Ed io non mi diverto più ad azzeccare le previsioni: più del “meno 20%” alla borsa di Milano

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Il 13 giugno u.s., da questo marginale ed ininfluente blog, mi ero permesso di annunciare che nella settimana che precedeva il referendum britannico, le Borse occidentali avrebbero perso il 20% del loro valore. Così avevano cominciato a fare con una media di 3/4 punti al giorno. Poi, tragicamente, viene ucciso l’agnello sacrificale “Cox” sull’altare della competizione geopolitica e lo scivolamento si interrompe magicamente in un osceno rimbalzo. Addirittura, con le false notizie artatamente diffusa sull’esito ormai certo della disfida politica, i listini si sono euforizzati. Se ce ne fosse stato bisogno, questa è stata la prova di che razza di fogna sia ormai la finanza! Poi il popolo sovrano ha deciso e il “casinò” dove si dovrebbe quotare il valore di un’idea, una struttura produttiva, la qualità strategica di un manufatto ha mostrato la sua vera natura di luogo truffaldino per poveracci in cerca di emozioni. Oggi, più del 12% in meno a Milano che sommato alle movimentazioni algebriche dei giorni scorsi, fa oltre quel meno 20% di cui scrivevo il 13. E io non mi diverto più ad azzeccare le previsioni.

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Orestino Merlino


E SE LE BORSE “OCCIDENTALI” PERDESSERO, NELLA SOLA SETTIMANA ENTRANTE, IL 20% DEL LORO VALORE?

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Al sottoscritto (che è notoriamente poverissimo) non dovrebbe certo interessare una tale evenienza ma me ne occupo ugualmente solo e unicamente come sintomo di una confusione (caos) in essere e della implicita complessità che si accompagna solitamente al caos.

Direi che prima del risultato del 23 giugno p.v. (il referendum inglese) i risparmiucci di un sacco di stupidotti creduloni potrebbero essere ridotti, preventivamente, del 20% (o più!) del loro effimero e teorico valore. Chi tiene il banco induce a svendere e piazza le liquidità in altro luogo speculativo. Se ne trova! Perché questa è la fase e questo, chi ha troppo tirato la corda, si becca.

Troppo semplicistico? E chi si ne frega se lo pensate. Rimane il fatto che delle mezze seghe che si sono impadronite delle sorti del Mondo non hanno alcuna possibilità di guidare, senza deragliare, la fase storica ormai entrata nella zona “caos” dove in pochi sanno cosa fare utilizzando la bussola della conoscenza transdisciplinare sola che potrebbe guidare un percorso articolato finalizzato a “trasgredire per integrare” invece che far deflagrare la “Terza guerra mondiale”.

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Tempeste a “forza dieci” vi aspettano nocchieri di questa minchia che avete sempre ritenuto che parolacce come cultura (con annessi e connessi) vi avrebbero disturbato mentre pensavate di essere alla guida del vapore. Guidavate (non sempre) la punta delle vostre scarpe e pensavate di avere nelle vostre mani le sorti dell’Umanità.

Oreste Grani/Leo Rugens felicemente e consapevolmente catastrofista.

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