A dieci giorni dal voto negli USA sappiamo già quale sarà il risultato: tempeste, burrasche, tornado

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Qualche mese addietro devo aver pubblicato un post che raccontava di un presidente degli Stati Uniti D’America (Warren Gamaiel Harding), molto amato in vita che lasciò, alla morte avvenuta il 2 agosto 1923, addolorata la cittadinanza di gran parte del Paese.

Devo aver anche raccontato che, alla lunga, viceversa, il dolore si trasformò in disprezzo e disgusto.

Per quasi dieci anni dopo la morte di W.G.Harding, davanti alle commissioni congressuali e poi ai tribunali, ci furono rivelazioni scandalose sui funzionari della sua amministrazione. Si venne anche a sapere di una serie di relazioni amorose che nessuno avrebbe sospettato ma soprattutto la Banda dell’Ohio (così finì per essere definito il suo staff) fu indagata e storicamente interpretata tanto che alla fine di questo periodo non pochi affermarono che probabilmente, Harding “non avrebbe mai dovuto essere presidente“.

Attenti quindi a questo raccontino semistorico: mentre Mussolini andava al potere, Lenin e Stalin consolidavano il loro in URSS dedicandosi al così detto terrore (il primo di tanti ), si preparava il Nazismo in Germania, il Franchismo in Spagna, il Salazarismo in Portogallo e via così in mezzo mondo, negli USA saliva al potere gente come Harding e la sua “gang dell’Ohio”.

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Pentirsi (non avrebbe mai dovuto essere presidente) come in molti poi fecero in questo campo serve a pochissimo perché il Presidente degli Stati Uniti d’America, anche se in un mondo diverso e 100 anni dopo, è sempre uno che qualche cazzata ha il potere di farla.

Ci eravamo permessi di dire che, con le dovute differenze, ci troviamo di fronte ad una tipica alternativa del Diavolo: morti e feriti in un caso (Hillary Clinton); morti e feriti nell’altro se prevalesse il biondastro Trump.

Banalmente (in questo Barak Obama ha certamente mancato) non si doveva arrivare stretti nella scelta di un’anatra zoppa (così, piena di scheletri nell’armadio, mi appare la Clinton prima ancora di insediarsi) e di un tipo inadeguato alla complessità del Mondo come mi appare Donald Trump.

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Perché il Mondo appare ancora più complesso che alla vigilia degli “ismi” degli anni ’20 per cui, direi, senza ombra di possibili smentite, che il Tempo politico-metereologico si mette a tempesta. E-mail più o meno compromettenti. Che la signora sia cresciuta e si sia strutturata politicamente in un periodo in cui quello che faceva per farsi i fatti propri e quelli della sua famiglia acquisita fosse eseguito senza pudore alcuno (sia in campo sessuale che d’affari), è ovvio. Quanto lo fosse spregiudicata e arrogante si vedrà ma per ora mi sembra una minaccia sul mondo intero il fatto che, a voto in corso e a 10 giorni dall’apertura ufficiale delle urne, la mitica FBI si metta ad aprire un’inchiesta su quanto la signora sia una persona pericolosa per la Sicurezza interna degli USA e così facendo aprendo il sipario su l’imperscrutabile. Questa indagine è la prova della gravità della situazione e della posta in gioco.

Pensiamo a come si metterebbero le cose in tutto il resto del Mondo se si avesse la prova che la futura Presidentessa è una donna tutta incentrata su di se, sul suo denaro, sul suo potere e per nulla affidabile per quanto riguarda l’essenza del Giuramento alla Nazione che, se eletta, l’aspetterebbe il 22 gennaio 2017.

Bruttissima situazione ormai con sotto a tutto questo teatrino il sistema urlogistico trasversale democratico-repubblicano che ha sostenuto, a suo tempo, il marito Bill.

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Parliamo di nevrotici esaltati (molti anche drammaticamente invecchiati e incattiviti) convinti di avere la missione massonica di dover tenere le masse profane  in loro soggezione. E da quelle parti non parliamo di quattro esaltatini alla Stefano Bisi e il suo compagno di merenda Denis Verdini. Parliamo dei veri padroni di Michael Ledeen che, per capirsi e ricordarvelo, è uno dei pupari di Matteo Renzi.

In queste ore, negli USA, si muovono, latomisticamente parlando, i capi della Massoneria mondiale, molti (quasi tutti) di loro portatori di una visione miope della geopolitica mondiale tutta indirizzata ad alimentare conflitti più che a risolverli.

Quando era Segretario di Stato, la Hillary ha risolto pochissime situazioni anzi, durante il suo potere (notevolissimo), si videro crescere un numero imbarazzante delle premesse diplomatiche utili allo spargimento di sangue attuale, sottomissione antidemocratica diffusa delle masse, apatia per tutti se il sangue non fosse dovuto bastare ad incutere paura e a determinare ubbidienza cieca.

Nulla negli ultimi venti anni è stato fatto per evitare ciò che è in essere e i Clinton, moglie e marito, c’erano. E avevano già soldi e potere. Per intendersi lui non è stato un Theodore Roosevelt e lei tantomeno sembra essere una Anna Eleanor Roosevelt anche se, ipocritamente, la cita ammirata.

Tempi cupi quindi a prescindere da chi sarà eletto.

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Tenete conto che la situazione deve essere veramente complessa perché, ad esempio, come ebbi modo di dire in altro post, a uno come Harding fu risparmiata l’umiliazione di una denuncia pubblica.

Invece, non lo sottovalutate, non solo l’FBI dice di aver cominciato la sua ulteriore indagine, ma Donald Trump è pronto a denunciare la signora Clinton.

Anzi, dice una cosa bizzarra, anche per un tipaccio come lui: “…se divento presidente, la faccio arrestare!!!!!!“.

Non mi sembra un buon inizio per il Mondo che è già insanguinato a sufficienza e che potrebbe veder moltiplicare le Siria con un ritmo insopportabile. Fino a divenire, come a Dresda durante la Seconda Guerra mondiale, tutto un pianeta pervaso da un solo incendio inestinguibile.

Sì, è certo, arriva vento di tempesta che soffia su fiamme alimentate dalla grettezza e dalla cupidigia. Venti che che nessuno sembra in grado di riportare dentro gli otri e di controllarne la libera feconda circolazione. Uragani più che venti leggeri utili alla convivenza e alla prosperità di tutti, nessuno lasciato indietro.

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E gli Usa, come si sa, di uragani si intendono ma di brezze mediterraneo-meltemiche, ne capiscono poco o niente.

Così a me, all’inizio dei dieci giorni che potrebbero sconvolgere il mondo,  sembra stia la situazione.

Ma io, come è notorio, non sono nessuno e tanto meno un esperto americanista.

Oreste Grani/Leo Rugens

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