È ora di “derattizzare” (solo elettoralisticamente?) sia Roma che Torino

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Cari lettori, qualcuno tra i più attenti, avrà potuto pensare che stavo seguendo con minore affetto (del solito) la vicenda elettorale del MoVimento 5 Stelle e, nello specifico, le sfide di Roma e Torino. La verità e che consideriamo talmente importanti – nel quadro generale, nazionale e geopolitico complessivo – questi avvenimenti che, presi da una incolta nevrotica scaramanzia, cerchiamo quasi di trattenere il respiro, in attesa che il rito si compia e che finisca – come il nostro cuore si augura e soprattutto la ragione ci suggerisce – con un vittoria plurima dell’unico strumento politico che i cittadini estranei alla delinquenza partitocratica, negli anni, siano riusciti ad organizzare.

Oggi, a pochi giorni dall’evento “strategico” per il futuro del Paese (altro che Olimpiadi del 2024!), non riusciamo a non aggiungere il nostro pensiero ben augurante a quello della ormai maggioranza degli italiani non asserviti al potere di questa strana consorteria impasto di “cretini e avidi grassatori”.

Quando ha preso corpo il M5S, il Paese veniva da un periodo dove a nulla erano servite altre forme di protesta, alcune anche violente. Fino a quando Beppe Grillo da Genova non è riuscito a passare dal “mugugno” ai fatti, la lunga notte della Repubblica sembrava non finiva mai. Con i cittadini autorganizzatisi (non dimenticate che di questo si tratta e per questo sono così odiati dal Sistema dei Partiti) nel Movimento, la speranza non è morta . Se vincono Virginia Raggi e Chiara Appendino sembra possibile fare non solo i conti con l’orrore della dittatura delle consorterie annidate nelle segreterie dei partiti ma, soprattutto, creare le condizioni perché, alla guida della “res pubblica”, arrivino persone oneste, lungimiranti e capaci di servire la collettività.

Altro che non esperti! Di cosa dovrebbero essere esperti (se non in rigore morale e in complessità) alla luce del disastro in cui ci hanno tenuti gli esperti del malaffare e del cretinismo organizzato? I pentastellati, ormai ex grillini, non sono specialisti di saccheggio e di cannibalizzazione delle casse comuni? E sti’ cazzi?!?!?!? Vi sembra poco?

Le brillanti stelle (finalmente le donne!) partono quindi dalla condizione necessaria e sufficiente per provare a guidare la politica delle nostre comunità. Con i cannibali partitocratici avevamo la certezza di essere divorati. Vediamo se queste femmine “in gamba” ci offrono un po’ di futuro intelligente sia a Roma (dove risiedo io) che a Torino dove vive quel vile silente di Aurelio Voarino. Che in realtà opera, come sapete, da ratto appestante, tra Roma e Torino. Sembra un segno premonitore!

zucchet

A Torino, a Roma Capitale, in tutto il Paese abbiamo bisogno di “derattizzazioni” perché, tra le altre, anche “zoccole” sfuggenti come Aurelio Voarino vengano “zucchettisticamente” trattate. Se non sapete cosa facesse la Zucchet SPA, informatevi! Così saprete cosa – consapevolmente – sto augurando a Voarino e ai suoi silenti complici. Mi accorgo che sto scendendo ancora più in basso del solito, parlando di fogne e di ratti (norvegesi) pestilenziali!

Ma cosa altro può fare un vecchio gattaccio, malandato ed emarginato quale mi ha ridotto l’azione proditoria messa in atto dalla “pantegana piemontese” (è un ibrido pericolosissimo trasmettitore di tutte le infezioni corruttive dei tessuti della comunità nazionale) se non spargere questi veleni, nella speranza che il nostro tiri fuori la testa, mangi avido ancora una volta l’esca avvelenata, e muoia dissanguato tra atroci dolori.

Oreste Grani/Leo Rugens in versione vecchio gatto derattizzatore.

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