Grani (e non solo) insinua che Beppe Severgnini si incazza troppo per non essere di parte nella vicenda BREXIT

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Gennariello Fieramosca in 25 giugno 2016 alle 17:18 ha detto:Modifica

Grazie Sig. Grani per accendere via via i riflettori ed ispirare noi popolo della rete,a informarci su i vari opinion leaders che popolano le nostre menti.
Apprendo infatti dal web, che Beppe Severgnini è stato insignito come Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico, una delle più importanti onorificienze del Regno Unito, e cosa sicuramente meno di spessore ma alquanto pittoresca è presidente dell’Inter Club di Kabul.
Come mai abbia reagito così al Brexit appare di difficile interpretazione o forse no?
Ancora più ostico dovrebbe essere invece il pronostico sul futuro di quell’Europa, che forse proprio nell’isola di Ventotene incominciò ad essere pensata anche come soggetto filosofico, su impulso del fondatore,se non erro, del club del coccodrillo (a dire il vero un animale inquietante) Altiero Spinelli. A proposito di isole ventose e vulcaniche…gli italiani antisistema dovrebbero interessarsi meno alle parole buttate al vento nelle tras-missioni televisive e a incuriosirsi di più a come è rappresentato Vulcano nei quadri di Rubens…chissà magari alle prossime elezioni incominceranno a capire la lingua degli uccelli, e magari tra un tweet e un chinguettio un cinguettio e un tweet, impareranno a non scambiare più cigni neri per cigni bianchi o colombe per falchi.


CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE TEMPESTA. MA SEVERGNINI DI COSA SI LAMENTA?

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Giuseppe Severgnini, canuto e saccente come non mai, prova, partecipando alla nota trasmissione della La 7 condotta, in prima serata, da Lilli Gruber (già, a sua volta, tra le altre cose, parlamentare europea) prendendosela con la povera Meloni, a cazziare la “metà più uno” dei britannici per aver espresso la volontà di uscire dall’Europa. Era nero, lui così bianco, perché era finita come lui non si aspettava che finisse. Provo da giorni a dire che si esce da qualcosa solo se essa esiste. Dico, da giorni, che l’Unione Europea non esiste e che quella struttura tirannica autoproclamatasi che ci comanda – come tutte le dittature – è fuori legge e che con lei i conti si dovevano regolare non certo tirando di “fioretto” ne, tantomeno, con i “fioretti” da buoni cattolici, apostolici, romani. Dico, ad esempio, che Juncker, uno dei maggiori capi dell’U.E. (criminale noto nel suo Paese per essere stato l’organizzatore di un macroscopico sistema per evadere il fisco), non è elemento rassicurante in questa vicenda e che le persone, centinaia di milioni di cittadini che abitano dentro i confini di questo ipotetico stato, avrebbero avuto vantaggio a farsi guidare da ben altra classe dirigente che da un truffaldino, alcolista acclarato. Quando il tappo scoppia bisogna avere l’onesta e la capacità di dire che la pessima stoffa di questi oligarchici è una delle vere minacce al futuro comune e non certamente gli stressati (dai mutui) “sudditi europei”.

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In Europa (quella guidata dagli Juncker) non c’è lavoro per milioni di persone (sono i populisti che si inventano le statistiche?); non c’è sicurezza e contrasto intelligente contro la minaccia emergente dell’ISIS (sono i populisti che si inventano le stragi e le inadeguatezze investigative?); non c’è una condivisa responsabile cultura dell’accoglienza rispetto alle ondate immigratorie a loro volta generate dalle guerre che i governi europei hanno accettato di andare a fare in giro per il mondo e che hanno determinato le spinte che oggi sono alla base della grande fuga e dell’esodo di massa (65 milioni di profughi sono figli dei comportamenti dei populisti o di chi – lucrando – ha messo in moto la guerra in Iraq, in Siria, in Libia o affamando le popolazioni delle fasce geografiche limitrofe ai “confini” della pacifica Europa?). Dice Severgnini, irritato dalla non (eventuale) frequentazione del suolo inglese della povera incinta Meloni, che in Europa questi ubriaconi truffaldini e i lecca culo dei padroni del signoraggio finanziario, ci hanno assicurato una pace pluriennale. Il saccente rimuove  migliaia di morti “europei” durante questi 70 anni di “pace”.

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Penso che polacchi, ungheresi, cecoslovacchi, rumeni, tedeschi, croati, serbi, sloveni, italiani, francesi, olandesi, spagnoli, belgi tali debbano essere considerati sia che fossero civili o militari caduti sotto la barbarie post bellica comunista (carneficine lasciate fare all’URSS con la complicità dell’indifferenza europea) o mandati in giro a farsi ammazzare con le divise dei vari Paesi spintonati nelle più diverse guerre proprio in assenza di una ragionata politica estera continentale. Per non parlare della carneficine post Tito nella ex Jugoslavia! Ma questo Severgnini dove stava (se non nelle hall degli alberghi) mentre le donne venivano stuprate “in Europa” con  maggior piacere perché erano incinte? Ma di quale pace parla? A Danzica e in mezza Polonia, sin dal 1953, è scorso sangue europeo; in Ungheria, nel 1956, è scorso sangue europeo; a Suez, sempre nel 1956, sono caduti francesi e inglesi; a Praga nel 1968, è scorso il sangue europeo, per arrivare, giorno dopo giorno, alle stragi delle tigri scatenate a pochi chilometri dai “confini” italiani. Per non parlare di ogni volta che sono caduti soldati europei mandati in giro per il mondo a tenere la guerra lontana dal suolo “natio”. Guerre fatte senza un vero perché se non riempire le tasche di quelli che oggi si lamentano dei crolli in Borsa delle azioni che si sono comprate con i profitti della vendita delle armi e di ogni mercanzia a supporto della logistica di tali spedizioni di morte. Severgnini, ma ci faccccccia il piacere! Facile alzare la voce con la “mamma” romana! Lei è banalmente (uno dei tanti) privilegiato esponente di disegno di una Europa “sempre in guerra” (non senza guerre come dice falsamente lei) che oggi paga i giusti prezzi della pochezza di una classe dirigente di parassiti al soldo degli sfruttatori dei soldi usurati ai cittadini che abitano in Europa.

Non è guerra quella combattuta in Somalia o in Iraq, in Libano o in Afghanistan? E la strage dei carabinieri a Nassyria a cosa è servita se non a far fare altri soldi a chi ne aveva già tanti? Certo, se una la Guerra del dopoguerra l’ha continuata a combattere fuori di casa propria tanto per poter dire che si è stati bravi ad assicurare la pace sul Continente, si deve aspettare che quegli altri, aizzati, tra l’altro, e finanziati, tra l’altro, con un gioco subdolo di utili reinvestiti in armi, droga e petrolio proprio dai “pacifisti europei”, la guerra te la portino tra la tua gente. Chi fabbrica le armi per fare le guerre fuori dai confini europei? Gli europei! La guerra che vi vantate di non aver fatto scoppiare in Europa è permanete ma nel resto del Mondo. Chi ha spremuto l’Africa corrompendo le classi dirigenti africane se non massimamente gli europei.  A cominciare da quella che gli ebrei scampati all’Olocausto hanno dovuto innescare in quello che oggi è lo Stato di Israele. La Seconda Guerra mondiale non è mai cessata e i buoni europei pacifisti (belgi, francesi, italiani, olandesi, neo-tedeschi) non hanno mai fatto altro che fare guerre. Non solo sapete fare solo guerre o finanziare destabilizzazioni, colpi di stato, assassini politici, annullamenti di quei pochi risultati elettorali liberamente avutisi, ma lo fate cercando di fottere sempre gli altri europei con cui siete permanentemente il lotta. Perfino quando gli inglesi andarono alle Maldive trovarono armi che italiani doppiogiochisti avevano venduto ai velleitari argentini. Erasmus non ha speranza se dietro, sopra, sotto si affilano solo pugnali.

Avete seminato vento e raccogliete tempesta. Invece di divenire un luogo di “neutralità ragionante e propositiva” dove esercitare la capacità culturale di affrontare le complessità figlie della Seconda Guerra mondiale e indirizzare tutti gli sforzi verso una tecnologia amica del bene comune si è sotto traccia mantenuto il business della prevaricazione e della fabbricazione dell’odio, alimentato dalle guerre. Ma un Severgnini quale civiltà difende se non quella degli elicotteri che servono per andare a mitragliare la povera gente in fuga? Ma sono le donne e i bambini yezidi il problema dell’Umanità o la borsa di Londra che è padrona di quella di Milano? Che precipitino tutti gli indici di questo mondo! Non vi meritate nessuna “pace”. Avete solo saputo alimentare le guerre e ora in ordine sparso affronterete l’insorgenza di quelli che voi stessi avete finanziato. Sarete lasciati soli e i popoli (quelli da cui vengono quei cattivoni che vi schifano) troveranno, liberandosi della vostra cattiva guida, una soluzione. Comunque, quello schifo che ci avete proposto e imposto fino ad oggi, ve lo potete tenere. La campana ormai è suonata.

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Oreste Grani che, caro Severgnini, da fervente mazziniano, ha amato prima di lei La Giovane Europa. Ma, da repubblicano, non certamente quella governata da re, regine e damerini elitari e antidemocratici quali, nel momento del nervosismo, svelano essere quelli come lei.


6 THOUGHTS ON “CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE TEMPESTA. MA SEVERGNINI DI COSA SI LAMENTA?”

    • ilrisvegliodeldragone in 25 giugno 2016 alle 16:10 ha detto:Modifica

      Lei sa che sono un grande ammiratore di Alan Mathison Turing e che il suo codice potrebbe essere per me di stimolo e di conforto? Ben tornato tra i miei lettori.
      O.G.

      • Anche io, che ammiro tutte le persone che si impegnano e sono “in gamba”.
        Non ho mai abbandonato le sue letture ne quelle dei suoi collaboratori. Non mi privo di scritti sapienziali per disaccordi su come si gestisce la politica estera e le risorse (piu’ o meno intelligenti) usati a tale scopo.

      • ilrisvegliodeldragone in 25 giugno 2016 alle 17:55 ha detto:Modifica

        Un giorno noi ci incontreremo de visu e allora “non ce ne sarà più per nessuno”. Un giorno! Grazie caro lettore intelligente e appassionato.
        O.G.

  1. Gennariello Fieramosca in 25 giugno 2016 alle 17:18 ha detto:Modifica

    Grazie Sig. Grani per accendere via via i riflettori ed ispirare noi popolo della rete,a informarci su i vari opinion leaders che popolano le nostre menti.
    Apprendo infatti dal web, che Beppe Severgnini è stato insignito come Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico,una delle piu’ importanti onorificienze del Regno Unito, e cosa sicuramente meno di spessore ma alquanto pittoresca è presidente dell’Inter Club di Kabul.
    Come mai abbia reagito cosi al Brexit appare di difficile interpretazione o forse no?
    Ancora piu’ ostico dovrebbe essere invece il pronostico sul futuro di quell’Europa, che forse proprio nell’isola di Ventotene incominciò ad essere pensata anche come soggetto filosofico,su impulso del fondatore,se non erro, del club del coccodrillo(a dire il vero un animale inquietante) Altiero Spinelli. A proposito di isole ventose e vulcaniche…gli italiani antisistema dovrebbero interessarsi meno alle parole buttate al vento nelle tras-missioni televisive e a incuriosirsi di piu’ a come è rappresentato Vulcano nei quadri di Rubens…chissa’ magari alle prossime elezioni incominceranno a capire la lingua degli uccelli,e magari tra un tweet e un chinguettio un cinguettio e un tweet,impareranno a non scambiare piu’ cigni neri per cigni bianchi o colombe per falchi.

    • ilrisvegliodeldragone in 25 giugno 2016 alle 17:53 ha detto:Modifica

      Se lei, caro Fieramosca, non esistesse la avrebbero dovuta inventare. Ma io so che lei esiste. Grazie per le parole colte e i suggerimenti carsici.

      O.G.

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