Un rizoma (che nulla prova) tra il servitore infedele dello Stato Pierpaolo Tondo, la senatrice Dorina Bianchi e il Ministro di Polizia Angelino Alfano

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Esce su “Lecce Prima” un pezzullo che attira la mia attenzione e che mi sono andato a scovare grazie alla segnalazione di un amico affettuoso, memore evidentemente di alcuni miei difficili e dolorosi (per le conseguenze) trascorsi dovuti alla “mala lingua” della senatrice Dorina Bianchi.

Il pezzo, per feroce campanilismo “Lecce Prima” (appunto) viene dedicato a tal Pierpaolo Tondo in quanto salentino doc e già assessore al bellissimo Comune di Otranto.

Questo Pierpaolo Tondo, a quanto si apprende dalle sante e amiche fonti aperte, ha ricoperto, negli anni, vari incarichi e in più diverse articolazione in cui si innerva l’amministrazione della cosa pubblica. Persona capace e di vasta cultura se è riuscito ad essere assessore, come detto, ad Otranto, funzionario di una notissima (!!!!) “Unità verifica degli investimenti pubblici”, non so cosa al MISE o non so cosa nello staff della sottosegretaria – a me carissima – Dorina Bianchi (quella sfegatata sostenitrice, in accordo con il Ministro di Polizia, Angelino Alfano, della non più differibile necessità di unire la Calabria e Sicilia, con un innocente e frugale “ponticello sul fiume dei guai”). Comunque, duttile, questo Tondo se non, addirittura, profondo conoscitore di come si amministra questa nostra complessa Repubblica. Duttile e di multiforme ingegno ma debole nella carne, secondo quanto dicono i magistrati inquirenti, tanto che l’accusa e di aver ricevuto anche favori femminili in un albergo a Milano, tutto a spese dei concussi/corruttori di turno.

Disponibile ai trasferimenti, lo avrei definito, nelle note caratteristiche, quando valutavo il personale da “spedire” in altra sede rispetto a quella di residenza tradizionale, ma non fermo sui principi.

Tondo si è fatta l’Italia a “tutto tondo” e, alla fine, pur millantando (così dicono quei curiosoni dei magistrati) per opere pubbliche sulla piazza di Milano, la GDF (che lo attenzionava), lo vede, il 27 gennaio 2015, in Galleria Alberto Sordi (accogliente struttura architettonica a due passi da Palazzo Chigi, dalla Camera dei Deputati, relativamente vicina al Senato della Repubblica e certamente vicina a Piazza Capranica) in compagnia di tale Alessandro Ranieri, bresciano indaffarato (e qui torna la Lombardia) e, cosa imbarazzante, se risultasse vera, di un alto ufficiale della stessa GDF, il gen. Fabio Migliorati.

cruciani

Che Paese dove si ammischia di tutto per quel solito carburante volatile, ma concretissimo, che sono i soldi e i pompini? Come direbbe alla Zanzara, lo sboccacciato conduttore.

Infine, una considerazione a latere di quanto il text mining segnala e abbina.

Non si spara – per luogo comune, per spirito umanitario e per buon gusto quando l’espressione ha significato metaforico – sulla Croce Rossa ma su Dorina Bianchi, sììììììììììììììììììììììì.

Nel caso fosse oltre che medico, “crocerossina”.

Sì, vigliaccamente, da soggetto pericoloso quale sono, da non frequentare secondo gli ambienti legati all’agente Betulla, al secolo Renato Farina, che sussurravano, a mio discapito, all’ingenuotta (?) senatrice, ho deciso di sparare su Dorina Bianche ora che chi di dovere (esistono anche servitori dello Stato per bene) ha messo sotto attenzione (e non da oggi) il suo collaboratore Pierpaolo Tondo. Io, malignamente, comincerei a non mollare questo rizoma che unisce alcuni ad altri, memore del vecchio adagio “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”. E, diciamolo, la Bianchi, pur non essendo il mio tipo, un po’ gattina, negli anni giovanili, poteva, per fattezze e stile di vita, apparire esserlo.

Gatta sensuale e femminile, certo. Ladra e malandrina non potrei mai dirlo come lei, viceversa, nella Primavera del 2012, ai miei collaboratori, disse di me.

Ma questa è la differenza, ormai accertata, tra lei e chi continua a chiederle pubblicamente e inutilmente il nome di quel traditore delle istituzioni repubblicane che mi diffamò.

La magistratura inquirente, senza tema, ha seguito, in un’inchiesta complessa (decine di indagati e soldi significativi che sono stanco di sentire chiamare mazzette) un trio che deve far riflettere gli addetti ai lavori (se ancora ne esistono) dell’informazione.

Ricordando che, ad esempio, tutto il casino (vero) intorno a Berlusconi e i suoi troppi vizi bunga-bunghiani, nasce da intercettazioni fatte, dalle parti della sensualissima terra pugliese, per altri motivi di legge, ma che da un “Tarantino” ad un altro, fecero emergere questioni che io ancora, ultimo dei “moicani”, chiamo di sicurezza nazionale. Perché tale considero far violare la residenza del Capo del Governo, perché gentarella e gentaccia – di tutti i tipi – gli organizzassero, a domicilio e in presenza di testimoni, lavoretti fatti da ragazze dalla bocca disponibile.

Così come ritengo che sia altrettanto gravissimo far trovare in camera, a Milano, bocche altrettanto disponibili, per sollazzare questo oscuro funzionario “dello Stato” (come si chiama uno che viene mensilmente retribuito con il denaro della Repubblica?) che non solo si ritiene interferisca con la spesa pubblica ma lo fa incontrandosi con il generale della Guardia di Finanza, Fabio Migliorati. Che, sono certo, era lì per incastrarlo, in veste di investigatore, coraggioso e raffinato!!!!!!!!!! ???????????!!!!!!!!!!!!!!!!

Comunque, storia più interessante di come potrebbe apparire ad un primo esame. Denaro pubblico, i soliti infedeli non servitori dello Stato, una busta gialla (ben inquadrata e documentata fotograficamente da chi svolgeva il pedinamento), con l’intestazione – leggibile – sul retro, Ministero di Giustizia – Capo di Gabinetto e un rizoma certo, sia pur non provante alcunché, con la Regina del Valzer partitocratico, Dorina Bianchi.

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Cara Bianchi, in queste ore che cominciano a farsi sempre più difficili per lei e per i suoi spezzoni politici (mi sono perso a quale lei ormai appartenga), certamente partitelli parassitari non più destinati, fino alla sua morte, a tornare al governo della Repubblica, non solo le ricordo le forme e la sostanza con cui era stata accolta, presto la mattina, negli uffici a Palazzo Cenci ma le ragioni di chi nulla le aveva fatto di male se non (come ormai mi è certo) averle svelato la gravità di quanto era sotto inteso allo “scandalo Sistri”, ai fratelli Stornelli e ad altri dirigenti Finmeccanica.  Ho il ricordo certo di averle spiegato dandole ampia documentazione ragionata di come il Sistema sistri se fosse entrato in azione, avrebbe dato grande fastidio prima di tutto alla criminalità organizzata calabrese e siciliana, la stessa che ha brindato quando lei per prima (calabrese) e poi il suo interlocutore preferenziale nel Governo, Angelino Alfano (siciliano) e in ultimo il da voi puntellato, in Parlamento Matteo Renzi, avete annunciato che il Ponte sullo Stretto di Messina si farà.

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Voi (lei e Alfano) siete destinati ad uscire di scena, a meno che non troviate il coraggio di organizzare un golpe armato (ma lei con i suoi … e  i suoi tacchi a spillo non ce la vedo e tanto meno il Ministro di Polizia) contro il risultato elettorale che uscirà dalle urne non solo il 4 dicembre ma quando finalmente si andrà a votare. Le stelle saranno tante, milioni di milioni e, come recitava quel “carosello”, la stella di Beppe Grillo “(invece che di Negroni) vuol dire qualità. E per sapere che fine lei farà, quando il cielo sarà nuovamente repubblicanamente stellato, basterebbe chiedere a Grillo, Di Maio, Di Battista cosa pensano di lei e di Angelino Alfano. Temo peggio di quanto io pensi di voi. Il che, è tutto dire. Buona giornata, Dorina la gattina e buonissima giornata, a tutto tondo, al già stretto collaboratore di Angelino Alfano quando, da avvocaticchio, lo misero a fare il Ministro di Giustizia a Via Arenula. Tondo gli era consulente “economico” vizio (quello di fare economia facendosi pagare le pompe con i soldi degli imprenditori  concussi) che evidentemente ancora non gli è passato. Quello di intendersi di economia di corrente. Ma a quale “corrente”  (se non il proprio conto) appartiene questo Pierpaolo Tondo? Dalle tracce elettroniche nel web, sembrerebbe quella di Dorina Bianchi e di Angelino Alfano.

Ma vi rendete conto come sta messa l’Italietta nostra?

Oreste Grani/Leo Rugens che oggi se la rischia più del solito.  Ma perché se uno non se la rischia alla mia età quando (anche grazie a Dorina Bianchi) non ha nulla da perdere, quando se la deve rischiare?

Aggiungo (oggi, signore e signori, su questa pubblica piazza, mi voglio rovinare) perché non ci siano dubbi di nessun genere, digitate nel web “Leo Rugens-Dorina Bianchi” e capirete da quando e come la pensiamo così come ci siamo permessi di ribadire oggi che abbiamo superato – indenni – i 500.000 accessi. In qualche modo dovevamo festeggiare. Potevamo scegliere tra Aurelio Voarino e Dorina Bianchi. Tirata la moneta è toccato (croce) alla gattina (tanto va la ….) Dorina bianchi. Domani, era testa, senza aggiungere altro, toccherà ad Aurelio Voarino e al suo amico francese.

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