In Nigeria Boko Haram – all’attacco – brucia interi villaggi. Io più che denunciare l’assenza in quel paese di una anagrafe non posso fare

People crowd Gani Fawehinmi freedom square on the fifth day of a protest against a fuel subsidies removal in Lago

Da alcuni mesi, sollecitato da amici colti e ben informati della situazione nigeriana, pongo domande alla rete attinenti al fatto se sia vero o meno che in Nigeria non c’è traccia di una anagrafe degna di questo nome.

Lo faccio, come è abituato a fare questo marginale ed ininfluente blog, cioè scrivendo cose in un prodotto misto di affermazioni, di dubbi, di ipotesi ragionate.  Da mesi, aggiungo che oltre a non esserci un’anagrafe, potrebbero mancare – in quel immesso Paese – anche una motorizzazione, un catasto, un sistema nazionale sanitario. Sottolineando che da quelle parti dovrebbero (e dico dovrebbero perché appunto nulla è certo) vivere 200 milioni di persone e che secondo uno studio recentissimo (che ho anche pubblicato), uscito sull’autorevole rivista Le Scienze, nel 2050 la Nigeria si potrebbe ritrovare ad essere il terzo paese del mondo per popolazione con circa 400 milioni di abitanti. Una vera e propria bomba demografica!!!!!! Ho ricevuto, a latere di queste mie curiosità, la notizia che un gruppo di studiosi, imprenditori, semplici cittadini, sia italiani che nigeriani, hanno dato vita, associandosi d’impresa (è stata costituita appositamente un’ATI), ad un progetto denominato BRISIN e di cui ho anche trovato tracce esplicative in rete, per ovviare (saggiamente!!!) a queste mancanze macroscopiche. Penso che queste persone responsabili e lungimiranti, quando si sono messe, a loro esclusive spese, a dare vita a tale ambizioso progetto, si siano preoccupate che un tale disordine e arretratezza avrebbero potuto alimentare non solo banalmente la crescita esponenziale di quanto è dato di vedere quotidianamente nel Mediterraneo ma sicuramente un terreno di cultura per le attività terroristiche e insorgenziali degli spietati guerriglieri di Boko Haram.

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Tranne un numero significativo di accessi a queste mie marginali ed ininfluenti considerazioni (ma tali da aver determinato un classificazione nei motori di ricerca nella prima pagina e ai primissimi posti della stessa dei miei post) e aver saputo che alcune delle persone che si stanno facendo promotrici di richiamare la massima attenzione delle autorità sia italiane che nigeriane sulla vicenda BRISIN, si sono recate, in queste ore, in Nigeria per sollecitare risposte adeguate a queste eventuali carenze, nulla è accaduto di significativo. Brutto segno, non tanto per i cittadini intelligentemente solerti e proattivi ma perché tanto silenzio mi suggerisce, vecchio mascalzone quale sono, che “gatta ci cova”. Anzi, visto il territorio interessato, potremmo dire “leonessa ci cova”. Cosa che, per un Leone Ruggente quale ancora vorrei essere, si fa particolarmente interessante. È ora quindi (anche e non solo alla luce delle drammatiche notizie che in queste ore continuano ad arrivare sulle attività insorgenziali di Boko Haram) che qualcuno si dia una mossa e provi a dire quale speranza di una attività di contrasto credibile si possa immaginare (parlo delle nostre Agenzie di Intelligence – AISI/AISE e del nostro Ministero dell’Interno) partendo da una situazione per cui su decine di milioni di persone nessuno sa come in realtà si chiamino e dove vivano!!!!!!

Se andiamo avanti così, tra poco, dovremo dire che il paradosso di quello che da mesi affermiamo da ragione a sobillatori dell’ordine interno del nostro Paese alla Matteo Salvini. Considero grave che la Nigeria, luogo di massimo sfruttamento da parte di mezzo mondo progredito, sia lasciata in questo stato di abbandono strutturale (e quindi strategico) ma ancora più grave che, né in Italia, né in Nigeria, qualcuno faccia qualcosa per diradare dubbi di questa portata.

Voglio dire che se questo Progetto BRISIN non esiste che qualcuno autorevolmente lo affermi e inibisca a questi nostri connazionali lo sconfinamento in un territorio geopolitico teorico e fisico tanto delicato. La Sicurezza Nazionale e Internazionale non è materia che si possa lasciare agli spontaneismi di chi in modo sia pur sussidiario, si attiva con entusiasmo.

Mi risulta che da parte di questi cittadini benemeriti sia stata informata più volte la Farnesina senza esito sostanziale. Almeno una smentita o un chiarimento queste persone se lo meritano.

Mi risulta che senza alcuna assistenza diplomatica (sia pur richiesta), sempre a loro spese, questi cittadini consapevoli e proattivi, sono rientrati oggi da Abugia, capitale della Nigeria. Proverò a mettermi in contatto con loro per sapere come è andata e vi terrò informati.

Nigeria Maiduguri Blasts

Tenete conto che la Nigeria e quel grande Paese dove anche recentemente il nostro Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni (Paolo, invece di star dietro alla questione nazionale del Referendum, forse è più opportuno che, da persona per bene quale sei, ponga attenzione alle vicende specifiche del tuo dicastero), si è recato e dove gente come Gabriele Volpi, grazie alle relazioni strettissime con il business che si fa da quelle parti grazie all’ENI, dovrebbe  sapere cosa stia succedendo e il perché di tanti silenzi o addirittura rimozioni delle problematiche civilmente esposte.

E poi scusate se la lingua batte dove il dente duole (o dovrebbe) ma la Nigeria è la terra dove, non lo rimuovete, il 12 marzo del 2012, è stato trucidato il nostro connazionale Franco Lamolinara.

E noi, in questo marginale e ininfluente blog siamo abituati a non dimenticare nulla. Soprattutto se qualcuno si distrae o non fa il suo dovere.

Mi fermo per il solito eccesso di amaro in bocca mentre le agenzie continuano a dare informazioni sulle stragi ancora ieri compiute da quei bravi ragazzi del Boko Haram, ormai non più semplici terroristi ma guerriglieri insorgenti.

Oreste Grani/Leo Rugens che dopo aver scalato i motori di ricerca ponendo questi quesiti e evidenziando la gravità di questa situazione, nel consueto spirito di servizio e di attività sussidiaria alle autorità preposte (inadempienti?), si sente legittimato a proseguire nella ricerca di convincenti risposte.

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