Madonna, la Zanzara e lo sdoganamento del pompino

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Tutto il Gruppo giornalettistico De Benedetti è sotto inchiesta INPS per cifre (contributi non pagati) che prevedono il penale e quindi implicitamente per gli eventuali responsabili dolosi, l’arresto. Per tacere del gruppo confindustriale del Il Sole 24 Ore dove, se la giustizia giusta fosse veloce, potremmo avere una bella bancarotta fraudolenta con, anche lì, gli arresti conseguenziali. Cazzola caro (vedi post ANCHE LE PULCI HANNO LA TOSSE E, A VOLTE, ESPETTORANO VELENO DAI POLMONCINI!), a questo servono i Carabinieri (e in quantità industriale) e non a fare i colpi di stato contro i cittadini onesti riunitisi, per disperazione, sotto le insegne del M5S.

La figura da mascalzoni che è implicita nella ennesima vicenda calunniosa contro il M5S, apre un ragionamento sulle centrali di intelligence (in realtà dei deficienti organizzati) spintanee che da troppo tempo consentiamo operino a danno di un luogo di legittimità politica e culturale quale il MoVimento a Cinque Stelle.

Questi teppisti mestano senza pagarne doverosamente le conseguenze. I ladri di verità (si chiamano così a casa mia) sono molto più dannosi dei topolini d’appartamento che ormai, vista la povertà diffusa degli italiani medi, faticano a svoltare la giornata.

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Rubare verità, costruire misure attive è solitamente mestiere dei prezzolati che i servizi segreti di mezzo mondo usano.

Eviterei quindi di non percorrere a ritroso la traccia lasciata da questi monatti (loro si appestanti), per vedere fin dove ci porta e certamente scoprire che, come sempre accade, c’è stata una riunione, un ordine di servizio, un’appunto, una conversazione che ha messo in moto la vicenda.

I giornalisti in particolare (ancora questa mattina sento che Renato Farina non solo non è ancora morto ma fa editoriali) sono da sempre dei prezzolatissimi double cross, fogne dove far entrare e uscire di tutto.

Si scelgono i giornalisti perché solitamente a fare quel mestiere ormai ci arrivano i pessimi, i bisognosi di riconoscimenti, di affetto, di cocaina, di soldi per pagare i debiti di gioco o i trans che li fottono nerboruti “da dietro”. O entrambi i vizi.

Gente massimamente abituata a vivere sopra i propri mezzi e disponibile a tutto pur di sembrare informati e come tali utili al giornale che frequentano.

Il mondo a cui accenno ad esempio è quello dietro al post TALE JACOPO IACOBONI RITIENE CHE UNA SEGNALAZIONE DELL’ARMA DEI CARABINIERI SIA COSA DISDICEVOLE che ho pubblicato il 7 agosto 2016 o a quello più recente dedicato a quel verme del falso lettore SESE che, ad esempio, da quando l’ho sfidato, tace e pensa, evidentemente, di poter continuare a fare “bocchini” (da quando Madonna li ha offerti pubblicamente e la Zanzara di Cruciani ne parla quasi tutte le sere, citarli è lecito) alle centrali ostili al dissidente kazako Ablyazov, senza pagare pegno.

Atti osceni in luogo pubblico, si chiamano le fellatio fatte sui giornali, nel web, su tutti gli altri media. Non solo genericamente “marchette” ma “bocchini con l’ingoio”. Ma, a differenza delle ragazze, che a volte potrebbero essere anche costumate e gentili nella loro condizione disperata di prostitute e che si vendono per necessità, a questi pervertiti piace essere cessi terminali.

Nessuna tolleranza e rudezza esemplare come mai abbiamo usato in questo blog perché di gentaccia stiamo parlando e non di Ilaria Alpi o di Enzo Biagi.

Il 6 e il 7 agosto 2016, prima (come al solito) che si svelasse il profilo della produttrice (la moglie di Brunetta) delle cazzate, avevo detto la mia di questo trombettiere (Jacobo Iacoponi) spesato anche dal denaro pubblico che, con mille trucchi, perviene alla testata che poi lo “prezza”. A lui e al suo direttore. Mille trucchi tipo non onorare allo Stato gli F24 (per decine e decine di milioni di euro!!!!) senza vedersi negare il DURC come a qualunque altro professionista o azienda. Ci avete rotto il cazzo perché non di fango si tratta ma di piscio, sangue e sperma che, se non vi dispiace, scegliamo noi se ingurgitare o meno come siete, viceversa, abituati voi a fare.

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Intendendo così parlare della categoria dei giornalisti con alcune rarissime eccezioni in via di estinzione.

Oggi certamente scatterà la querela ma quando ci si trova di fronte a fatti eversivi (cercare di alterare le regole della convivenza democratica disinformando artatamente è, certamente, da considerare un’atto eversivo come, altrettanto, aver deliberatamente insinuato che essere “raccomandato” dall’Arma dei Carabinieri fosse cosa scandalosa) non bisogna piegare la testa. Quando arriverà il tempo di “Giù la testa” (indimenticabile film di Sergio Leone del 1971!) ve ne accorgerete. E quando lo faremo di chinare la testa non sarà per ossequio o acquiescenza ma solo perché quando gli ordigni esplodono (ovviamente stiamo parlando per metafore e analogie come nel nostro ambiente culturale si fa sempre) è opportuno farlo. Con questa questione della disinformazione infangante e sminuente il valore dei cittadini onesti che disperati si sono raccolti sotto le insegne del M5S, avete passato la misura. La dovete smettere di prendervela con quei bravi ragazzi e cittadini a volte teneramente ingenui. Provate a farvela con noi che notoriamente siamo dei pendagli da forca come nel web qualcuno tento di descriverci.

Figurarsi se, a 70 anni, non sentiamo odore di centrale disinformante e di galoppini messi a confezionare misure attive! Ne sentiamo la puzza a chilometri di distanza e neanche sotto vento.

Oreste Grani/Leo Rugens

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