Nigeria: Contarci per contare, in Africa e nel Mondo

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Qualche mese addietro suggerimmo agli amici della Diaspora Nigeriana un titolo per un loro vasto e importante programma di modernizzazione della loro patria: “Nigeria: Contarci per contare, in Africa e nel Mondo”.

Ora, lette le notizie che riportiamo, questo programma è attuabile.

Da un paio di mesi questo ininfluente e marginale blog aveva posto l’attenzione dei suoi quattro lettori su un tema che ci sembrava veramente di rilevanza internazionale con particolari ricadute sull’assetto geopolitico mediterraneo, europeo e, in ultimo, del nostro già tanto sgarrupato Paese: l’assenza di una vera e propria anagrafe degna di questo nome nella Repubblica di Nigeria. Questa nostra attenzione inserita nel web il giorno 20 settembre 2016 (POSSIBILE CHE IN NIGERIA NON CI SIA L’ANAGRAFE ORGANIZZATA ELETTRONICAMENTE? CHE NON CI SIA L’ANAGRAFE QUINDI.) era stata premiata da un crescita nelle classifiche dei maggiori motori di ricerca fino a passare, dal nulla sul tema, al 5° posto, al 2° e poi, in coincidenza di una visita ad Abuja, capitale amministrativa della Nigeria, il 21-22 novembre u.s.di imprenditori italiani interessati a questa attività, al 1° posto.  Dove oggi è possibile, digitando “Nigeria anagrafe”, trovare i nostri post “segnalatori” di quella condizione di arretratezza. Evidentemente il tema era caldo e ora sappiamo il perché.

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Era evidente che se le voci che ci pervenivano di una qualche indifferenza, anche delle nostre autorità verso questo paradosso (fare di tutto per capire e controllare il fenomeno migratorio e non avere al tempo dati oggettivi di partenza come un’anagrafe consultabile elettronicamente online, sarebbe stato perfettamente inutile) fossero state confermate a lungo, ci si sarebbe trovati di fronte ad un comportamento autolesionistico senza alcuna giustificazione. Sono contento di aver appreso, poche ore addietro, che finalmente qualcosa si muove. Vorrà dire quindi che il Progetto Brisin  che “un manipolo di eroi” italo-nigeriano costituito da imprenditori, consulenti esperti di cooperazione, qualificato mondo universitario, semplici cittadini appassionatisi a questa incredibile odissea di un progetto che da anni veniva annunciato e poi sempre rinviato, finalmente saranno chiamati a mettersi all’opera grazie e soprattutto agli accordi e i contratti sin dal 2007 sottoscritti. Vorrà dire che i pionieri di questa annosa vicenda si vedranno riconoscere una primogenitura e ad una parte dei fondi appena stanziati che si spera siano utilizzati intelligentemente anche per rimuovere queste gravissime carenze. La Nigeria non è solo mancante di un’anagrafe “intelligente” ma ha bisogno di una motorizzazione e di un catasto, oggi, entrambi arretrati, se non addirittura assenti.  Per non dire di un’assistenza sanitaria facilitata da tessere capaci di rapportarsi a delle cartelle cliniche elettroniche che, a loro volta, diverrebbero strumenti strategici per la raccolta di informazioni fondamentali per gestire, in accordi bilaterali, il fenomeno in essere delle ondate immigratorie provenienti da quel grande e bellissimo paese.

Speriamo quindi che non siano solo annunci, che i soldi vadano nella direzione giusta e servano realmente a sanare le gravissime arretratezze. Essendo denaro pubblico italiano direi che chi di dovere (e per primi i deputati e i senatori a cinque stelle) si deve attivare subito per vigilare su questo aspetto delicatissimo della vicenda finalmente a conclusione. Siamo troppo anziani ed esperti per non sapere come i 500 milioni (!) potrebbero svanire come neve al sole che, per essere destinati ad un Paese africano, sarebbe proprio il colmo. Che nessun dorma soprattutto chi da tempo è stato, riservatamente e con largo anticipo, avvertito di questa vicenda.

Oreste Grani/Leo Rugens

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