… tanto da rimetterci la vita

Oggi, 23/9/2016, ho nostalgia di “giustizia giusta” come amava chiamarla il complesso pensatore politico Marco Pannella, per cui ribloggo questo post nella speranza che quanto prima i fatti mi leniscano il sentimento.
Oreste Grani/Leo Rugens

Leo Rugens

Palio di Siena

Nel post (PERCHÉ ESSERE (STATO) AMICO DI STEFANO BISI POTREBBE DIVENTARE SEMPRE PIÙ SCONVENIENTE?) che tanto successo di lettori sta avendo  (ovviamente soprattutto a Siena grazie agli accessi canalizzati verso Leo Rugens provenienti da ereticodisiena.it/2015/12/31/auguri-danteschi-sapia-emblema-della-senesita-e-record-di-ps/ e da scoop.it/t/monte-dei-paschi-di-siena) ho fatto riferimento al “metodo” denominato M.O.C.C.I. (Modello Operativo Criminalistico Criminologico Investigativo) messo a punto dal professor Carmelo Lavorino. Ho scelto M.O.C.C.I per un problema valutativo e, passatemi il termine, anche “affettivo”. Valutativo perché è un metodo ad altissimo tasso di scientificità che, se applicato, difficilmente non consentirebbe di trovare “il criminale”. Il perché “affettivo”, se permettete, sono fatti miei.

MPS-Monte-Paschi-di-Siena

Partiamo dalla considerazione di tipo generale che ubi societas, ibi jus. “Ubi” nel senso di “dove” e non “Ubi” quale Unione bancarottieri italiani. La precisazione perché trattandosi di un caso in cui potrebbe essere anche implicato un ex presidente dell’ABI non vorrei che qualcuno, preso dall’entusiasmo, prendesse fischi…

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