Chi ha sabotato la giunta Raggi?

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Quindi nella città di cui un losco personaggio, tra il cretino nevrotico e il vigliacchetto picchiatore con i muscoli degli altri, quale è stato Gianni Alemanno e la sua banda di criminali nazifascisti assetati di denaro e di facili scopate, ha potuto fare scempio – per anni – della meritocrazia e la competenza senza che nessuno fiatasse, compreso il suo capo della sicurezza gen. Mario Mori, i colpevoli di tutto sono quegli incapaci del M5S!!!!!!!!!

PRIMA DI LORO TUTTO ANDAVA COME UN CRONOMETRO SVIZZERO E ORA QUESTA BELLISSIMA E IMMACOLATA CAPITALE IN MANO AI PENTASTELLATI INFETTERA’ LA NAZIONE INTERA?

Si sarebbe tentati di dire: dagli all’untore o la peste grillina non lascerà nessuno in vita.

Non sto dicendo che la Raggi, lasciata sola dall’Intelligence diffusa che non ha mai cominciato a funzionare nel M5S, si sia saputa comportare nelle scelte come Ernesto Nathan, sindaco massone dei primi del Novecento, che seppe scegliere l’ingegnere capo del comune di Milano Edmondo Sanjust di Teulada quale suo stretto collaboratore vista la corruzione che lo precedeva in Roma o Mussolini stesso che per l’Esposizione Universale ebbe il coraggio di chiamare da Venezia Vittorio Cini. Con le dovute differenze, i due, Nathan e Mussolini, non si sbagliarono a scegliere due personaggi di grande statura per affrontare la complessità di Roma.

Dico, senza tema di smentita, che prima che i cinque stelle raggiungano le responsabilità negative devastanti di chi li ha preceduti, gli asini voleranno.

Era tempo che gentaccia ben identificata voleva far apparire i grillini gli “ebrei” colpevoli di ogni nefandezza. Si sapeva e andava impedito. La guerre come a la guerre. Ma forse i troppo per bene del M5S non avevano capito che scendevano in guerra.

E in guerra – è orribile scriverlo – se non ti sai difendere, spesso, ti uccidono.

Si vedeva – da tempo – come la strada venisse tracciata e come in alcuni ambienti ci si preparasse al dossieraggio che non potendolo dedicare ai dirigenti eletti dal popolo sovrano nel M5S tipo Alessandro Di Battista, Luigi di Maio e tanti, tanti altri si indirizzava verso gli eventuali fiancheggiatori o persone disponibili a sostenere la transizione ad altro. Qualcuno addirittura costruito ad hoc e poi fatto scoprire inadeguato se non ostile al Movimento.

Da mesi si sapeva che gli addetti al lavoro che vivono professionalmente in osmosi con gli ambienti che dovrebbero curare la sicurezza della Repubblica erano stati allertati per vedere di sapere se si sapeva qualcosa di “scabroso” dei nostri concittadini divenuti (a tempo determinato) la nostra garanzia contro il dilagare della corruzione e della incapacità a servire gli interessi della Repubblica.

Si sapeva ma il distratto Tofalo deve aver sottovalutato il problema. Oppure dobbiamo credere che nessuno lo abbia presentato alla Raggi a tempo debito?

Saremmo al colmo se con il denaro pubblico, invece di custodire/attenzionare i saccheggiatori del Paese o i nemici della convivenza civile (ISIS compreso) qualcuno ha passato il suo tempo a preparare frecce intrise nel curaro e trappole piene di aculei nella favorevole posizione di dipendente dell’Amministrazione e i nostri specialisti di Intelligence diffusa e condivisa non se ne sono accorti presi come erano a fare corsi/master nel luogo più improbabile del Mediterraneo cioè la maltese Link Campus dove si aggirano da decenni un sacco di brave persone ma anche (e non solo) tutti gli avanzi di una Intelligence nazionale che è stata tutto meno che utile per il nostro sgarrupato Paese.

Siamo andati quindi alla madre di tutte le battaglie (è questo che sta avvenendo nella Capitale) completamente disarmati se non, sia pur involontariamente, informando i nostri avversari confidandoci/fidandoci degli informatori dei nostri nemici

Forse sarebbe l’ora di capire cosa si voglia dire, da magistrato a magistrato, da Imposimato a Cantore, dicendo che “si è sabotata la Giunta Raggi”. I sabotatori normalmente o sono partigiani eroici o gentaccia al servizio dello straniero. Fate voi. Terzo non è dato.

Oreste Grani/Leo Rugens che continua a chiedersi se non era meglio quella sera dargli a tutti un carico di botte, prendendo sia pur metaforicamente il Palazzo piuttosto che offrire su un piatto d’argento la testa del nostro popolo già tanto vessato da questi criminali. Continuo a chiedermelo sperando di sbagliarmi sull’occasione mancata. Comunque quanto sta accadendo suggerisce di utilizzare il grandissimo consenso popolare per dargli lo stesso un carico di botte. Che, visto la feccia con cui si ha a che fare, non potrebbe certamente far male alla gente per bene.

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