Francese/trateverino, nel 36° anniversario di Ustica, ti do l’occasione di scusarti pubblicamente in particolare con Rosario Priore, onesto investigatore

Ustica

Oggi, 26 giugno, è un giorno particolare per Leo Rugens e lo dovrebbe essere per tutti gli italiani: 36 anni addietro, tra poche ore, qualcuno fece strage di italiani nel cielo di Ustica.

Cose gravi ne sono sempre successe in questo tormentato Paese ma proprio quella strage non doveva rimanere impunita. Presidente Mattarella, cortesemente, non le chiami opacità! Questo penso e questo scrivo, da anni. Quella carneficina e altre morti ad essa collegate avvenute successivamente devono alla fine trovare un colpevole certo. Gravissima quella strage e il non aver chiarito gli atteggiamenti non collaborativi dei francesi durante l’investigazione che ne seguì. Perché di questo si è trattato. La pace tra i due Paesi (Italia e Francia) non ci potrà mai essere se non nella Verità. Ma senza un concorso di volontà, la verità non potrà mai essere resa pubblica per essere messa alla base di una convivenza serena futura. Altro che Europa! Altro che dentro o fuori! Possiamo essere fratelli con quelli che non vogliono collaborare a chiarire chi abbia ucciso, quella notte, gli italiani-europei? Per molti che hanno investigato in quegli anni (e Rosario Priore è uno di questi), sul cinico episodio, i francesi-europei, scientemente non ci hanno voluto aiutare. Il sospetto quindi che fossero loro gli artefici del massacro rimarrà, fino a prova contraria. E il sospetto (se non la certezza) esiste su quelli che si infastidiscono, ancora adesso, a sentire ventilare l’ipotesi di quel tradimento, quasi fossero chiacchiere da bar dello Sport o insinuazioni sulla disponibilità sessuale di Carlà Bruni. I francesi e lo hanno provato anche nella vicenda più recente della Libia, ci considerano loro competitori nella intera vicenda mediterranea e pensano a noi in tutti i modi tranne che come fratelli europei. Non saremo fratelli in niente se prima non chiederete scusa per tutti gli assassini terroristi a cui avete dato asilo a Parigi, oscena fuga in Brasile di Cesare Battisti compresa.

Priore

Fino a quando non risolverete i “bastoni tra le ruote” che il troppo signorile Presidente Mattarella chiama opacità, non ci sarà Europa tra noi e non si riaprirà mai un dialogo culturale come vi avevamo, viceversa, con lungimiranza, proposto tramite il massimo denigratore (il francese trasteverino di cui vi ho altre volte vi ho parlato) di Rosario Priore, in quanto investigatore appassionato delle vicende, Hyperion e BR a Parigi, rapimento Moro, strage di Ustica. Ragionamenti e proposte di far nascere un centro studi dislocato nel Principato di Monaco che vi avevamo fatto “prima” del casino che avete saputo viceversa combinare al “confine” di Ventimiglia. Siete dei “Pulciari della politica estera” indegni di qualunque ragionamento civile indirizzato ad abbassare i tassi di aggressività nel Mediterraneo. Altro che fumo negli occhi con Carmen Consoli in Piazza Farnese! Ci schifate e vi sentite, da sempre, sto’ cazzo, destinati novelli Sarkozy (che fine a fatto il vostro ex Ministero dell’Interno?) a governare il Mediterraneo! Che potevate farci con i pacati, costruttivi, dialoganti ragionamenti che vi avevamo fatto, a Roma, nella sede di Campus X, a sua volta società partecipata 100% da Siram, a sua volta proprietà 100% del Gruppo Veolia. Cioè la Francia. Non siete stati capaci, rubato il nostro progetto neanche di rispondere, con un minimo di cortesia, ai nostri messaggi, ammettendo di non essere liberi di ragionare e di decidere un cazzo di niente.

Perché, ve lo voglio dire, così ci siete apparsi: gentarella senza libertà e gelosi (rosiconi direbbero a Roma) di quanto avevamo saputo fare in riferimento al caso Ablyazov e per quanto, a vostra insaputa, sapevamo di voi sin dai tempi (2005/6) dello scandalo Telecom in cui foste pizzicati con Giuliano Tavaroli. Insopportabile che ci fossero in giro degli italiani “intelligenti” che, senza sfoggio di denaro, riuscivano a fare ciò che anche con tonnellate di nuovi o vecchi franchi o i maledetti euro che falsamente ci uniscono, sareste mai riusciti a fare. Insopportabile ma vero. Francesino coppolato, pensi che con il tuo complicetto Aureliuccio Voarinetto ti mollerò mai? Anzi, contrordine compagni, ti dico come la penso fino in fondo: non volendo spartire nulla con uno come te, per dimenticarti (te ma non certo Aurelio Voarino con cui è aperto ben altro conto) mi basta che – pubblicamente – chieda scusa a Rosario Priore per averlo insultato, in presenza di testimoni, definendolo un “cazzo d’acqua” quando io citavo le sue oneste posizioni investigative su Ustica, Hyperion, Simioni, Feltrinelli (che non a caso si conoscevano), Negri, Scalzone, o il Luis indicato dal BR Savasta o quant’altro in quegli anni difficilissimi accadeva sempre, guarda caso, dentro i nostri confini e mai dentro i vostri. Negli anni Cinquanta e primi Sessanta i latitanti italiani comunisti trovavano rifugio in Cecoslovacchia e questo ruolo, a Muro ancora eretto, passò alla Francia per tutti gli anni Settanta e Ottanta. La rete di Feltrinelli si riteneva che fosse concepita a Mosca e da lì diretta. Non credo che fosse così altrimenti come mai si sarebbe potuto verificare il Caso Zivago di Pasternak. La rete di Feltrinelli era “francese” e ruotava intorno al suo legame con Corrado Simioni. Non a caso quando muore l’editore tutto continua grazie ad Hyperion. Che per maggior chiarezza aveva anche una sede a Londra su cui nessuno ebbe la forza e la volontà di investigare. Certamente tutta la rete di Feltrinelli passò nelle mani del vostro protetto. Persone a Parigi, in Europa occidentale, nel Mediterraneo, Algeria compresa. Per non parlare del Sud America. Proteggevate lui (che c’entra Mosca con Hyperion-Feltrinelli?) e tutti quelli che lui vi indicava tra i fuoriusciti italiani. Eravate voi i protettori di quegli assassini e tu eri a Roma a fare l’ufficiale di collegamento tra non si sa chi e chi. Eravate voi francesi che proteggevate i terroristi italiani a Parigi mentre io mi applicavo per catturarli.  E tu mentre non si sa cosa facevi, intessevi rapporti con i nostri militari per, a “guerra finita”, provare a fare business o continuare a fare il raccoglitore di informazioni con la scusa delle consulenze nel mondo delle telecomunicazioni. Non a caso ti si trova ancora oggi “accatenato” con gli stessi nomi scelti tra i nostri ingenui carabinieri dell’epoca. Tant’è vero che dal 2002 al 2006, dopo che Giuliano Tavaroli aveva cessato di servire l’Arma, passato come è noto al servizio di Tronchetti Provera, tu eri costante e permanente nei suoi paraggi tanto che ti arrestarono con lui, Marco Bernardini, Gianpaolo Spinelli, Fabio Ghioni, Guglielmo Sasinini, Emanuele Cipriani. Con i nostri ingenuotti e avidoni ci giocavi a palletta, a sotto muro, alla lippa.  Altro che eroiche operazioni contro il comune nemico eversore, di destra o di sinistra. Sei sempre stato a Trastevere per tradire l’ingenuità di quegli italiani che ti davano l’amicizia pensando che fossi franco-italiano-europeo-mediterraneo. Chissà invece quanto hai concorso alla nostra disfatta in Nord Africa. Se penso solo alla disinformazione che creasti spargendo in giro cazzate, apparentemente per la Phillips Morris che aveva interesse a capire la situazione in Libia con Gheddafi ancora al potere.  Tu scrivevi cazzate rassicuranti e qualcuno si vendeva le cazzate rassicuranti spacciandole per cose serie provenienti da un grande specialista come si faceva in modo che in giro si dicesse di te. E così quei coglioni di Italiani tutto pensavano meno che stavate per far fuori Gheddafi, certi di avere buone fonti che ti tenevano d’occhio. Piccoli soldi per voi e grandissimi danni per il mio già sgarrupato Paese. Vittorio Alfieri sapeva bene chi foste quando scriveva il “Misogallo”!

alfieri

Ancora, nel recente 2015, ti si trova, insieme a Tavaroli, in goffi tentativi di fare affari o di sembrare specialisti dell’informazione o della controinformazione, pronti a servire qualunque imprenditore “gaggio” volesse andare in Congo, in Kenia o ovunque si potesse sembrare informati. Cioccati nel 2002/6; cioccatisssimi nel recente 2015.  Altro che Grani schiacciato in modo impresentabile sul M5S! Altro che populista grillino! Grani e i suoi erano troppo cazzuti per un pensionato imbolsito come te.

Altro che provare ad offendere i miei collaboratori cercando di metterli in imbarazzo apostrofandoli come “spie improvvisate e velleitarie”.  Quando provavi a scuotere certezze e motivazioni profonde parlavi con un patriota (G.A.M), al servizio della Repubblica Italiana e della convivenza civile, forte e abile come ormai tu, pugile suonato, avvezzo al doppio, triplo gioco, memore solo di chi ti dovesse pagare la fatturina, non avresti mai potuto più essere.

Francese, sei un rottame dell’intelligence che ha scelto di usare il nostro progetto pensato e stilato con amore e sacrifici per Campus X (La città esterna. La città contemporanea) per farti bello con il Gruppo Veolia da cui l’ultima volta eri uscito, in fretta, con la coda fra le gambe (eri in compagnia di Aurelio Voarino che ti aveva indotto al “servizietto”) per aver cercato di proporre un tregua impossibile tra Parigi (Siram-Veolia) e Pinerolo-Roma (Sti). Parliamo della lite giudiziaria che vedeva coinvolti da una parte l’avvocato Giovanni Pontrelli (Siram) e dall’altra l’imprenditore Ezio Bigotti (Sti). Vi cacciarono da Parigi a calci in culo e difficilmente ti saresti potuto ripresentare (perfino il biglietto ti pagammo) senza una strategia e un elaborato all’altezza della complessità implicita in tale passata vicenda. E questo mentre, di ritorno da Parigi, ci chiedevi di capire, utilizzando fonti aperte e intelligenza, quale fosse ormai la situazione di immagine (anche forense) di Siram spa in Italia. Una faccia di culo francese come poche. E non mi riferisco a quello noto in tutto il mondo di B.B.Ti sei comportato come un piccolo ladro di verità e questo, nel “nostro mondo” (che non è evidentemente il tuo), è cosa gravissima, più di quanto potessi immaginare mentre perpetuavi l’offesa. Alla nostra intelligenza! Per ribadire: se chiedi scusa a Rosario Priore per quanto, in presenza mia e di testimoni, dicesti (Cazzo d’acqua) di lui e della sua dedizione investigativa, ti cancello dalla mia memoria e dal mio blog. Se non leggi Leo Rugens sono fatti tuoi. Oggi, 36 anni dopo che qualcuno uccise, nel cielo di Ustica 81 italiani, per errore o crudeltà, ti lascio una possibilità: scusarti.

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Oreste Grani/Leo Rugens

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