatori e dove ci si preparava a far rispettare la legge. Ma come sanno quelli che non fanno parte dei complici e oggettivi supporter della mafia con cui condividono finalità e interessi quotidiani sanciti e protetti dall’uso dei poteri che la politica partitica ci consente (sempre coincidenti con quei vermi che dicono che i denunciatori dei fenomeni della criminalità organizzata sono semplicemente dei denigratori delle bellezze italiche!) la criminalità mafiosa sa quello che deve fare per rifornire, segmentando i consumi illeciti, con prezzi e sostanze diverse e indirizzate a ben individuati consumatori.

La confusione in questo settore è simile a tanti altri in cui le norme e i comportamenti sono espressione di una assenza di strategia. Non è l’opos-oppio (in greco “succo”) ma è un problema non fare chiarezza, liberalizzando ad esempio, facendo cessare intelligentemente il business che ancora sussiste della criminalità. Business per cui è morto il maresciallo Silvio Mirarchi dell’Arma dei carabinieri. Perché, brutti vermi denigratori, di criminalità camorrista, ‘dranghetista, mafiosa ancora si muore. O meglio, muoiono alcuni. Certamente non quelli che vengono eletti con i voti dei criminali. Almeno, ai miei tempi, ogni tanto, per regolamenti di conti interni, qualche politico non completamente asservito ai suoi ordini la mafia lo uccideva. Adesso, se li tiene cari, cari, per fargli insultare i pochi giornalisti onesti rimasti, gli scrittori di denuncia, i magistrati con la schiena dritta, i carabinieri, poliziotti, i finanzieri che pretendono di fare il loro dovere.

carabinieri

Oggi, Festa della Repubblica, rendiamo onore a Silvio Mirarchi ricordando che ogni anno, quando si avvicinerà questa celebrazione, i parenti sentiranno vivo il dolore e, speriamo non l’oblio nei confronti del loro caro. Che invece va ricordato anche e soprattutto quale servitore dello Stato, caduto per tutti noi.

OresteGrani/Leo Rugens

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