Alta Scuola di Formazione per l’Intelligenza dello Stato: è arrivato il tempo di parlarne

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Dalila come tutti sanno, con la sua capacità seduttiva e spregiudicata nell’arte erotica, secondo la leggenda biblica, è stata femmina fatale per gli Israeliti che per molti anni dovettero rinunciare alla loro libertà soggiogati dai Filistei.

Dalila che seduce e inganna Sansone viene tramandata come avventuriera e manipolatrice, pronta a carpire “a letto”, agli uomini “deboli”, i segreti che detengono. Persino Sansone, dotato di un’incredibile forza fisica, ne rimane vittima. Innamoratissimo della bella spia, finisce per confessarle che il segreto della sua forza erculea risiede nei capelli. In congiura con i Filistei da cui veniva pagata, seguendo un piano che da tempo aveva messo a punto, durante una delle loro notti infuocate, Dalila taglia la miracolosa capigliatura dell’eroe israelita. Sansone ovviamente perde la forza e fallisce nella sua missione di liberare Israele.

Dopo e prima di Dalila gli uomini che custodivano segreti hanno ceduto alle lusinghe di non poche femmine fatali. Nei secoli, nel mondo dei servizi, è stato difficile uscire dallo stereotipo di quelle che carpivano solo informazioni “mettendo le mani addosso agli uomini o facendosi smaneggiare”.

Nei secoli, nel mondo dei servizi, c’è stata una costante tendenza alla “discriminazione” che solo da pochi anni si può in parte considerare superata.

Io che ho amato (come figura storica!!!) Geltrude Bell e tante altre donne d’ambiente, come ho già testimoniato nel post PERCHÉ QUALCUNO DIGITA NELLA RETE “DORINA BIANCHI SERVIZI SEGRETI”? DIRETE VOI: PERCHÉ VUOLE AVERE LA CONFERMA DI UN MORMORIO O DI UN SOSPETTO che vanno considerate delle vere fuori classe nel settore, penso che sia arrivato il tempo, per motivi complessi da descrivere in questo post (ritengo che ci sarà entro due anni una vera e propria epurazione nel settore dell’Intelligence e della Sicurezza Nazionale), di immaginare al vertice del coordinamento delle Agenzie (Aisi-Aise) una donna colta e capace di cominciare, tra le altre priorità, il processo di liquidazione di questo approccio dicotomico (dentro e fuori) obsoleto e dispendioso. La razionalizzatrice (coadiuvata da altre figure in ruolo consulenziale anch’esse prevalentemente di sesso femminile), come si vedrà, è già in organico (così immagino con un po’ di fantasia) ma tenuta dall’ambiente fortemente maschilista ancora in ombra. Non ci sarà bisogno di essere una scrittrice di novelle come la signora Stella Remington, già direttore generale dell’MI 5 o come l’altra britannica con grandi responsabilità nell’Intelligence a servizio della Regina Elisabetta II, Lilian Pauline Neville-Jones che oltre ad aver diretto lo strategico Joint Intelligence Committee è stata anche il governatore della BBC ma basterà avere formazione transdisciplinare e amor di patria a strafottere. 

Dettaglio questo a conferma di come la cultura e la capacità di lavorare sui fenomeni complessi dovrà essere il criterio di scelta. Tutto dipenderà comunque da chi sarà il futuro Capo del Governo e come si risolverà il problema di un COPASIR debole come solo può esserlo un luogo guidato da un leghista/separatista come mi sembra che fosse, fino a qualche anno addietro, il buon Stucchi. Non cattiva persona ma in vero imbarazzo (o almeno così dovrebbe essere) quando si parla degli interessi nazionali.

Che per anni in lui si sono sovrapposti a quelli della Padania.

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Dicevo quindi che al vertice del DIS, al momento opportuno (quando cambierà l’indirizzo governativo), andrà un donna e che questa donna, è bene che lo si sappia, dovrà cominciare a mettere in liquidazione forzata tutti i doppioni e entrare nel merito di tutti gli sprechi fino ad oggi perpetuati in un settore nevralgico come quello dell’Intelligence che in futuro auspico sia, a tutti gli effetti, culturale, ubiquo, partecipato, diffuso. Perché questo è il futuro del settore. Il che vuol dire che dovranno aumentare gli investimenti. Anzi dico che si dovranno spostare per la sicurezza del Paese, in tempi di guerra tra la gente, miliardi (capito cosa ho scritto?) necessari a far fare il salto paradigmatico al settore.

Tagliare gli sprechi quindi non vuol dire diminuire il budget ma semplicemente tagliare i viveri ai parassiti e ai doppiogiochisti. Tanto, se sono tali, i soldi li prendono già da altri.

Far fare un cambio paradigamatico al settore vuol dire sviluppo di processi formativi e ingaggi di intelligenze nelle Università di tutto il mondo dove l’amore per l’italiano, quarta lingua studiata e il patriottismo sano di migliaia di intelligenze costrette ad allontanarsi dalla loro gente, vanno riavvicinati con grandi mezzi economici e fatti divenire loro stessi promotori (ripeto con grandi mezzi economici) di luoghi di pensiero e di capacità di interagire (se non addirittura influenzare) il corso degli eventi umani.

Bisogna spendere bene i soldi dei contribuenti e non per mantenere mezze cartucce abili solo a coprire business spesso illeciti o veri e propri guadagni di Maria Calzetta per il nostro Paese che, proviamo a non dimenticarlo, è il vero “datore di lavoro” per chi lavora per esso. E non il direttore del servizio di turno che chiama a se i suoi, a tempo determinato, a trarre il massimo vantaggio dalla posizione felicemente ricoperta.

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La coordinatrice dell’Intelligence italiana del prossimo decennio deve saper riaprire gli Istituti di cultura all’estero e imporre (avete letto bene) al Governo investimenti significativi in merito.

Perché una tale figura possa imporre al futuro Capo del Governo una nuova economia destinata alla Sicurezza nazionale (rafforzando le cifre e questo lo riscrivo, ancora una volta, a scanso equivoci che mi volessero spacciare per un “liquidatore”), si deve decidere quanto prima che la capessa del DIS risponderà esclusivamente al Presidente della Repubblica e che questo legame fiduciario sarà sancito davanti al Popolo sovrano. Giuramento al Quirinale e soldi a sufficienza per almeno rispettare la classifica già disegnata dalla nostra bellissima e articolata lingua e dalla nostra cultura.

Quarta la lingua, primi nel Mondo, senza ombra di dubbio, per complessità e retaggio culturale.

Si può raggiungere tale ambizioso obbiettivo (l’Abbazia di Farfa Sabina aveva ambasciate in tutto il Mondo!), facendo spuntare il denaro copioso di cui ho fatto cenno necessiterà l’Intelligence, anche da spese che il Capo dello Stato, primo patriota, taglierà drasticamente partendo dai costi sterili che attualmente si sostengono per il mantenimento della macchina quirinalizia.

Ma veramente pensate che la raccolta dei pinoli della Tenuta di Castelporziano serva minimamente a prevenire il deterioramento delle periferie dove, invece, è certo, si annideranno i complici dei nemici della Repubblica e della convivenza pacifica tra le genti di diverso sentire religioso?

Veramente pensate che 297 corazzieri servano minimamente ad avere occhi e orecchie a Beirut, a Djerba la Dolce o in Nigeria dove mi risulta che neanche riusciamo a dare seguito (nonostante lo strapotere dell’ENI) ad un progetto quale è quello denominato BRISIN (vedi post DELLA NIGERIA – CUORE STRATEGICO DELL’AFRICA – E DEI NIGERIANI A CHI VERAMENTE INTERESSA?ABBIAMO BISOGNO DI UNA SICUREZZA CERTA NON DELL’ILLUSIONE DELLA SICUREZZAMA È MAI POSSIBILE CHE UN TALE PARADOSSO (ACCOGLIAMO DEI NIGERIANI QUANDO IN NIGERIA NON RISULTA ESSERCI L’ANAGRAFE) NON ABBIA RISPOSTA?) per la realizzazione dell’anagrafe elettronica degli oltre 200 milioni di nigeriani, progetto pare, da anni, assegnato a interessi italiani?

Veramente pensate che gli oltre 896 super pensionati che ancora vivono agiatamente dopo aver fatto i dirigenti o i collaboratori o i maggiordomi al Quirinale servano minimamente ad avere contezza di come la criminalità organizzata si porrà rispetto alla situazione in cui il Paese si troverà a vivere se si dovesse chiudere anche uno solo dei tre ombrelli (…) che ad oggi lo proteggono dalla pioggia di attentati che invece colpiscono gli altri Paesi europei?

Veramente pensate che l’organico che di seguito descrivo (potrebbero esserci cifre diverse per differenza ma di poche decine da quando furono censiti da Stella e Rizzo) 297 corazzieri, 254 carabinieri (109 in servizio a Casteporziano), 213 poliziotti, 21 vigili urbani, 16 guardie forestali e Guardie di Finanza per qualche altra decina possano avere una reale capacità di contrasto a chi volesse destabilizzare ulteriormente le nostre terre?

Alla fine si era arrivati a contare, sotto Re Giorgio I, detto il Napoletano, tra poliziotti, carabinieri e altri uomini di scorta provenienti da vari reparti ed “agenzie” 1086 uomini. Dove sono stati i vantaggi riscontrabili per la Repubblica?

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Tutta roba inutile perché nessuno, sotto il re Giorgio, faceva niente di riconducibile realmente alla Sicurezza Nazionale finalità che non era certamente negli interessi del signor Napolitano come ancora oggi è evidente nelle sue scelte politicamente faziose, tutte a sostegno di consorterie che vengono a loro volta filodirette da poteri ur-logisti allocati in altro luogo che “in Patria”.

Tutta roba inutile ma costosa che, ancora oggi, con effetti domino, drena risorse che sarebbe utile (così sarà) destinare alle Strutture di Intelligence Riformate quando assisteremo al “grande cambiamento”. Riforma/rifondazione che dovrà essere laica, radicale e definitiva.

Intendendo per laica una capacità di commisurare le decisioni del “servizio” esclusivamente sulla qualità dei fini e sulla congruenza dei mezzi per raggiungerli.

Intendendo quindi per laica una capacità politica di saper organizzare un processo formativo che invece di affidare la fucina addestrativa ai nemici dell’Utopia che con la scusa di volersi/doversi attenere solo a ciò che è fattibile finiscono per difendere esclusivamente “quello che si fa”, sappia scegliere utopisti del “comparto”, patrioti critici dello stato delle cose per divenire loro per primi (è questo il ruolo culturale rivoluzionario) forza propulsiva che muove la storia. Perché lettori miei affezionati senza gente che proverà a muovere “la storia”, l’Italietta quella che è resterà se non peggiorerà. Difficile ma – come si dice – al peggio non c’è mai fine.

Senza una rivoluzione culturale la Sicurezza dello Stato sarà lasciata, paradossalmente, in mano ai nemici dello Stato, gente troppo spesso complice anche (e non solo) della criminalità organizzata perché dietro quello che si fa (guai a cambiare!), come si sa e ho più volte detto ed oggi lo ribadisco, c’è la conservazione di interessi particolaristici, di privilegi (e dove si riscontra oggi il merito nei servizi?), di abitudini inerti, di giochi illeciti.

L’istituzione dell’Alta scuola di formazione per l’Intelligenza dello Stato è il compito che suggeriamo al cittadino parlamentare Angelo Tofalo qualora volesse continuare a dedicare la sua attività politica ad un settore tanto delicato e, in quanto delicato, strategico.

Senza una adeguata Scuola sarà difficile (se non impossibile) dare risposte alla domanda sempre più diffusa e urgente di legalità e di sicurezza, di stabilità sociale e politica, di tutela delle istituzioni repubblicane dalle minacce che solo apparentemente sono divisibili in modo puerile esterne e interne ma come si vedrà sempre di più sono una sola cosa. Minacce articolate e complesse ma da non più fronteggiare con una logica da “dentro e fuori”. Questa dell’unificazione è la primissima scelta governativa da fare in materia di sicurezza e di intelligence non appena le urne dovessero sancire che a guidare il Paese ci andranno le donne e uomini voluti dalla maggioranza degli Italiani scelti fra i cittadini autorganizzatisi nel M5S.

Così almeno noi auspichiamo.

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Per rifondare il comparto e per rafforzare il legame tra cittadini e Intelligence (e quindi la Strategia di Sicurezza Nazionale) ci vogliono decisioni che vanno prese ora, in tempo, evitando le ingenuità che sono state commesse a Roma dove la vittoria certa avrebbe dovuto far preparare, mesi prima, un “governo ombra” (paradossalmente capace di operare in piena luce) che avrebbe dovuto “cominciare a governare la Capitale” prima ancora di essere formalmente chiamato dai cittadini al compito.

Tofalo ha l’onere e l’onore di non commettere le stesse ingenuità della collega Raggi.

La vittoria del M5S è certa e questa certezza obbliga a non tradire la “freccia lanciata ormai nel futuro”.

Chi ha tempo, come insegnavano i nostri anziani (e io a 70 anni lo sono) non aspetti tempo.

Scelte al femminile quindi, per amor di Patria.

Oreste Grani/Leo Rugens sempre primo in classifica nei maggiori motori di ricerca se si pongono alla rete quesiti intorno all’Intelligence e a come ci si può onestamente avvicinare all’AISE/AISI per servire la Repubblica.

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