Boko Haram (Nigeria) minaccia Donald Trump (USA): anche le pulci hanno la tosse

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Da giorni mi permettevo di segnalare la centralità di alcuni temi emergenti (sicurezza, demografia e anagrafe tra gli altri) relativi al territorio della Repubblica della Nigeria quando, ieri, con una sfrontatezza che non va sottovalutata per gli ulteriori danni locali e mediterranei che potrebbe determinare, Boko Haram (cioè una pulce sulla Balena Bianca USA ma – comunque – insetto “con la tosse”) ha minacciato Donald Trump, dicendo che quella “africana” è una guerra solo all’inizio.

Sono convinto che – sia pur con le dovute proporzioni – non sia da prendere sotto gamba questa “spacconata” mediatica, soprattutto alla luce di alcune sottovalutazioni che potrebbero essere già state fatte, anche dalle nostre autorità preposte, rispetto al quel paese africano già oggi il più grande del continente, tra i più tormentati e certamente il più importante per i futuri assetti dell’Africa intera.

Torno sulla vicenda nigeriana: dalle nostre parti sono tutti “preoccupati” delle ondate immigratorie ma, come diciamo ormai da mesi, non del fatto che non esista neanche l’anagrafe in quel Paese e tantomeno una motorizzazione o un catasto o una sanità degni di tale nome.

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Strutture da far nascere e informatizzare come pare preveda  BRISIN, progetto ideato (inutilmente?) da anni da alcuni italo-nigeriani e sostenuto, fino ad oggi “privatamente”, da un gruppo di imprenditori italiani sensibili (tra le altre realtà che compaiono tra i soggetti promotori di questa strategica iniziativa troviamo anche autorevoli esponenti del nostro mondo universitario) come Leo Rugens da alcune settimane riporta ed evidenzia. Mi sembra, a naso, una delle tante realtà paradossali: tutti si strappano i capelli (parlo delle nostre autorità preposte) per la complessità (e onerosità!!!!!!!) delle problematiche legate all’immigrazione incontrollata e poi nessuno fa nulla di strategico per prevenire tale fenomeno incontrollato. Ripeto fenomeno costosissimo e pericolosissimo. Ma non sarebbe meglio guardare da vicino se questi signori di Brisin farneticano o se invece si stanno attivando, da anni, perché qualcosa di serio (oltre che estrazioni petrolifere) intercorra tra lo Stato italiano e la Repubblica nigeriana?

A tal proposito vi abbiamo già (NIGERIA, QUESTIONE DEMOGRAFICA, ASSENZA DI UN’ANAGRAFE E L’AUTOREVOLE RIVISTA LE SCIENZE – MA È MAI POSSIBILE CHE UN TALE PARADOSSO (ACCOGLIAMO DEI NIGERIANI QUANDO IN NIGERIA NON RISULTA ESSERCI L’ANAGRAFE) NON ABBIA RISPOSTA? – DELLA NIGERIA – CUORE STRATEGICO DELL’AFRICA – E DEI NIGERIANI A CHI VERAMENTE INTERESSA? – POSSIBILE CHE IN NIGERIA NON CI SIA L’ANAGRAFE ORGANIZZATA ELETTRONICAMENTE? CHE NON CI SIA L’ANAGRAFE QUINDI.) segnalato un ben ragionato e documentato articolo comparso sul numero di novembre dell’autorevole rivista Le Scienze che giustamente si fa carico di delineare uno scenario apocalittico (per l’Europa sicuramente e implicitamente per il Mondo così come lo conoscevamo prima di Donald Trump) se si lascia correre incontrollatamente la demografia in Nigeria. E noi aggiungiamo se neanche si vuole organizzare intorno a questo macro-fenomeno “un po’ di anagrafe elettronica”. Ultimo ma non ultimo, ri-segnalo la questione del tempismo di Boko Haram che minaccia addirittura il neo-presidente degli Stati Uniti d’America rispetto ad una possibile “guerra africana”. Questa dimensione, pulce-gigante, ha rafforzato la nostra opinione sulla gravità della situazione. E sui paradossi che si porta dietro.

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Vi terremo aggiornati sulle attività di questo manipolo di italiani/nigeriani, intelligenti e proattivi rispetto ad una tale macroscopica opportunità di fare ordine (e quindi lavorare per la sicurezza nazionale e internazionale) e al tempo fare impresa. Cose tutte che mi sembra ci sia bisogno di perseguire. Cose ritengo però difficili da essere fatte in solitudine e circondati da una qualche indifferenza delle autorità preposte.

Ordine e progresso direbbero ad altre latitudini. Proviamoci, prima che anche la pulce Boko Haram ci detti le regole.

Boko Haram, l’ENI o altri interessi superiori di cui ci sfuggono i pensieri reconditi ma che evidentemente messi a punto da personaggi che pretendono di tenere la Nigeria in condizioni di tale arretratezza.

È ora di grandi investimenti altro che dei soliti ciechi sfruttamenti.

Oreste Grani/Leo Rugens

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