Meno leggi più legge – 4 ottobre 1991

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Le ragioni della sconfitta di Renzi e del renzismo sono riassunte in un drammatico articolo di Avvenire del 6 dicembre:

Un quarto degli italiani a rischio povertà o esclusione sociale. Nel 2015 si stima che il 28,7% dei residenti secondo la definizione adottata nell’ambito della Strategia Europa 2020 si trovi in uno stato di difficoltà, vale a dire almeno in una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro. Lo comunica l’Istat nel suo report “Condizioni di vita e reddito”. Una percentuale sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (era al 28,3%). In lieve aumento gli individui a rischio di povertà (dal 19,4% a 19,9%) e mentre un leggero calo si ha per coloro che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (da 12,1% a 11,7%).

Il Mezzogiorno è ancora l’area più esposta
: nel 2015 la stima delle persone coinvolte sale al 46,4%, dal 45,6% dell’anno precedente. La quota è in aumento anche al Centro (da 22,1% a 24%) ma riguarda meno di un quarto delle persone, mentre al Nord si registra un calo dal 17,9% al 17,4%. Le persone che vivono in famiglie con cinque o più componenti sono quelle più a rischio di povertà o esclusione sociale: passano a 43,7% del 2015 da 40,2% del 2014, ma la quota sale al 48,3% (da 39,4%) se si tratta di coppie con tre o più figli e raggiunge il 51,2% (da 42,8%) nelle famiglie con tre o più minori.

Voglio aggiungere che mancando i soldi delle grandi banche del centro Italia, a partire dal Monte dei Paschi, a spingere la macchina del consenso, il PD si è fermato. È il momento buono per dargli il colpo di grazia arrestandone i fiancheggiatori.

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Joanna Pacula, 1983

Segnalo, a introduzione del documento datato 4 ottobre 1991, festa di San Francesco d’Assisi, che il recente intervento di Francesco, l’argentino, in materia di informazione/disinformazione ha dello strabiliante, oltre a essere in linea con quanto sostenuto da Grillo dopo la vittoria di Trump e di recente da Travaglio dopo il referendum:

“Se si orienta l’opinione in una direzione, tralasciando l’altra parte della verità, l’ascoltatore o il telespettatore non può farsi un giudizio serio”.

I media devono essere “limpidi, molto trasparenti, e non cadere nella malattia della coprofilia, che è voler sempre comunicare lo scandalo, comunicare le cose brutte, anche se siano verità. E siccome la gente ha la tendenza alla malattia della coprofagia, si può fare molto danno”. Parola di Papa Francesco che in un’intervista al quotidiano cattolico belga Tertio parla di comunicazione. E critica aspramente persone e media che puntano a esaltare lo scandalo attraverso la disinformazione.

Così, sperando di coprire la verità, ovvero che la crisi ha esasperato la stragrande maggioranza degli italiani – anche a Milano – e che la principale ragione di essa è la mancanza di legalità, di formazione e di selezione presso le classi dirigenti (altro che Poteri forti, il nemico principale è soprattutto dentro le mura ovvero dentro noi stessi), Renzi e soci sono andati al suicidio. Inevitabilmente.

Altro che riforma del lavoro, altro che sgravi fiscali altro che 80 euro, il male italiano si chiama mancanza di legalità, a partire dalla ‘ndrangheta per finire ai miliardi di nero che per “distrazione” dei “guardiani” centinaia di imprese producono all’anno.

Per illegalità intendo anche che una Spa quale Ancitel, riceva fiumi di denaro pubblico per illustrare ai Comuni le leggi che lo Stato promulga. Che follia è mai questa?

Per illegalità intendo anche che il sig. Carrai Marco sognasse di avere in appalto la cyber security del Paese in combutta con agenti del Mossad provenienti dall’Unit 8200.

Per illegalità intendo che il sig. Marra Raffaele (quando il M5S di Roma deciderà di buttarlo fuori dal Comune?) ritenga opportuno chiedere a monsignore d’Ercole consiglio per entrare nei servizi segreti e che questo lo presenti ad Alemanno che lo avrebbe dovuto presentare a chi? Forse al suo superconsulente in materia di sicurezza il gen. Mario Mori ex direttore del SISDE?

Faccio notare che un’altra delle ragione della fine di Renzi, risiede nella mancata copertura dell’ombrello vaticano, alla cui ombra, per decenni, hanno impazzato delinquenti di ogni genere e specie, non poteva essere altrimenti. Grazie Francesco!

“Educare alla legalità” è un documento che anticipa fin nel richiamo alla interculturalità ovvero al problema del rispetto delle differenze e delle culture di altri Stati (come non vedere anticipato il tema dell’immigrazione) temi che a oggi non hanno avuto risposta o meglio che i media tentano criminalmente di affidare a esseri pericolosi quali i Salvini.

Così, appare davvero profetico lo slogan: meno leggi più legge – la riforma della Costituzione per esempio – dove, come osserva preoccupato anche un Luttwak, un grave problema italiano è la certezza della pena.

Così, aspettando le prossime elezioni, dove il M5S dovrebbe arrivare al 51% o giù di lì, vi consiglio la lettura del documento, e vi aspetto tra venticinque anni per verificare chi abbia avuto la vista più lunga.

Dionisia

P.S. Un grazie a Pompeo De Angelis che ha avuto il piacere di presentarmi G.M., dono quanto mai prezioso.

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