Hillary Clinton e Donald Trump: due amorali bugiardi, l’un contro l’altro armato, si preparano al duello finale

kennedy

C’è chi dice che il blackout democratico dell’America comincia il 22 novembre 1963 in quanto, con l’omicidio di JFK, si interrompe un percorso che che il Presidente aveva annunciato, da qualche mese, ai suoi confidenti e cioè che sarebbe andato a Mosca, dopo la sua rielezione (sarebbe stato certamente rieletto) a dare vita ad un vero trattato di pace con l’URSS, approfittando del canale che si era comunque paradossalmente aperto con Nikita Chruscev durante e dopo la “Crisi di Cuba”. In pubblico qualche riferimento all’ipotesi di far cessare la “guerra fredda” l’aveva già fatto. Ma quello che aveva in mente JFK era un cambio di passo epocale che sin dagli anni settanta avrebbe potuto cambiare il corso della storia così come oggi l’abbiamo vista divenire. Certo siamo alla solita noiosa (non per me) questione che la Storia non si fa con i se. Ed è vero perché a Dallas non si è lavorato con i se ma con pallottole vere. E così quando si finì di smantellare quel poco che poteva essere avanzato di tale complesso ma strategico sogno, azzerando quelli di Martin Luther King e di Bob Kennedy. Giovanni XXIII morì di suo.

Giovanni XXIII

Mi raccomando ora che mancano poche ore alla rappresentazione finale per designare il Capo di Mezzo (?) Mondo, portatevi dietro cortesemente il ricordo che negli USA si uccidono i presidenti e quelli che veramente rompono i coglioni a quelli che lavorano esclusivamente per il perpetuarsi del mercato della fabbricazione delle armi e di quanto l’uso delle armi (quelle toste per fare la guerra oltre che quelle capillarmente diffuse) si trascinano  come indotto nel vortice ricorsivo.

Uccidendo JFK, i signori della guerra, tagliarono le gambe anche a Nikita Chruscev, istigando di fatto gli estremisti guerrafondai sovietici a sbarazzarsi del troppo “pacifista”, sbattitore di scarpe in sede ONU. Non esiste una classifica dei crimini ma se fosse possibile immaginare una tale catalogazione, l’assassinio di JFK è certamente il più importante della seconda metà del XX secolo.

Da allora il complesso finanziario-militare-industriale ha comandato e nessun presidente, dopo gli omicidi dei fratelli Kennedy e di Martin Luther King ha avuto le palle (o i pallettoni?) per sfidarlo.

martin-luther-king

In queste ore in cui due personaggi inadeguati alla complessità del mondo si sfidano per provare a guidare le genti a loro immagine e somiglianza, va ricordato un pensiero di un militare, un grandissimo militare se è vero che fu il Comandante Supremo di tutte le Forze Armate che il mondo mise in campo per battere il nazi-fascismo, cioè Ike Eisenhower quando disse, da soldato consapevole, che:

ogni arma fabbricata, ogni nave da guerra inaugurata, ogni missile lanciato comporta, a ben vedere, una specie di furto ai danni di coloro che sono affamati e che non hanno nutrimento, di coloro che hanno freddo e non sono vestiti. Questo mondo in armi non sta solamente spendendo denaro. Sta spendendo il sudore dei suoi operai, l’intelletto dei suoi scienziati, le speranze dei suoi giovani. Questo non è affatto un modo di vivere legittimo e sensato. Dietro le nubi di guerra c’è l’Umanità appesa a una croce di guerra.

16 aprile 1953.

Oggi, se qualcuno dei due contenti avesse statura, dovrebbe saper dire cose almeno come quelle pronunciate quel giorno. Se uno dei due avesse capacità di elaborazione complessa lo avremmo dovuto sentir ragionare di un popolo vigile, quasi guardingo e certamente ben informato capace di costringere, con fermezza, con forza quindi, la gigantesca macchina industriale e militare della difesa/attacco e a relazionarsi correttamente rispetto ai metodi e obiettivi di pace, in maniera tale che sicurezza e libertà potessero prosperare insieme.

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Ma come impararono bene, a loro spese, i Kennedy e Martin Luther King, i massoni neoaristocratici, sanguinari, avidi di potere personale e di denaro  in quantità smisurata quasi fosse la loro stessa essenza, annidati nelle Ur-Lodge “Geburah”, “Joseph de Maistre”, “Edmund Burke” e, soprattutto, nella ultraconservatrice antidemocratica “Compass Star-Rose”, non avevano (e non hanno) alcuna intenzione di mollare l’osso.

Amici cari e pochi lettori attenti, la fase, oltre che caratterizzata dalle decine di guerre in atto, vive sotto il segno di una complessità che si può ricondurre alla dicotomia (semplificatrice) “eccessi di segretezza/tutto in chiaro” che è alla base dello scazzo sui miliardi di miliardi di informazioni che oggi l’informatica “custodisce”.

Ecco ormai le continue fughe di notizie provenienti dall’infosfera.

Tornando ai Kennedy pericolosi per la loro atipicità (anche cattolica), a Martin Luther King e anche, se non soprattutto, a Giovanni XXIII ricordate (se non le avete mai lette ve le riporto io) che JFK, il 27 aprile 1961, arrivò a dire cose che oggi i cazzaroni/mascalzoni di turno, anche aggirantisi dalle nostre parti, chiamerebbero frutto del pensiero di un farneticante complottista e dietrologo.

Stiamo correndo un gravissimo pericolo, che si preannuncia con le pressioni per aumentare a dismisura la sicurezza, posta nelle mani di chi è ansioso di espanderla sino al limite della censura ufficiale e dell’occultamento. Siamo osteggiati (era stato avvertito da ambienti democratici massonici di quanto si prefigurava per contrastare il suo pensiero di pace ndr) in tutto il mondo da una cospirazione monolitica e spietata che si avvale principalmente di mezzi occulti per espandere la propria sfera di influenza attraverso l’infiltrazione piuttosto che l’invasione, la sovversione piuttosto che le elezioni, l’intimidazione piuttosto che la libera scelta, la guerriglia notturna piuttosto che di eserciti diurni. E’ un sistema che ha investito molte risorse umane e molti materiali nella costruzione di una macchina efficientissima e perfettamente oleata che combina operazioni militari, diplomatiche, d’intelligence, economiche, scientifiche e politiche. I suoi preparativi non vengono resi pubblici, ma occultati. Ai suoi errori non vengono (scientemente ndr) dedicati i titoli di testa, ma tali scelte scellerate vengono nascoste. I dissidenti non sono elogiati, ma messi a tacere. Nessuna spesa viene messa in questione, nessuna indiscrezione pubblicata, nessun segreto svelato.

Parole cazzute, su cui mai abbastanza si è ragionato per capire cosa uno dei capi del Mondo, in quelle ore, volesse dire.

Certamente parole che nessuno dei due personaggetti in competizione (per diversi o gli stessi motivi) potrebbe mai pronunciare o farle sue. Due bugiardi, amorali, burattini e non burattinai come – tragicamente – si comincerà a vedere.

Capisco che così scrivendo non mi lascio vie di uscita opportunistiche perché terzo non è dato. Ma questo penso e questo dico.

Oreste Grani/Leo Rugens che mai come in queste ore, in politica estera (solo quella esiste e conta!!!!) se fossi nei miei amici e “rappresentanti”, cittadini-parlamentari del M5S, starei tutto intento, con schiena drittissima, a leggere la complessità del mondo, sforzandomi di estrarre dalla realtà ciò che c’è ma non si vede.

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