Erdogan vuole impiccare/sciogliere nell’acido Gulen pensatore raffinato e guida spirituale turca oggi in esilio in USA

gulen

Il 16 luglio, a golpe in corso, ho scritto che si trattava di un artifizio organizzato da Erdogan e i suoi. Nello scriverlo ho paragonato il colpo di Stato turco al trucco/provocazione dell’incendio del Reichstag da parte di Hitler quando decise che era tempo di far degenerare il nazismo.

Dopo il golpe taroccato, sono stati subito rimossi 2475 giudici! Le liste erano pronte dal giorno prima del “golpe a sorpresa”. Immaginate la felicità di un Berlusconi o di un Renzi, passando per Verdini, a poter epurare la magistratura a furor di popolo! Veramente non credete, come ho insinuato subito, che il “pacco” e il “contro pacco” sono entrambi opera di Erdogan?

Centinaia di militari da fare fuori, con le buone o con le cattive; 2475 giudici per ora arrestati e quando usciranno dalle carceri mandati a casa a fare la calzetta in quanto corporazione di potere che avrebbe potuto indebolire il nostro eroe scavando nei meccanismi corruttivi del suo cerchio magico; un po’ più di PKK da passare per le armi, grazie alla ristabilita pena di morte ma, soprattutto inventare che il colto, equilibrato, spiritualista avveduto Gulen abbia organizzato il golpe e chiederne l’estradizione dagli USA. Chi protegge Fethullah Gulen sarà considerato nemico della Turchia per cui, come vedete, i problemi per Obama peggioreranno di ora in ora fino a quando non andrà a casa. Nulla di questo golpe lo fa assomigliare a quelli del ’60,’71,’80. Mi sembra che stiano emergendo moventi sufficienti per ordire, eseguire, godere i vantaggi di questo anomalo golpe. Migliaia (oltre seimila solo ad oggi!). Se si aggiunge che potrebbe essere stato tutto pre-pensato in una logica di “ti do mi dai” con la “casta” vera dei generali che volevano più rigore contro l’ISIS (Erdogan ha il cuore che batte per i fanatici tagliatori di teste), più ferocia contro il PKK, più determinazione contro Assad, il resto è di facile interpretazione. Più difficile immaginare cosa sarà del Mediterraneo. Visioni che si contrapponevano in Turchia e che hanno fatto volare in “fumo” 1563 soldatini frastornati, qualche generaletto e, in futuro, chiunque voglia immaginare che si possa non portare il velo, essere liberi di amare chi si vuole, dipingere quadri, scrivere cronache veritiere o romanzi di avventura o, semplicemente, poesie. Addio Gay Pride, ad esempio, per chi ci tiene. Erdogan era ed è un dittatore spietato e nemico della convivenza civile. Erdogan odia più che mai papa Francesco e la politica di dialogo culturale inaugurata dal gesuita saggio esattamente compatibile con quella del “golpista” Gulen rifugiatosi, anni addietro, in USA.

Oreste Grani dietrologo come non mai.

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