Stravince il NO! Lunga vita alla Costituzione Repubblicana e al popolo italiano tornato sovrano!

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Un mare di gente, liberatasi dall’apatia in cui la volevano confinare, stanca di tiranni e tirannelle, è andata a votare, decidendo di ribellarsi a un cantastorie ignorante che voleva essere lasciato solo al comando. Il furbo toscano se l’è giocata contando sul bisogno di molti di poche decine di euro in più al mese. E questa è la novità: la gente, i nostri italiani per bene, lo hanno sfanculato. Ha provato perfino a vincere, lui e la sua fidanzatina dalle braccia burrose, con il contrattino ai metalmeccanici sopravvissuti, un tempo aristocrazia del mondo del lavoro. Cazzuta ora la situazione per questo piccolo mascanzoncello impegnato a cercare di cambiare la Costituzione per continuare a rimanere – da usurpatore – alla guida del Paese.

I bari hanno barato durante tutta la partita ma la nostra magnifica gente, impugnata la mitica Colt 45, come nei migliori film western, ha freddato il cattivo imbroglione.

Ha stravinto il NO ma non ci facciamo nulla (pensate solo al referendum sul finanziamento pubblico ai partiti o quello sull’acqua) se ora non pretendiamo le immediate dimissioni del grande bugiardo (dal PD e dal Governo e, possibilmente, dall’Italia obbligato dal furore popolare a cambiare mestiere) e di andare a votare per eleggere il nuovo Parlamento impedendo agli avanzi della Partitocrazia e ai suoi vecchi Oligarchi di fare altri trucchi e barbatrucchi.

Dobbiamo andarci giù pesante, senza timori di essere troppo decisi nel pretendere che si faccia ciò che doveva – già da tempo – essere fatto.

Dobbiamo pretenderlo, con le buone o con le cattivissime, legittimati dal tentativo eversivo fallito. Lunga vita alla Costituzione Repubblicana! Non si fanno prigionieri tra chi ha tentato di toglierci la libertà.

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Ora glielo facciamo vedere noi il “Colpo di Stato” dei Carabinieri contro il M5S, a quel pallone gonfiato di Cazzola!!!!!!!

Ora gliela facciamo vedere noi al mestatore Denis Verdini; all’agente “straniero”, Marco Carrai; al massocomunista Giorgio Napolitano; a Paolo Mieli, fulminato sulla via di Damasco; al finito male Roberto Benigni; a Matteo Orfini, straziante nella sua idiozia; ai babbi di Matteo e Maria Elena, coppietta ormai scoppiata; a Chicco Testa che si vorrebbe appropriare della Vitrocinet e dei suoi segreti; al golpista Cazzola; a Vincenzo De Luca che nella sua Campania e nella ancor più supposta (di cosa parlo questa sera?), quale sua, Afragola (viva le fritture di pesce mangiate in libertà), è rimasto fermo al palo che gli andrebbe, per essere degni delle sue volgarità, ficcato fino in bocca, alla turca partendo da dietro e evitando scientemente di farlo morire troppo in fretta; alla “signorina” Cuperlo con i suoi piccoli opportunismi; a quell’ameba di Rondolino; a Claudio Velardi pronto a cambiare per la centoduesima volta bandiera; a Dorina Bianchi e al suo sogno dorato di entrare nel business del Ponte sullo Stretto; e se dico “Dorina Bianchi” devo non dimenticare il vostro inaffondabile (è finitaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!) Ministro di Polizia, Angelino Alfano, quello – per intendersi – che si era messo a novanta gradi per soddisfare gli appetiti dei kazaki a caccia di Ablyazov e di sua moglie Shalabayeva. Lui e non il fedele Procaccini.

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A seguire tutti gli altri. E quando dico altri, intendo anche e non solo, tutti quei generali o “barbe finte” che, pur di continuare carriere senza onore, hanno leccato il culo al toscanello imbroglioncello, facendo credere agli Italiani che si trattava di uno che sapeva il fatto suo. L’unico fatto che il nostro conosceva era il posizionamento dei suoi per cercare di sopravvivere il giorno che i nostri compatrioti si fossero svegliati. Cosa che puntualmente è accaduta. Dicevo a seguire tutti gli altri perché, nei prossimi giorni, faremo quello che si tende a non fare in Italia: memoria ed epurazioni. Gentaglia quindi che, da domani, elencheremo e faremo in modo che non vengano dimenticati.  Giustizia e Libertà.

Viva l’Italia, viva la Repubblica.

Oreste Grani oggi nuovamente Leone Ruggente

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