Jacopo Iacoboni, La Stampa e la disinformatia ai tempi dell’olio di palma, della Nutella e del M5S

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Giorni fa ci eravamo inferociti per un presunto intrigo che lo Iacoboni denunciava dalle colonne de La Stampa in base al quale, grazie a poderosi algoritmi ideati presso la Casaleggio e Associati sarebbero partite calunnie all’indirizzo di Renzi-Boschi-Lotti-Mattarella.

Premesso che fossimo certi che il vertice del M5S non avesse nulla a che fare con ciò, pensammo che, dato il coinvolgimento di Lotti, quindi degli amici dell’8200, o la Beatrice Di Maio fosse una loro creatura o che lo fosse la costruzione dello pseudo dossier di Iacoboni, anzi, entrambi.

Sappiamo oggi che la Beatrice virtuale è la consorte di Renato Brunetta, per sua stessa ammissione (?), mentre aspettiamo che Iacoboni ci indichi chi gli ha ispirato una figura di merda così colossale; se l’ha pensata da solo, mi aspetto che venga licenziato in tronco.

E invece no, non accadrà, giacché lo Iacoboni l’effetto voluto l’ha ottenuto: una settimana di calunnie e di rotture di palle da parte di decine di oppositori del M5S che gridavano al complotto complotto! Che due palle la disinformatia.

Vediamo invece chi i complotti e le guerre commerciali li sa leggere e prevedere con anni di anticipo, ovvero la redazione di Leo Rugens.

Alla fine del 2012, nel post Giù le mani dalla Nutella, notavamo che l’olio di palma era al centro di una polemica, lanciata addirittura nel 2003 da un Report della Gabanelli, circa la sua dannosità per l’ambiente (deforestazione) e la tossicità per l’organismo. Avevamo pienamente ragione se la Ferrero, in questi giorni (23 ottobre 2016), ha dovuto realizzare uno spot nel quale sostiene con forza la qualità dell’olio di palma che compone il suo prodotto di punta.

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