Mentre l’Egitto va a picco, il noto Cozzolino Andrea si aggira intorno al cadavere di Giulio Regeni…

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In concomitanza di una crisi economia che sta mettendo in ginocchio l’Egitto, un gruppo di europarlamentari va a cambiare aria o rafforzare contratti commerciali con il presidente Al Sisi.

“Voglio incontrare i genitori di Giulio Regeni. Lo farò personalmente non appena potremo dare risposte concrete, sono certo che arriverà a breve questo momento. Le nostre autorità giudiziarie stanno collaborando e io sto seguendo il caso in prima persona”. Le parole sono del presidente egiziano Al Sisi, riferite a  una delegazione di europarlamentari in visita al Cairo nei giorni scorsi. Tra loro c’era anche l’italiano Andrea Cozzolino, esponente del Partito democratico.

“Con il presidente Sisi abbiamo avuto – racconta Cozzolino – un’ora di incontro e di confronto. Due i punti fondamentali che abbiamo affrontato parlando dell’inchiesta sulla morte di Giulio: ci ha assicurato che sta seguendo personalmente la questione Regeni e si è detto certo che si arriverà a una soluzione nei prossimi mesi. Per questo vorrebbe fare un’iniziativa con la famiglia, li vuole ricevere quando ci sarà qualcosa da dire”. Fonte La Repubblica.it 3.11.16

Mi viene la nausea a leggere le parole di Cozzolino Andrea, classe 1962, esponente di spicco del PD napoletano, ex braccio destro di Bassolino, coinvolto in un’inchiesta giudiziaria della Procura di Santa Maria Capua Vetere, indagato per la costruzione di una centrale a biomasse in provincia di Caserta, la Biopower. L’indagine riguardava una truffa alla Regione di 6,8 milioni di euro. Furono arrestati imprenditori e funzionari, e furono perquisiti lo studio e l’abitazione di Cozzolino (innocente fino a prova contraria). Figlio di un operaio comunista e comunista lui stesso, ben maritato con la figlia di una famiglia di costruttori, elogiatore di Craxi, nel 2011 corre per le primarie a sindaco di Napoli, le vince ma viene annullata la votazione (ma guarda), tenta nel 2015 contro De Luca di correre per la regione ma viene sconfitto sonoramente.

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Cambridge

Oggi il Cozzolino parla con Al Sisi. Ne prendiamo atto.

Vogliamo credere che lo stia facendo per il supremo interesse dell’Italia, per stabilire la verità, per consegnare ai genitori di Giulio Regeni il nome dei suoi torturatori oppure per tutelare gli interessi dell’Ente Nazionale Idrocarburi e a seguire gli affari di quanti vedono l’Egitto come la terra promessa? A giudicare dalle “amicizie illustri” del Cozzolino, dall’ex premier Romano Prodi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dal cardinale di Napoli Crescenzio Sepe all’ex presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo fino all’ex direttore del Riformista Antonio Polito escludo che all’ex pupillo di Bassolino freghi nulla della verità.

Ma quale verità? Forse la verità che Amnesty International sussurra informalmente, ovvero che Regeni sia stato “letto” dagli egiziani quale possibile collettore di denaro verso i sindacati in opposizione ad Al SIsi? Forse la verità per cui nessuno ammazza qualcuno torturandolo per giorni se non per dare un segnale inequivocabile?

Ma Cozzolino è certamente uomo d’onore  e se dice che Al Sisi sta lavorando per la verità noi gli crediamo e se dice che l’egiziano vuole incontrare i genitori di Regeni quando avrà qualcosa da dire, noi gli crediamo.

Tuttavia, mentre riteniamo Al Sisi un patriota che presta fede ai giuramenti che ha prestato alla bandiera dell’Egitto, un Cozzolino, classe 1962, a quale bandiera risponde?

Chi gli ha chiesto di incontrare Al Sisi?

Chi gli ha suggerito di tentate di chiudere l’affaire Regeni facendolo finire a tarallucci e vino?

Onorevole Cozzolino, non le permettiamo di prenderci in giro con le sue invocazioni, ridicole, a cercare un colpevole; non le basta il sangue di cinque egiziani innocenti massacrati a caso?

Ma Cozzolino è certamente uomo d’onore, uso a destreggiarsi in terra di camorra, così abile che il PD invalidò le primarie che aveva vinto per il sospetto che il voto fosse inquinato.

Onorevole Cozzolino, preferiamo mille volte avere a che fare con dittatori sanguinari, che ci danno la certezza di essere patrioti, rispetto a un professionista del potere quale lei ci appare. Il perché lo immagina da solo.

Dionisia

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