Non tutte le morti pesano uguali: a quando quella di Eugenio Scalfari?

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Chi sia Eugenio Scalfari l’ho detto in modo chiaro e irreversibile nei post: EUGENIO SCALFARI IN MORTE DELLO STUDENTE PAOLO ROSSI: “FASCISTI, COMUNISTI, CATTOLICI, SOCIALISTI, DIVISI DA MILLE COSE, MA UNITI NEL TENTATIVO DI FALSIFICARE I RISULTATI DELLE ELEZIONI” – SCALFARI CONTRO RODOTÀ, TRADISCE ANCORA UNA VOLTA LA VERITÀ – CARO PAPA FRANCESCO, EUGENIO SCALFARI PIÙ CHE UN ATEO È UN LADRO DI VERITÀ – IDEE E O CACIOCAVALLI? FRANCESCO BUCCI, FA LE “BUCCE” SENZA PIETÀ A SCALFARI FILOSOFO.

Ieri sera, davanti alla Lilli Nazionale, il vecchio bugiardo e cattivo (per fortuna mi è sembrato vicino a tirare le cuoia!), ha provato a misurarsi con il nostro (M5S) migliore oratore: Alessandro Di Battista.

Peccato che il giovane parlamentare, etico nel suo dire cose serie, non avesse mai letto il “Crisantemo sul letamaio” scritto, nel 1966, dal vecchio invecchiato malissimo.

Che choc sarebbe stato se glielo avesse citato! Il vecchio disonesto direttore sarebbe morto secco d’infarto, in diretta tv. E sarebbe stata una gran bella morte.

Oreste Grani che nel 1966, quella mattina quando moriva Paolo Rossi, alla Sapienza, alla “Casermetta”, a difendere i corpi del reato dagli assalti dei truffatori e dagli aizzati dai lestofanti, prove della degenerazione partitocratica in atto sin da quei tempi, c’era.

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