L’innovazione tecnologica e il ladrocinio di Stato: fatto grave a La Spezia come in ogni altro posto ma a La Spezia un cicinin di più

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Che succede a La Spezia, città apparentemente minore in questa Italia già tanto in sofferenza? In realtà sarebbe più giusto dire cosa succede in questa nostra Liguria, regione invece importantissima per gli equilibri nazionali e di quello che rimane del Mediterraneo e dell’Europa. Importantissima prima di tutto per i suoi porti e per gli intrecci criminali  che vi si organizzano. E uno di questi porti è proprio quello di La Spezia. Importante regione la Liguria, tra l’altro, per essere luogo di logge massoniche, pre e post P2, pre e post il favoleggiare del tesoro “garibaldino” affidato prima a Gran Mascalzone d’Italia, Licio Gelli e poi non si sa a chi, ma se ricordo bene cercato dalla magistratura a Genova.. A La Spezia, e dintorni, risultavano affiliati alla P2 molti massoni importanti e poco visibili, tra gli altri il mitico “Radiologo” a cui altre volte ho fatto cenno. Tenete sempre conto, quando leggete di massoneria piduista che gli affiliati in quella loggia erano originariamente più di 2400 ma che la lista ritrovata era di poco più di 980 fratelli. Ne ballano centinaia di cui nulla (o quasi) si è saputo.

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Tornando a La Spezia e ai rumori di gravi reati commessi a danno di settori delicatissimi per la sicurezza nazionale e per quel poco di futuro che sarebbe legittimo intravedere nell’innovazione tecnologica spinta, con particolare riferimento alla robotica marittima. Vi riporto il testo di un articolo recente che dice e non dice ma dice abbastanza. Ma già che siamo da quelle parti, mi porrei intanto anche altri problemi relativi a La Spezia e al suo entroterra. Mi chiederei (alcuni lo fanno da tempo) chi sia in realtà, ad esempio, mister Gabriele Volpi e come faccia ad essere diventato l’italiano più ricco della Nigeria, in pochi anni, in contestualità di situazioni che definire paradossali è veramente un eufemismo. Volpi si dice che abbia vissuto all’ombra dell’ex vicepresidente nigeriano Abubakar. E come si sa l’ombra in Africa fa sempre comodo.

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In Nigeria opera da decenni l’ENI con cui Volpi traffica imprenditorialmente e al tempo si scopre non esistere ancora in quel paese l’anagrafe, la motorizzazione, il catasto, una sanità degna di questo nome mentre prospera al tempo un’organizzazione (Boko Haram) fanatica e violenta come poche. Come ci si arricchisce in una situazione così complessa è veramente cosa affascinante! Come ci si muove con le autorità locali che si mostrano tanto ciniche da non usare nulla della ricchezza che il Paese produce per far progredire la loro gente? Con che grado di spregiudicatezza si opera, da ricchissimo, in un Paese pieno di tali e apparentemente irrisolvibili contraddizioni? Peccato che non sono giornalista e non posseggo una testata autorevole, altrimenti queste domande le porrei a questo “spezzino/nigeriano”. Non spazzino ma spezzino, padrone tra l’altro della squadra di calcio locale (Lo Spezia calcio) che si batte inutilmente per arrivare in serie A.

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Dicevamo ladri di Stato e di futuro in quanto denaro destinato alla ricerca, quelli che si aggiravano dentro e intorno al Distretto ligure delle tecnologie marine guidati – dal 2009 – da tale Lorenzo Forcieri. Faccio una previsione di quelle mie un po’ iettatorie: questa cosa si porta dietro in sede giudiziaria, quasi fosse un buco nero, trequarti di Spezia che conta e un quarto della Liguria. Ho provato a quotare la previsione agli allibratori a Londra. Non c’è quota per la mia scommessa! Brutto segno!

Mi dispiace per voi, ladri di denaro pubblico, finite male (a Londra gli allibratori sanno sempre tutto e si sono sbagliati volutamente solo sulla Brexit), con l’aggravante di aver rubato, malversato, concusso, millantato, associandovi a delinquere in un settore delicato per la sicurezza nazionale. Spero personalmente che vi rompano le orecchie. E non solo quelle.

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Oreste Grani /Leo Rugens che avendo amato Sarzana e il Festival della Mente, le Cinque Terre, il Pesto, la Farinata di ceci, la Farina di castagne di Zeri, compreso, da vero cannibale, gli agnellini di quelle terre, ogni volta che sente parlare di ladri di Stato che operano da quelle parti, ancora si indigna. E si ricorda anche di te, piccolo sorcio, in fuga.


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