In rete – dopo la mezzanotte scorsa – in molti si sono messi a cercare notizie su Vincenzo Fenili. E, così facendo, sono arrivati a Leo Rugens

Il 28 aprile 2014, un vero secolo addietro, mi sono interessato di Vincenzo Fenili e della sua vita avventurosa. In quel post scrissi altre cose, a mio modesto avviso forse più interessanti di quelle che potevo aver scritto dell’Agente Kasper di cui tutti scrivevano di tutto, sapendone oggettivamente più di me. Ad esempio, io scrissi, che lo pseudonimo precedente “Kasper” era stato “Stingray” e avevo raccontato, penso unico nella Rete, cosa fosse uno Stingray, cioè un sistema d’arma portatile, tipo un laser leggero. Fesserie ininfluenti tutte legate a ricordi, forse di un’altra vita.

Questa notte (adoro a 70 anni la Rete per questo) i grafici relativi a quel vecchio post si sono infiammati sotto le più diverse ricerche semantiche relative al Fenili. Divertente la Rete in quanto straordinario luogo vivo e ubiquo.

Oreste Grani/Leo Rugens

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