Salus rei publicae, ovvero come mi preparo ad affrontare quelli che sconsideratamente pensassero di minacciarmi

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In questo blog scriviamo, in modo alterno, dal 23 luglio 2012, cose serie e… cose serie. Cioè arrogantemente ritenete di scrivere sempre cose serie? Si, solo cose serie, anche quando decidemmo di mettere scherzosamente in bocca a due famose porno star (Valentina Nappi e Tera Patrick) pensieri complessi su come le UR-Lodges massoniche infarcite di personaggi folli, avessero pre-pensato e organizzato l’apatia delle maggioranze che oggi, in mezzo mondo, consente agli oligarchi di esercitare dittature sanguinose. Cose serie e soprattutto autentiche. Non solo semplicemente vere ma autentiche e quindi dimostrabili oltre ogni ragionevole dubbio.

Questo blog, come ormai in molti sapete, nasce per raccontare cose che altri non sanno, non per fare gossip ma semplicemente in spirito di servizio e per armare i cittadini che non sempre possono sapere tutto. Così quando ho cominciato a postare un ricordo dedicato al gen. Licio Giorgeri e alla sua “assassina” Claudia Gioia non potevo immaginare di divenire, mai smentito, il primo indicizzato nel web (a cominciare da Google). Come altri personaggi che la vita mi aveva fatto incontrare e su cui aveva un senso raccontare autobiograficamente qualcosa. Persone e temi. Sui temi ad esempio, un po’ di orgoglio lo provo continuando a verificare che un argomento variegato, affascinante, complesso come “i servizi segreti”, come ci si entri (con le specifiche di AISI/AISE), quanto ci si guadagni e altre domande di questo tipo, sempre e senza nessun artificioso manipolativo magheggio  elettronico, i primi in classifica risultano essere i nostri post e le nostre considerazioni di tipo generale. Ancor prima dei siti istituzionali dedicati alla materia, veniamo noi di Leo Rugens forti/deboli della nostra marginalità ed ininfluenza. Tanto che ormai una persona altamente attendibile nel mondo della comunicazione e dell’uso sapiente delle fonti aperte mi ha detto, recentemente, ragionando di alcuni miei articoli particolarmente crudi e spietati nei confronti di cittadini che avevo conosciuto e sul cui operato mi assumevo la responsabilità di emettere giudizi, che il valore di Leo Rugens o del Il Sole 24 ore, erano per lui simili. La discriminante era l’autenticità delle informazioni, sia per l’uno che per l’altro. E così è. Se io avessi infatti scritto cazzate su Claudia Gioia, su Carmelo Sparacino detto Manuel, Massimiliano Miletti, Francesco e Giovanni Pirinoli, Edmondo Monda, Mario Traverso, piuttosto che su Alberto Dell’Utri o la new entry Aurelio Voarino, l’intera reputazione del blog ne avrebbe risentito.

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Invece, nessuna querela. Anzi, vengo contattato quotidianamente da persone che – riservatamente  -vogliono aiutarmi a rafforzare, con prove certe, quanto io affermo. Ho grandi difficoltà per la malattia e gli scarsissimi mezzi economici che ho a disposizione  (vivo sostanzialmente con l’aiuto di persone che mi stimano e che mi vogliono bene orgogliose di aiutare un bizzarro bastiancontrario come me) ad incontrare tali generosi-soccorritori nel campo delle notizie che secondo loro testimoniano e rafforzano le mie tesi accusatorie per cui tanti approfondimenti non li posso permettere di fare. Dovrò scegliere, in una “economia di guerra”, verso chi indirizzare i pochi sforzi possibili. Come a volte succede, si è affezionati all’ultimo caso di cui ci si è interessati. E l’ultimo è quello che ruota intorno alle modalità con cui Aurelio Voarino è coinvolto nel “Caso Shalabayeva” e nelle successive evoluzioni. Al caso e al suo ruolo dove è stato evidente regista di un sabotaggio al Progetto Energie  Superiori, sabotaggio che certamente non può aver fatto bene al nostro Paese e alle possibili relazioni (a prescindere da quelle che fanno capo all’ENI e alla sua intelligence) con la Repubblica del Kazakhstan.

I moventi negli atti distruttivi, soprattutto in quelli criminali, sono tutto ed io sono alla ricerca del movente/i che ha/hanno guidato Voarino nel Caso Ablyazov-Shalabayeva-Nazarbayev-Kassen – Stato Vaticano – diplomazia kazaka. Ma soprattutto cerco di capire quale siano le motivazioni per cui, per anni, un oculato (?) uomo d’affari come il datore di lavoro del nostro (parlo di Ezio Bigotti e non di altri organismi, anche esteri, che avesse dovuto servire), abbia speso denaro (tanto o poco non saprei dire) per non farsene niente. Escludendo, avendolo conosciuto, che lo abbia fatto per fini meramente filantropici. Tanti o pochi soldi, per anni (tanti), fino alle monete d’oro regalate al Presidente Nazarbayev in occasione della sua ultima visita in Italia, per vedersi fare Console Onorario (cioè niente di niente), per divenire improvvisamente spilorcio, fino all’autolesionismo, quando invece era arrivato il tempo di ricavare dei legittimi vantaggi da tale posizione a lungo comprata. Divenuti indifferenti a qualunque ragionamento civile, pacato, utile. Cosa atipica e senza apparente movente quasi fossero stati, lui e il suo reggipalle, filodiretti per mettere in difficoltà la seconda fase del Progetto “Energie superiori” perfettamente riuscito nel suo esordio al Salone del Libro di Torino, nel maggio del 2015.

Chi vi ha dato l’ordine è quello che prima o poi scoprirò. Vi hanno dato l’ordine di mettermi in difficoltà finanziarie. Hai ricevuto l’ordine di mettermi in difficoltà nell’unico modo a voi consentito, sapendo, anche fosste dei cretini organizzati (che poi alla fine potreste risultare essere tali) quanto, per mia scelta e infiniti vizi coltivati (!!????!!), sia un uomo fragile sul piano finanziario. E fragile è un vero eufemismo. Ma se questo è stato il disegno (farmi morire di inedia per ordini superiori ricevuti) dopo aver sabotato quanto con scienza era stato fatto, ci troviamo veramente di fronte a due imbarazzanti sottovalutatori di come possa essere fatto uno che non li mollerà fino all’ultimo giorno della sua o della loro vita, forte dei suoi amici, sempre più numerosi e ben informati (non scientemente e ridicolmente male informati da loro) di cosa sia accaduto sotto, dietro, sopra il Caso Shalabayeva.

Che, come dicevamo in tempi non sospetti in questo blog e ovunque ci sia stato permesso di farlo, è tutto meno che chiuso. Almeno per me/noi. Se avete i coglioni (scusandomi con le signore per il maschilismo implicito nell’espressione di sfida), venitemi sotto. Ma come sanno quelli che sanno di queste cose, se uno il coraggio non lo ha, non se lo può dare. Anche se dorme protetto dalla security degli alberghi a 5 stelle di Via Veneto antistanti l’ambasciata USA, se si fa accompagnare dall’autista in via Bissolati 20, cioè a trecento metri da dove dorme, nella zona più militarizzata di Roma, se prende voli per sparire nella “sua Torino” per andare ad aggirarsi, la domenica, a comprare cimeli napoleonici per mercatini. O forse, vista l’aria che tira, a venderli. Cimeli napoleoni e massonici.

Difficile farsela, per quel damerino di Voarino (fa anche rima) con uno (il sottoscritto) che vive in uno dei quartieri più malfamati della Capitale, dove oltre che dall’Arma dei Carabinieri, sempre amica e affidabile, paradossalmente è vigilato dalla criminalità che,ombrello protettivo atipico, controlla, palmo a palmo, il territorio per i suoi interessi illeciti. Io dormo non solo il sonno del giusto ma anche un sonno super sorvegliato. Non so gli altri.

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Ma noi la sfida, quella vera e all’ultimo sangue, l’abbiamo lanciata alle Claudia Gioia e agli Aurelio Voarino, nell’amica rete ed è lì che li aspettiamo al varco, sereni del fatto che tutto quello che di male di noi si doveva dire è stato già detto a suo tempo. Io ho una pessima reputazione come ho scritto nel post 16°/LA CALUNNIA – UN TIPO POCO RACCOMANDABILE  per cui sono un uomo pericoloso ma per i traditori del mio Paese e della mia gente; gli altri, Voarino in testa, sembrano essere delle persone per bene. Vediamo alla prova dei fatti e con testimone il tempo, come va a finire.

Sentite a me, più facile fottere colossi come Siram/Veolia, quel fuscello dell’avvocato Giovanni Pontrelli, la Regione Sicilia, l’Agenzia delle Entrate (e quindi la Repubblica Italiana) che mettere in scacco un oscuro signore spregiudicato e con tanti scheletri nell’armadio ma innamorato dell’idea che il Popolo è sovrano e che il M5S, pur con i suoi limiti, si fa portatore di questa certezza costituzionale. Oscuro e anziano signore innamorato dell’interesse superiore della Nazione e pronto, in nome di questo interesse, ad agire anche in un ambito (quasi tutti) di illiceità sottraendo documenti, falsificandone altri, violando domicili privati, sedi diplomatiche di altri stati, intercettando comunicazioni telefoniche, corrompendo fonti a tutti i livelli per avere informazioni. Cose “non bagnate” come si dice negli ambienti a lungo frequentati da Voarino, il quale però deve aver frainteso, quando la stagione pollariana era al suo massimo spendore e copertura di tutti e di tutto, quanto fosse “consentito fare” dimenticandosi il dettaglio che tutte le operazioni descritte (ed altre) si dovessero compiere a vantaggio esclusivo della Repubblica Italiana, mai dei propri interessi personali (soldi, soldi, soldi e fica, fica, fica) o peggio di Paesi terzi.

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Perché, altrimenti, in questo ultimo caso, si sarebbe chiamato spionaggio. Reato, sia pur difficile da dimostrare in quanto quasi metagiuridico, ma che, se dimostrato, porta dritto-dritto in galera. A volte anche per non poco tempo.

Vediamo – ripeto – come va a finire questa storia che consiglio ai miei pochi lettori di non ritenere privata.  Ne tantomeno conclusa con un “chiedere”. Chiedere a chi, cosa, quando, come, perché ?

Cittadino Oreste Grani in arte Leo Rugens

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