Ma veramente pensate che si possa affrontare la complessità insorgente guidati da uno come il leghista Stucchi?

stucchi

Perché in questo Paese il Presidente del COPASIR, tale Giacomo Stucchi, si debba presentare in TV “segnato” dal verde e non, eventualmente, dal bianco, rosso e anche il verde è un vero mistero. O forse, no! Questa cosa volgare di braccialetti verdi coordinati con fazzoletti verdi che fanno capoccella dal taschino della giacca e Alberto da Giussano, con spadone sguainato, rigorosamente all’occhiello, mi comincia a stare veramente sul cazzo da parte del presidente dell’organo più delicato tra i tanti del Parlamento Repubblicano. Organismo per ora italiano e non padano. Questo separatista antinazionale, questo eletto al Parlamento con i voti di separatisti antinazionali, questo personaggetto voluto fortemente, a morte, contro l’eventuale nomina (come da prassi doveva essere di un rappresentante del M5S) alla presidenza del COPASIR, è una continua offesa all’intelligenza nostra e a quella che dovrebbe sovrintendere alla Sicurezza dello Stato. Vedi i nostri post “LAMBERTO DINI: “IL M5S AL COPASIR È UN PROBLEMA”. PER DINI DI SICURO, NON PER LEO RUGENS“, “350.000 ACCESSI LI FESTEGGIO, IN QUESTE ORE CUPE, CON UN OMAGGIO ED UN INCITAMENTO AI RAPPRESENTANTI NEL COPASIR DEL M5S“, “OGGI È UN GRAN GIORNO: IL M5S HA CHIESTO AL CAPO DELLO STATO LA PRESIDENZA DEL COPASIR“e l’attività di quell’altro bel nemico della sovranità nazionale Lamberto Dini, senatore immortale. Come sia possibile che un settore così delicato come quello di cui parliamo sia in mano a tali personaggi (ma è così e questo ripeto deve fare riflettere su quale sia l’odio e il timore nei confronti dei rappresentanti del MoVimento Pentastellato) è questione che, non appena dovesse cadere Renzino Matteino, andrà risolta. Questo leghista, nemico teorico di quello che avanza della sovranità nazionale, alla prima occasione, deve essere rimosso quale segnale della volontà sostanziale di cambiamento dello stato comatoso in cui la partitocrazia tiene il comparto della Sicurezza nazionale. Quattro paroline farfugliate durante la comparsata alla tv di Stato sulla strage di Dacca, agghindato di verde separatista, poteva evitarsele. Colgo l’occasione per ricordare, sul tema Bengala che, solo un anno addietro, crollò, nel cuore della capitale, un edificio denominato Rana Center, facendo 1200 morti e 2500 feriti. Il Rana era un vero santuario del mondo tessile mondiale. In Bengala infatti, ormai, si fanno abiti per tutto il pianeta. A bassissimo costo. Se si esclude la Cina, il Bangladesh è il primo produttore tessile del Mondo. A bassissimo costo si trasforma e si esporta. Il Parlamento del Bengala vede il 20% degli eletti essere industriali del tessile. La presidente del consiglio dei ministri è lei stessa espressione di quel mondo industriale. I morti italiani erano tutti imprenditori del tessile. Comunque, non per questo innocente business (tranne il particolare che i capi di vestiario li paghiamo pochi centesimi di dollaro) secondo me siamo stati colpiti così selettivamente a Dacca ma, banalmente, perché, come abbiamo scritto in tempi non sospetti, tra l’Italia e il Bengala, intercorrono altri tipi di compra vendita (post “MA GLI “ITALIANI GOVERNATIVI/ISTITUZIONALI” IN BENGALA COSA FANNO?) di cui l’imbambolato, soporifero, antitaliano Stucchi sarebbe stato dignitoso che avesse dato sentore di saperne qualcosa.

Ma non si può avere tutto. Se uno ha pronta la spada di Alberto da Giussano per difendere la collettività che lo strapaga, non possiamo pretendere che sia anche armato di informazioni e di intelligenza di Stato.

Oreste Grani/Leo Rugens che lo sa che prima o poi gliela fanno pagare tanta passione patriottica

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