Onore alla Repubblica e ai suoi fedeli servitori

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Certamente un antidemocratico quale è il Presidente del Consiglio in carica Matteo Renzi, prova fastidioso prurito (anche anale) solo a pensare di dover consentire ai cittadini (cioè il popolo sovrano secondo quel dettame costituzionale che l’aspirante dittatore vuole snaturare) di andare a votare! Anzi, per lui, meno persone pensanti si recano alle urne, meglio è. Tanto è vero che ha piazzato le date elettorali in modo che il già naturale assenteismo si potesse rafforzare sperando lui che tengano duro solo i clientes della partitocrazia e della criminalità organizzata, notoriamente spesso alleati.

Una vera istigazione ad astenersi tanto che ha scelto il “ponte” (e solo un giorno) in modo da fare i conti con quattro gatti. Soprattutto per i ballottaggi il 19 giugno quando la domenica estiva potrebbe spingere al baratro del meno del 50% degli aventi diritto al voto che andranno a votare.  Questo scempio, sia pur nella divisione dei ruoli, doveva essere stigmatizzato con ben altra energia dalle massime autorità dello Stato. Altro che campagna elettorale lunga. Il mascalzoncello (gli si può dare legittimamente di tutto visto il consolidarsi della giurisprudenza assolutoria nei confronti di ogni tipo di offesa a chiunque) se l’è apparecchiata in modo da ridurre gli eventuali danni anche di sonore sconfitte. Addirittura il PD, partito “suo” in tutti sensi, è letteralmente sparito camuffatosi in mille modi camaleontici e opportunistici: senza insegne se non nel 10% dei casi. Un vero regista imbroglione a cominciare dalla turlupinatura degli 80 euro su cui ha artificiosamente costruito il consenso alle europee, risultato (il 40% del 50% cioè il 20%!) con cui è andato avanti spacciandosi per uno che aveva il consenso popolare.

Ora, dopo aver rimosso la pantomima di Marino a Roma, sorvolando sul sistema Buzzi-Carminati, dice che lui se ne frega se quei delinquenti seriali infra-quinquennali dei cittadini autorganizzatisi (non potendone più di gente come lui che si spacciano per governanti) nel M5S dovessero riuscire ad esprimersi votando la normale Virginia Raggi. Se ne frega come il suo modello (anche nella mimica facciale comincia ad assomigliargli) Benito Mussolini e i suoi referendum farlocchi. Aspettare che i dittatori si facciano da parte è pura follia autolesionistica. Il regimi (e quello renziano comincia ad assomigliare ad un regime anche se con grande fastidio deve far svolgere i ludi cartacei elettorali) si abbattono e non si cambiano. Vi sarete accorti che mi sono astenuto rigidamente da fare previsioni sui risultati elettorali pur ritenendo di capirne di flussi. Questa volta è l’ultima opportunità di provare a fare i conti senza degenerazioni. Se ci fosse un esito che sfiduciasse (non penso a come se la canterà e come se la suonerà il massoncello mancato) quanto avverrà, in presenza di complessi avvenimenti internazionali, potrebbe portare a cambiamenti profondi e a necessarie assunzioni di responsabilità, di donne e uomini, liberi e forti. Vedremo se mi sbaglio. Elezioni non amministrative quindi ma eminentemente politiche. Difficile leggere i risultati (per quella frammentazione e mimetismo a cui ho fatto cenno) ma quai a farne una storia di scelte di abili amministratori.

raggi2

Quanti meno possibile di voi si asterranno e più sarà facile avviare la rimozione dell’aspirante tirannello. Se vi chiamate fuori, soprattutto al secondo turno come il mestatore bugiardo si augura, potreste assumervi una gravissima responsabilità. Il dopo verrebbe affidato a prove di forza che, come la Storia insegna, a volte, si risolvono in un bagno di sangue. Che non mi sembra fine auspicabile. Basta andare a votare in molti e votare, saggiamente e pacatamente, MoVimento 5 Stelle. A Roma, soprattutto.

Oreste Grani/Leo Rugens ancora una volta fiducioso nonostante le tante amarezze e l’arrendevolezza della maggioranza dei suoi compatrioti.

P.S.

Sì, caro “cazzone d’acqua”, francesino/trasteverino Guatteri dei miei “sandali”, sono un convinto sostenitore del M5S. E questo, lo ricordo bene, quando ciurlavi nel manico in attesa di trovare una modalità per raggirarci, ti creava un grave imbarazzo. Come il mio rispetto per la Repubblica italiana, abituato, evidentemente, ad altri esempi di italiani farlocchi.

Sono un sostenitore, si direbbe, “della primissima ora” dei “grillini”. Anzi, lo sono, da prima che Beppe Grillo fondasse il M5S in quanto ne intravedevo, nei comportamenti in teatro, di fatto, scelte patriottiche coraggiose, in difesa della mia sgarrupata Italietta.

Appellativo/diminutivo affettuoso che è lecito a me usare e non ai vermi come te. A me e non a te e al tuo complice furbastro Aurelio Voarino.

Se fossi un credente direi: Dio li fa, e poi li accoppia. Ma come vedete, non vi dimentico entrambi e nella vostra complicità e continuo ad indicizzarvi in Google in attesa che abbiate argomenti sufficienti per smentirmi o spericolatezza per provare a fermarmi.

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