Come un pezzo di formaggio assistito dai topi – Pompeo De Angelis

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Siamo in 50 mila in Italia e determiniamo un giro d’affari di 2 miliardi l’anno. Siamo i dializzati. Giuseppe Vanacore, direttore nazionale dell’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati) ha dichiarato che la grande cifra “inevitabilmente stuzzica l’appetito e l’interesse dei settori malavitosi, soprattutto nelle regioni meridionali”.

Provo ad accennare alla situazione in Umbria in cui sono sottoposti a dialisi 808 persone di cui 722 in centri ospedalieri e 86 in casa assistiti con la tecnica cosiddetta peritonale. Nella ASL Umbria1, i centri ospedalieri che effettuano l’emodialisi sono 6 (Perugia, Assisi, Castiglione del Lago, Pantalla, Branca, Città di Castello) e curano 401 persone; nella ASL Umbria 2 i centri ospedalieri sono 5 (Foligno, Spoleto, Terni, Amelia, Orvieto) e curano 321 persone. La dialisi, in questi centri, consiste in tre trattamenti settimanali di circa 4 ore ciascuno per 52 settimane l’anno. In questa memoria non mi soffermerò sui casi delle terapie peritonali.

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Anche in Umbria, l’emodialisi “inevitabilmente stuzzica l’appetito e l’interesse” degli speculatori in agguato, data l’entità della cifra in gioco. Il giro di affari è di circa € 45.052.800 l’anno. Ogni persona in dialisi in UMBRIA costa alla Sanità pubblica € 62.400. La spesa si moltiplica per anni di seguito fino alla morte del paziente. Io, che costo € 62.400 l’anno, da sei anni, lancio un avviso e un allarme, perché vedo intorno alla mia malattia agire gli speculatori e coloro che sprecano il denaro per incapacità amministrativa o per superficialità burocratica nelle direttive e nei controlli. Mi sento come un pezzo di formaggio assistito dai topi.

Pompeo De Angelis

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