Capitale Infetta = Nazione Infetta: alla derattizzazione

E DA UNA NECESSARIA DERATTIZZAZIONE  HA DOVUTO COMINCIARE LA SINDACO VIRGINIA RAGGI!

COME CI ERAVAMO PERMESSI DI PREVEDERE ED AUSPICARE.

E MENTRE LEI DAVA DISPOSIZIONE DI DERATTIZZARE LA CITTà INFETTA, LA MAGISTRATURA CHIAMAVA ANCORA UNA VOLTA ERCOLE INCALZA  ED ALTRI A CHIARIRE COSA CI SIA SOTTO AI GRANDI LAVORI METROPOLITANI.

QUESTA VOLTA E’ LA METRO C .

DOMANI POTREBBE ESSERE CHE SIANO LE COMPLESSITA’ IMPLICITE NELLA SOSTITUZIONE DELL’ILLUMINOTECNICA  DELLA METRO B.

E POI VEDRETE TOCCHERA’ CAPIRE COME SI SPENDONO I SOLDI PUBBLICI NEL TRATTO DI METRO A.

C- B -A  O A-B-C, L’IMPORTANTE E’ COMINCIARE A FARE I CONTI.

O PENSAVATE DI SFANGARLA?

ORESTE GRANI CHE TUTTI I GIORNI PRENDE LA METRO B E, PRIMA DI PRENDERLA, INTRAVEDE, DAI FINESTRINI DEL MITICO 075, ATTRAVERSANDO LE PERIFERIE ESTREME DELLA CAPITALE, I RATTI NORVEGESI ALL’OPERA INTORNO AI CUMULI CHE CITTADINI LASCIATI ASSUMERE NEI DECENNI ATTEGGIAMENTI INCIVILI E IRRESPONSABILI  FORMAVANO COI I “COLPEVOLI” SACCHETTI.

DIFFICILE DARE DISPOSIZIONI DOPO TANTA INCURIA E LASSISMO.

DIFFICILE MA NON IMPOSSIBILE COME TUTTO QUELLO CHE DOVRA’ FARE LA NOSTRA AMATA SINDACO.  IN PERIFERIA COME IN CENTRO. MA QUI’ – COME VEDREMO – E’ UN ALTRO DISCORSO CHE, COMUNQUE, VISTA LA FRATTURA ELETTORALE DOVRA’ ESSERE AFFRONTATO SE LA RAGGI VORRA’ ESSERE – COME DICHIARATO  -IL SINDACO DI TUTTI.

RAGGI  COMUNQUE OLTRE AD AFFRONTARE LE PROBLEMATICHE DELLA  CITTA’ E(S)TERNA DOVRA’ RISOLVERE ANCHE QUELLE DELLA ROMA ETERNA CIOE’ DI QUEL CENTRO STORICO A CUI SI DEVE RIDARE UN’IDENTITA’ E UN RUOLO DI MOTORE STRATEGICO  SE DI “CAPITALE2 VOGLIAMO PROVARE A RIPARLARE. IDENTITA’ E MEMORIA SONO UNA SOLA COSA. A PRESCINDERE DAI RATTI.  ORESTE GRANI OGGI 12 LUGLIO 2016

 

 

 

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“Parole sacrosante quella di questi bravi ragazzi del M5S”, avrebbe detto mia madre Iolanda che inutilmente (fino a che fu in vita) mi invitava alla frugalità da donna intelligente quale era cresciuta durante le traversie fasciste, belliche e quelle post belliche della ricostruzione! Parole sante soprattutto per quanto attiene la volontarietà, la frugalità, la parsimonia (Grillo è genovese ma anch’io ho fatto uno periodo di addestramento di 7 anni a Genova!) quali ingredienti scelti strategicamente per mirare alla vittoria. Questi ingredienti e quel rifiuto metodologico di farsela con persone viziate dal metodo dell’avidità senza confini e caratterizzato dal malfidato e gretto “prima vedere cammello”. Loro, gli iniziatori della rivolta/rivoluzione culturale nell’ambito della ormai asfittica partecipazione democratica, non hanno fatto vedere nessun cammello a nessuno e, viceversa, hanno chiesto ai cittadini di impegnarsi e di “spendere”, per il raggiungimento del bene comune condiviso, il proprio tempo. Moneta che sola vale quando si lascia il terreno dei piccoli opportunismi e ci si cimenta con le idealità e la tanto vituperata utopia.

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La lunga marcia dei cittadini autorganizzatisi nel M5S, particolarmente a Roma che è la Capitale del Paese, ha un antefatto storico che sento i dovere di riportare soprattutto per i più giovani o per quelli di voi che c’erano ma che non possono ricordare gli avvenimenti che riferisco. Il 22 gennaio del 1956 uscì sull'”Espresso”, settimanale diretto da Arrigo Benedetti un articolo di Manlio Cancogni intitolato “Capitale corrotta = Nazione infetta” che rivelava i misfatti della rendita fondiaria e della speculazione edilizia nella Capitale. Il sindaco Salvatore Rebecchini era accusato di essere stato corrotto dalla società vaticana Generale Immobiliare per trasformare il parco dantesco sulla cima della collina di Monte Mario in un grande albergo della catena Hilton. Rebecchini cadde,escluso dalle liste nelle successive elezioni comunali e sostituito come sindaco da Umberto Tupini. Ma Conrad Hilton e la società del Vaticano, che anni dopo sarebbe diventata uno dei campi di scorreria del bancarottiere mafioso Michele Sindona, riuscirono a costruire l’albergo di undici piani e ottocento posti letto sulla vetta del colle, dove oggi c’è uno dei ristoranti più celebrati d’Italia e dove alcuni di voi sono andati ad apprendere l’arte del saper bere e saper far bene bere gli altri. L’Immobiliare era la padrona di Roma (un po’ come hanno tentato fino ad oggi riuscendoci Francesco Gaetano Caltagirone ed altri elencabili costruttori) e i sindaci erano per tradizione i suoi delegati d’affari. Come fino all’irruzione della Virginia Raggi è stato, in altra forma e con altri nomi di sindaci. E se i sindaci non bastavano c’era il governo, c’era il giocane collaboratore di Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti, oltre al conte Enrico Galeazzi, vicepresidente di quella Immobiliare, capace a sua volta di mobilitare l’amministrazione americana attraverso i Cavalieri di Colombo. E, in sovrappiù, Carlo, Marcantonio e Giulio (che nomi propri!) Pacelli, portatori del verbo di Pio XIi. Vittorio Valletta, piemontese, presidente della FIAT, era tra i consiglieri autorevoli dell’Immobiliare. Per quelle denunce assolutamente documentate e che la storia avrebbe poi confermato ad abundantiam, Cancogni e Benedetti furono condannati a otto mesi di reclusione, ma per la prima volta in Italia dimostrarono il ruolo democratico di un giornalismo libero (altri tempi, altri personaggi, altra stoffa professionale!), che denunciò quel sacco di Roma, cominciato allora e ancora in corso ai giorni nostri con strategie e collusioni ben più diffuse rispetto a quelle dell’Italietta di quegli anni del dopoguerra. In questa realtà, costante e permanente da decenni, fa irruzione la “folla” (770.000 voti!), consapevolmente incazzata che ha preso forma nella giovane e volitiva avvocatessa Virginia Raggi.

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Più di mezzo secolo è passato, ma poco sarebbe cambiato se Giuseppe Grillo da Genova non si fosse attivato e non avesse dato vita al MoVimento, perché il fenomeno, corruttivo, dai tempi dell’Hilton, ha ben altre dimensioni accompagnato dal degrado di quasi tutto il Paese orfano, al tempo, di una qualunque classe dirigente. politica ed amministrativa. Tanto che (ricordate le continue notizie giudiziarie che pervengono dalle provincie e non solo dalla Capitale in una gara continua tra Centro e periferia) oggi rispetto a quel 22 gennaio del 1956 si può affermare non solo “Capitale corrotta = Nazione infetta” ma “Provincia corrotta = Nazione infetta”. Anzi certamente senza tema di smentite Capitale e Nazione entrambe infette. In questo quadro complessivo si preparano ad operare le “sindaco femmine” selezionate nel e dal M5S. Evocando i nomi di quegli anni spero di aver fatto cosa gradita all’amico Pompeo che di questo fenomeno post bellico è stato testimone oculare e che dei nomi che ho fatto (da Giulio Andreotti, passando per Papa Pacelli, atterrando a Francesco Gaetano Caltagirone sa “vita, morte e miracoli”. Miracoli – in realtà – pochi. Peccati, moltissimi. Ciao Pompeo e, se mi leggi, buona giornata. Io sto un po’ meglio come spero di te.  Un caro saluto.

Oreste Grani orgoglioso di quanto alcune/i stanno facendo, al momento opportuno e con la giusta dose di coraggio.

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