Il 15 agosto del 1483 fu inaugurata la Cappella Sistina. L’8 giugno 2016 quella messicana!

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Il 15 agosto del 1483 fu inaugurata la Cappella Sistina, opera sublime del genio umano, sintesi di quanto per secoli, evidentemente, si è pre-parato nel DNA di artisti, pensatori, uomini di potere politico ed economico. Michelangelo ed altri riuscirono a stupire i loro contemporanei e per secoli da quel momento milioni di visitatori.

Dico DNA perché al DNA dell’Uomo mi fa pensare quel luogo straordinario. DNA che mi dicono sia simile a quello dei funghi porcini che come tutti sanno non sono, per ora, capaci di dipingere. Simili l’Uomo e il Porcino ma non uguali e la piccola differenza fa il capolavoro.

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Per chi non l’avesse già fatto nella sua vita consiglio di visitare, dal vero, la Sistina vera evitando di visitare la ricostruzione pensata evidentemente per dirottare turisti pigri (o tirchi!) dagli USA. Perché, se non lo sapete, ve lo dico io: i messicani, avvezzi a tagliare lingue, mani, teste e a rincoglionire gli statunitensi con droghe di ogni genere e sesso a basso prezzo hanno fabbricato, a Città del Messico una replica della Cappella Sistina che misura 27 metri di altezza, 78 di lunghezza e 36 di larghezza ed è costata due milioni di euro. Il promotore dell’iniziativa Antonio Berumen ha impiegato un team di architetti messicani, scenografi e fotografi per riprodurre esattamente l’opera. Pare che abbia avuto la collaborazione del Direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci che, pur essendo notoriamente uno scienziato di fama mondiale, evidentemente sta vivendo una stagione di autolesionismo se non di cattivo gusto.

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Oreste Grani/Leo Rugens

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