Messaggio per Virginia Raggi: non si prepari a bonificare solo il personale. Anche gli ambienti di lavoro hanno bisogno di una accurata verifica

Intercettazioni (1)

Proverò a dire la mia su una delle prime condizioni per un corretto funzionamento della macchina pubblica ora che nella Capitale la responsabilità politica e “morale” sarà di Virginia Raggi e della sua squadra. Determinante perché le cose cambino realmente è non solo che siano questi e non quelli a gestire la cosa pubblica ma che il peso che può essere esercitato sull’amministrazione dall’utenza, ponendo il cittadino, nelle forme appropriate nella condizione di contare, sia all’altezza della complessità in essere. Vi stanno per lasciare un gran casino e non vedono l’ora che vi incasiniate. Ragazze e ragazzi, nessuna “arroganza nel profondo” considerandosi all’altezza. Il metodo è la “bisaccia dell’umiltà”, sempre a tracolla. Aprirsi realmente al contributo dei cittadini organizzando HUB intelligenti capaci di esaminare/analizzare/riferire/non interrare segnalazioni ed esperienze di chi ne abbia da mettere a fattore comune. Vi sono interi settori dell’amministrazione, enti, aziende alimentate dal denaro pubblico (le municipalizzate) che possono sfuggire ad ogni possibilità di direzione e controllo dagli organi da ieri rappresentativi della volontà popolare. Non dimenticate che la contaminazione è avvenuta fin nel profondo dei tessuti e che l’autorevolezza delle istituzioni politiche è tendente a zero. Quelli con cui agirete sono viziati da decenni di malaffare che non si deve ritenere sia nato con i pessimi ceffi alla Carminati, Buzzi, Odevaine, Gramazio. Il ripristino della legalità implica innovazioni rilevanti non solo nelle funzioni e in chi le esercita ma temo nelle stesse regole di funzionamento. Una rivoluzione che dovrete saper fare mentre non potrete fermare il vaporetto. Si deve lavorare “in navigazione”. Dovete pretendere, grazie agli apparati serventi, di ricevere il massimo supporto conoscitivo e strumentale.

Nell’era della rivoluzione tecnologica permanente, l’informatizzazione della pubblica amministrazione è stata volutamente organizzata perché tale organizzazione avvenisse in un quadro di sostanziale subalternità alle ditte fornitrici senza che si potessero sfruttare appieno le potenzialità di arricchimento della qualità e della quantità delle conoscenze necessarie a migliorare il processo di formazione delle scelte politiche.

Sarebbe necessario, a questo proposito (ma questo ve lo possono spiegare nel migliore dei modi Davide Barillari e i suoi informatici già insediati in Regione Lazio) non solo che nelle procedure amministrative si tenesse conto della loro fattibilità informatica ma che si varasse un piano-quadro capace di superare quanto di disorganizzato (volutamente?) vi stanno lasciando quei paraculi che vi hanno preceduto. Comunque, in coordinamento con chi voleste, fate un cenno per qualunque necessità aveste in campo informatico evoluto nello spirito dichiarato da Alessandro Di Battista che in queste storiche ore “intelligentemente” è preoccupato di quanto vi aspetta. Vi servirà non solo questo di aiuto ma un altro, ben più specialistico che non trascurerei e che, pubblicamente e senza pudore alcuno, vi suggerisco: dovete far “bonificare” tutti gli ambienti afferenti la formazione delle scelte politiche, le poche vetture di servizio, perfino i luoghi dove privatamente soggiornate. Questo non in una logica paranoica o di copertura delle vostre decisioni che saranno certamente prese alla luce del sole come tutti noi sappiamo voi essere abituati a fare, ma per “spuntare unghie” a quel mondo di interessati sussurratori che potreste avere già più limitrofi di quanto si possa immaginare.  Chiedete a chi di dovere (la Procura della Repubblica di Roma, ad esempio, potrebbe essere in grado di fornirvi dei nominativi di validissimi esperti che potreste scoprire – la vita è anche così – essere affettuosamente e culturalmente già schierati, da tempo non sospetto, con il M5S) e cautelatevi. Il resto sarà, come dice Giuseppe Grillo da Genova, piacevole come “volare in alta quota”.

Buon viaggio ragazze e ragazzi miei e grazie per avermi fatto vedere ciò che è avvenuto prima di lasciare questo mondo.    

Oreste Grani/Leo Rugens       

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