SESE ma chi sei? Chi ti paga? Dove ti nascondi?

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Caro SESE mi sto affezionando al tuo silenzio che, oltretutto, ritengo di sapere interpretare. Errore (ormai fatto) è avermi scritto e, errore ancor più grave (ma chi ti consiglia?), adesso tacere. Sono un tipo pericoloso come va in giro dicendo qualcuno che potresti conoscere. E forse non si sbaglia. Certamente lo sono stato e sarebbe un errore ancor più grave (ma quanti ne hai commessi nel provare a rompermi i coglioni provocandomi su Ablyazov?) considerarmi vulnerabile perché ho 70 anni, sono malato e senza soldi. Tutto vero.

Torniamo a noi e ai tuoi silenzi prevedibili.

A quando mi manderai a dire quanto sia buono e bravo Putin che ne ha fatti ammazzare solo 250 (quelli che sappiamo noi) di rompicoglioni?

A quando mi manderai a dire quanto sia buono e bravo il suo amico Erdogan, altro campione di democrazia e di ammazzamenti di massa?

Ma no, mi sto sbagliando, tu ti interessi solo di democrazia in Kazakstan e di quanto vada informata l’opinione pubblica su quel delinquente di Ablyazov e, al massimo, delle vicissitudini di quella “puttana russa” di sua moglie Shalabayeva. Che non era russa e, tantomeno, puttana. E per questo qualcuno ti paga dopo averti informato dell’esistenza di questo marginale ed ininfluente blog.

Ma hai visto che fine ho fatto fare al nemico numero uno di Ablyazov, il travet torinese Aurelio Voarinio e di come l’ho abbia indicizzato nel web?

Vuoi che scopra chi sei e ti dedichi un po’ del mio residuo tempo (dobbiamo tutti morire) per mettere anche te in cima alle classifiche dei motori di ricerca?

SESE, ascolta un consiglio d’amico, direbbe il saggio Crozza/Razzi e declina le generalità spontaneamente. Consegnati, dissociati (non sai quanti ne ho fatti all’epoca dissociare dal terrorismo rosso!!!!!!), collabora e andiamoci a prendere un cannolo da Dagnino, così potrai dire che uno come me, uno della “vecchia guardia”, nella vira lo hai conosciuto oltre ad aver dovuto incontrare quei vermi striscianti da cui prendi soldi. Per campare. I soldi che ti servono per tirare la vita (e fin qui ti posso capire) ma che, come scrivo da tempi non sospetti e in buona compagnia (Papa Francesco), non avendo le bare tasche utili alla bisogna, non possono essere portati nell’oltre tomba. Dove tutti, prima o poi, dobbiamo dirigerci. Meglio averlo fatto dopo aver mangiato un cannolo alla siciliana. Per questo e per non farmi trovare impreparato ne mangio uno al giorno. Offerto dagli amici perché, come è notorio, non ho denaro per tali piaceri ma amici sì, tanti e generosi.

bucce_cannoli_siciliani

Oreste Grani che pazientemente ti suggerisce di ripercorrere la strada telematica che conosci e di farti vivo. Viceversa, non appena avrò tempo, ti vengo a cercare io, trovandoti, come è accaduto con tutti quelli che implicitamente o esplicitamente hanno ritenuto di potermi minacciare. E se ti trovo, seguendo a ritroso la tua orma telematica, potrei rimangiarmi l’offerta generosa di un caffè e di un cannolo da Dagnino, farcito per noi fresco, fresco.

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