Il “NO” ha un solo vincitore, il M5S e gli onesti cittadini che non ne possono più

banner-iovotono-copia

Della riforma Boschi ricorderemo solo il décolleté

Gustavo Zagrebelsky

Questa mattina Antonio Polito a Radio3 proprio non ce la faceva a pronunciare il nome dell’unico vincitore del referendum, il M5S e i milioni di cittadini che hanno detto NO, bensì rimestava la salma di Berlusconi e citava quel nulla cosmico di Salvini. Addirittura è riuscito a dare del “populista” agli elettori del P.C.I., per poco non mi strozzo con la fetta di pane e Nutella.

NO, c’è un unico vincitore, il M5S cui suggerisco di aggiornarsi e molto in fretta nell’individuare uomini e strutture a supporto della imminente compagine governativa che la maggioranza degli italiani aspetta con ansia.

Questo credo fermamente dopo avere visto la valanga di NO travolgere uno spocchioso impresentabile burattino sostenuto da poteri forti ma fradici nella loro distanza dal mondo.

A furia di dire che il popolo, i cittadini italiani sono degli ignoranti e dei cretini, molti lo sono di certo, gli analisti si sono dimenticati che, come cantava Rita Pavone nei panni di Gian Burrasca: “Un popolo affamato fa la rivoluzion!”; e qui alla fame in tanti, anzi troppi ci sono arrivati e hanno detto NO all’ennesima presa in giro, anzi all’ennesimo tentativo di prendere il potere snaturando la Carta e mettendo a rischio la democrazia.

Non ce l’hanno fatta e ora, storditi, vanno colpiti al cuore senza timore di quanti strillano alla vittoria o stanno serrando le fila.

I Verdini, gli Alfano, i Carrai, i Lotti, i Ledeen, i Davide Serra, le Marcegaglia, i Campo dall’Orto vanno chiamati alle proprie responsabilità civili e penali (MPS, Shalabayeva, l’8200 ecc.). Nessuno sia lasciato indietro lungo la strada che mena alle patrie carceri: Boschi e Renzi padri per primi, luridi bancarottieri.

lapr1411

I Mussari, i Bisi e chi ha saccheggiato le casse delle banche vanno “impiccati” con un mattone nelle tasche alle proprie responsabilità, traditori della fiducia di milioni di risparmiatori, dal Veneto alla Puglia.

La pulizia nei ministeri deve essere spietata e chiamare alle responsabilità sempre ancora una volta i padri: Lunardi e Monorchio fra i primi; possibile che nessuno dica una parola sui loro rampolli prigionieri nelle galere italiane?

Questa valanga di NO sancisce una volta per tutte la distanza tra informazione e sentire comune; si possono occupare le reti con nani e ballerine, ma a raccontare favole chi ha fame si incazza ancor di più.

Quelli poi come Bersani o D’Alema, loro sì devono avere dei sondaggisti come si deve, non credano che ci si dimentichi delle malefatte compiute a spese della Repubblica: la legalizzazione dei giochi d’azzardo su tutte.

La strada è lunga e impervia e ora scatterà la tattica del far saltare i ponti e fare terra bruciata: chiudete le porte e i confini prima che scappino; le Procure si attivino immantinente!

Al M5S e ai suoi dirigenti un avvertimento: non tradite la fiducia che gli italiani vi hanno dato a larga maggioranza; anche l’inesperienza è una colpa e un crimine se mal gestita.

Dionisia

la-costituzione-della-repubblica-italiana

Annunci