Padoan è preoccupato per l’esito del voto negli USA. E fa bene perché non ci risulta che abbiano vinto i suoi pupari

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Il nemico dei neoconservatori americani Wolfowitz, Perle, Kristol, Krauthammer e, ultimo ma non ultimo, Ledeen, non sono stati i pensatori colti di sinistra Chomsky o Wallerstein ma l’estrema destra di Patrick “Pat” Buchanan, tra l’altro autorevole consigliere di Richard Nixon e Ronald Reagan.

È successo di tutto in quegli anni ma non è scoppiata la Terza Guerra Mondiale.

La destra di Buchanan era infatti contraria non solo a disperdere sforzi e risorse all’estero, ma anche al rafforzamento dello Stato federale, premessa indispensabile a ogni proiezione esterna di potenza.

Buchanan sosteneva che la missione degli Stati Uniti non fosse quella di migliorare il Mondo ma di far star bene gli americani. Ora vediamo cosa succede con Steve Bannon a dare consigli all’uomo più potente del Mondo.

Di fatto (e mi scuso per la semplificazione) la geopolitica americana ha continuato ad essere caratterizzata, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale dalla presenza di due scuole di pensiero: idealistica, o wilsoniana come si diceva un tempo, e realista. Queste due scuole non si possono escludere a vicenda come da decenni ormai stiamo verificando. Se dovesse succedere, sotto la “dottrina Trump”, qualcosa di diverso, sarebbe l’inizio della fine del genere umano.

Se uno come Patrick Buchaman non è riuscito, a guardar bene, a fare troppi danni, condizionato da quella logica che ho appena illustrato (idealismo e realismo miscelati), dobbiamo evitare di ritenere che un tipo particolarissimo come Steve Bannon possa farcela. Gli USA sono un grande paese e la massoneria progressista e democratica (sia pur ancora in difficoltà dopo l’eliminazione di personaggi alla Martin Luther King o i fratelli Kennedy), si prepara a reagire alle conseguenze di tante semplificazioni imposte, in realtà, dalla presenza, al duello finale, della guerrafondaia Hillary Clinton contro Donald Trump. Mettere questi due a battersela è quanto non doveva accadere. La soluzione equa era Sanders contro Trump. Ma Sanders è ebreo e questo ha fatto la differenza in un Paese di razzisti. Milioni di razzisti e non solo Bannon.

Come ho detto, gli americani alla Bannon sono dei diavoli ma se uno sa usare l’acqua santa stanno alla fine al loro posto. Comunque, fino ad ieri, è sempre andata così anche da quelle parti. Vediamo cosa succede ma sarebbe utile avere un “nostro pensiero” a prescindere dalle turbolenze interne statunitensi. Se vogliamo sognare libertà e sovranità per la nostra Italia. tenete conto che uno come Bannon (super informato di tutto) ha delle curiosità intellettuali che lo portano ad avere studiato la crescita esponenziale, via web, del M5S ed in particolare le modalità con cui Virginia Raggi ha sfondato nelle periferie romane prendendo fino all’82% dei voti espressi e lasciando alla “sinistra” solo il cuore della città. Bannon è un super utilizzatore delle fonti aperte. Qualcuno lo definisce l’operatore politico più pericoloso d’America perché usa la strana (giusta!) tecnica di far scrivere libri per demolire gli avversari politici.

Tutti libri, però, documentatissimi, pieni di dettagli, su cui cadono gli avversari che si trasformano in reo-confessi.

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Il libro “Clinton Cash” è un dossier autentico di come la signora Clinton facesse soldi facendosi corrompere anche dai nemici degli USA.

Capisco che ad uno che sembra normale farsi pagare contributi INPS taroccati (Matteo Renzi) possa piacere più una bugiarda che un uomo consigliato da uno “pericoloso investigatore” come Steve Bannon. Tenete conto che il marito della Huma Abedin, l’assistente di Hillary Clinton, era veramente un porco e che i suoi vizi non erano artatamente costruiti secondo quelle “messe in mezzo” in cui molti possono cadere.

Bannon lo ha fatto beccare in quel che realmente faceva e lo ha massacrato sui media.

Bannon (e quindi Trump) lo dobbiamo vedere alla prova dei fatti non in quanto razzista (certamente lo è) ma in quanto, o meno, isolazionista.

Bisogna vedere se l’anello di congiunzione tra il vecchio mondo repubblicano alla Buchanan e quello di Steve Bannon sarà “Ronald Reagan” (entrambi lo adoravano) o “Adolf Hittler”, come alcuni temono. Io faccio una previsione e dico che Bannon si limiterà (sarà limitato?) a consigliare Trump sulla vera missione degli Stati Uniti d’America che non sarà quella di migliorare il Mondo (a modo loro quindi!) ma di far stare meglio gli americani.

Stare meglio secondo lui e Trump. Cioè favorendo una maggiore e più capillare diffusione delle armi; impedendo in tutti i modi che le donne possano liberamente abortire; impedendo che i colorati vengano considerati come i bianchi; impedendo che ai gay venga consentito di interessarsi liberamente e troppo al cazzo; facendo in modo che gli ebrei tengano giù le mani da Wall Street.

Opinioni e finalità che vanno contrastate con ogni mezzo ma che bisognava avere la statura morale perché non divenissero programma elettorale vincente.

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Statura morale che certamente Sanders aveva ma non non la signora Clinton e la sua tribù. Ora il Vaso di Pandora è rotto e vediamo di non scappare come lepri terrorizzate.

Che i trumpisti si dedicassero a far stare meglio gli statunitensi così noi potremmo pensare agli italiani, ai nostri fratelli mediterranei, a quegli europei colti e non arroganti che volessero discutere seriamente di inclusività, di meticciati intellettuali e, per chi lo volesse, anche sanamente fisici. Pensiamo a far stare meglio la nostra gente al di qua dell’Atlantico. E mentre facciamo questo, lottiamo strenuamente contro le eventuali degenerazioni invasive del Bannon Pensiero e della Dottrina Trump. Sempre se volessero “invaderci”. In fin dei conti siamo gente che ha tenuto botta (siamo ancora qui!) alle invasioni barbariche. Perfino quelle della querula ed esagitata signora Bignardi! Non sarà una pannocchia palpatrice di lati B e il suo consulente un poco nazistello a farci arrendere. E poi, guai a dimenticarlo, a Roma (e non solo) regna papa Bergoglio, alias Francesco Primo, The Best.

Oreste Grani/Leo Rugens che, prima di morire, dopo essere stato tutta la vita mazziniano e mangia preti, si farà “papista”.

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