La Francia si accorge ora del M5S, eppure glie lo avevamo detto due anni fa

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Eccoti servito, e sì che te lo avevamo detto quasi due anni fa poco dopo averti fatto saltare sul divano informandoti che stavamo su Ablyazov e tu che scandivi per tre volte la domanda: “Perché l’Italia si occupa di Ablyazov”.

Mentre noi elaboravamo architetture di Pace, tu e la tua banda ci avete spiato, schifato e tentato di demolire, negando perfino la realtà che ti stavamo prospettando, ossia l’affermazione del M5S. Ora leggiti Le Monde e ricordati di ciò che ti dicemmo e mangiati le mani pensando alla “figura della Madonna” che avresti fatto con i tuoi capi o padroni relazionando le nostre previsioni: il M5S vincerà.

Tu che ci venivi a dire un mucchio di cazzate su Mori, tutto e il contrario di tutto, e, non contento, reiteravi insulti all’indirizzo di Rosario Priore al quale ti eri azzeccato nello svolgimento delle tue mansioni, rabbioso perché consapevole che aveva capito tutto circa le vostre malefatte sanguinose a protezione del terrorismo italiano.

Tu, vigliacco, ci hai scaricato senza un briciolo di eleganza, dimostrandoti per quel pusillanime doppiogiochista che sei, doppio passaporto e doppia natura, mostrata nel frequentarci per mesi e mesi, mentre tornavi in gioco parassitando la nostra mostruosa intelligenza e vendendoci per un piatto di lenticchie offerto da Veolia. Non hai saputo cogliere l’occasione che ti offrivamo, non hai saputo cambiare idea, non hai capito che ti tenevamo vicino e stretto a noi nella speranza che cambiassi idea, consapevoli della tua dubbia personalità, che rivelasti insultandoci – “Ti piace giocare a fare la spia” – mentre lo spione sei tu, servo sciocco di una nazione che paga con il sangue innocente la tua inettitudine e quella ti chi ti comanda. Mentre piangevi o quasi, la morte del tuo grande amico caduto nella redazione di Charlie Hebdo: “L’hanno beccato” sostenevi si trattasse di una cane sciolto, tu esperto di antiterrorismo (!?!?) mentre noi ti dicevamo il contrario. Chi aveva ragione, chi aveva predetto il sangue del Bataclan? Ci dicevi cazzate o tentavi di disinformare, ci sei o ci fai? La tua inettitudine è il vero pericolo che corre il tuo paese, inetto anche nello sfilarti dal gioco ma astuto nello scegliere un luogo pubblico che ti proteggesse dai calci in culo che ti meriti.

Mentre noi ti rispettavamo riconoscendoti la statura di servitore del tuo paese, tu ci ricambiavi con una mal simulata accondiscendenza, facendoci i complimenti con sorrisetti ambigui di inequivocabile significato per gente che già una volta, in Telecom, ti aveva preso, te e la banda, cui Sala era contiguo se non negli intenti sicuramente d’ufficio, sì, cari lettori, ci riferiamo al nuovo inutile sindaco di Milano.

Tu e il tuo complice foste accolti con gli onori che si tributano a dei soldati portati alla sconfitta da generali o mestatori da “doppio livello” – insultando chi il significato della livella lo rispetta e lo capisce – e invece di sfruttare l’occasione che vi si offriva vi siete comportati per ciò che siete: servi! Credevate che, accompagnandovi ad ambigui figli di comunisti rigorosi e intelligenti – nemmeno lo avevate sospettato, seghe che altro non siete – e presentati da un verme torinese, non capissimo all’istante di che pasta siete fatti, anzi sei fatto. Vi avevamo offerto l’occasione per redimervi tradendo voi stessi e chi vi aveva guidato alla sconfitta nelle patrie galere, e invece no, avete preferito rimanere fedeli ai vostri piccoli interessi e padroni.

Tu hai avuto il privilegio di osservare da vicino l’intelligente tessitura di una trama che avrebbe avvicinato i nostri paesi passando per quel lurido luogo che è il Principato di Monaco e per quell’intellettuale che non meritava più di quegli orrendi panini che gli abbiamo offerto; del resto se uno scrive una autobiografia e racconta che mentre stilava la riforma dei servizi segreti francesi nella stanza a fianco di quella di Mitterand pippava strisce di cocaina stese sul vetro del ritratto del Presidente, cosa ci potevamo aspettare se non il furto di un progetto di Pace e il silenzio scortese?

Ciò che stupisce i più ingenui di noi è che ti abbiano affidato anche la gestione di un ternano rigoroso e idealista del quale siamo certi tu non abbia mai capito un cazzo, ritenendo di manipolarlo per gli scopi che i tuoi capi ti comandavano, scisso nella tua mente di italiano e francese che mai si è ribellato allo spargimento del sangue dei tuoi connazionali d’origine.

Potrei su questa tua doppiezza darti una statura che non meriti, pusillanime ignorante, accostandoti al protagonista del Cimitero di Praga, tu amico di filosofi sui quali ti sfiderei a dire due parole due, ma non ne sei all’altezza.

Mi chiedo come hai potuto immaginare che, tradendoti dal primo istante al pensiero che ti avessimo preso stringendo il cerchio sul caso Shalabayeva e sui francesi che la gestivano attraverso Havas e il suo capo Bollorè (“Un agente dei servizi! Ve lo posso mettere nero su bianco”), avresti potuto manipolarci, accompagnandoci a trovare Ablyazov in carcere e così facendoci fare la figura dei cioccolatai, che non siamo.

Ora mentre noi ci godiamo il sorriso l’onestà l’intelligenza di Virginia Raggi, tu goditi la tua barchetta e la tua pensione.

Basta così.

La redazione

 

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